"Perché altri possano vivere": storie di un soccorritore. Il mare e i suoi rischi

Veri fatti di cronaca, raccontati da chi ha operato. Hanno moderato Della Valle, presidente di Federbalneari Salento, e Faivre, direttore di LeccePrima

LECCE - “Perché altri possano vivere” è l’opera prima di Luca Pinto, leccese, 30enne. Un libro da leggere tutto d’un fiato, “magari sotto l’ombrellone”, come ha simpaticamente sottolineato Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento, invitato, con il direttore di LeccePrima.it, Emilio Faivre a dialogare con l’autore.

Luca è un formatore nel soccorso in mare aperto per la Società Nazionale di Salvamento della sezione di Otranto e per Salvamento Salento Rescue Swimmer. Ha partecipato a numerosi interventi di salvataggio e nel suo libro ha raccontato sia la difficile fase della formazione, sia tre episodi realmente avvenuti, in cui s’è trovato a operare in prima linea. L’obiettivo, sotto la superficie di una narrazione a tratti avvolgente e adrenalinica, è soprattutto di educare al rispetto del mare, che può celare insidie letali.

Due sono vicende già narrate su testate locali e persino nazionali, ma lette oggi da un punto di vista nuovo, quello del soccorritore: la caduta con una bicicletta dalla scogliera di Sant’Andrea, purtroppo rivelatasi fatale, e un tuffo in mare nei pressi della Grotta della Poesia, con una ragazza rimasta ferita. Un terzo episodio, un naufragio al largo di Torre San Giovanni, conclusosi con un complesso salvataggio in condizioni meteomarine quasi insostenibili, è, invece, un fatto sostanzialmente inedito alle stesse cronache.

L'incontro ieri presso l'Open Space

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Presso l’Open Space di Palazzo Carafa, ieri pomeriggio, l’autore ha incontrato un folto pubblico, lasciandosi coinvolgere in un dibattito interessante, incalzato sia dalle domande del presidente Della Valle e del direttore Faivre, sia dagli stessi presenti. E diversi e interessanti sono stati gli spunti emersi.

I giovani come Luca hanno nervi d’acciaio e un cuore d’oro, devono trattenere le emozioni e rassicurare i feriti, lavorare in contesti spesso critici a causa delle intemperie, in un’incessante lotta  contro il tempo. Perché anche un minuto può fare la differenza fra la vita e la morte.

Lo stesso autore ha tradito più volte l’emozione, ricordando alcuni episodi in cui si è attivato cavalcando le onde in acquascooter con il collega di turno. Vi sono vicende, come quella della caduta dalla scogliera (era il 3 settembre del 2017), che l’hanno segnato in maniera profonda.

Vana s’è rivelata un’operazione di soccorso in una situazione impervia, considerando la conformazione morfologica del luogo, con gli operatori costretti ad arrivare e a tornare via mare. E alcuni dettagli che gli stessi operatori hanno saputo dopo, come la circostanza che il povero giovane fosse in viaggio di nozze, hanno inevitabilmente provocato turbamento e acuito il dolore. 

A chi è rivolto il libro

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Questo libro potrebbe essere letto sotto molti punti di vista. Chi già è attivo nel settore del salvamento e, in generale, in servizi di soccorso, riuscirà a rispecchiarsi. E chi, semplicemente, avrà curiosità e desiderio di conoscere da vicino questo mondo, si sentirà coinvolto dagli intensi resoconti, nella consapevolezza che, pur cambiando l’autore, per ovvie ragioni, i nomi delle persone rappresentate, i fatti sono reali.

E c’è di più. Luca è un ragazzo che s’è ricostruito un’esistenza. Prima di arrivare a cavalcare un acquascooter per salvare vite in mare, ha subito un incidente stradale molto grave, dal quale si disperava persino che potesse uscire vivo.

Un suo amico, ieri, ha menzionato davanti al pubblico in sala il fatto che non tutti conoscevano e che lo stesso autore, per estrema umiltà, non ha voluto rappresentare nel libro. Dopo l’incidente, vi sono stati una serie di interventi e una lunga riabilitazione. Il suo sogno di entrare in polizia, seguendo le orme del padre, Sergio Pinto, è svanito. Ma con grande forza d’animo, non solo s’è rimesso in piedi, ma ha anche superato un addestramento molto duro, laddove altri hanno abbandonato, sfiniti.

Ha così ripreso la sua vita in mano e ha fatto di più: l’ha messa al servizio degli altri. Il che lo rende speciale, un esempio da seguire. Ecco perché, ha sottolineato Faivre, è una lettura indicata soprattutto ai più giovani. Indipendentemente che desiderino approcciarsi alla materia trattata, spesso i ragazzi rischiano di smarrirsi davanti a difficoltà che sembrano insormontabili, nello studio, nella ricerca di un lavoro, nella speranza di un’affermazione. “Perché altri possano vivere” è, da questo punto di vista, un toccasana, una ventata di positività, la dimostrazione che con la forza di volontà si possono raggiungere grandi obiettivi.

Se, nel caso di Luca, non è stato possibile mettersi al servizio della comunità come poliziotto, non ha comunque rinunciato al suo credo: ha deviato il percorso e ha trovato il modo di essere comunque d’aiuto agli altri.   

Sicurezza in spiaggia, il dibattito

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Interessante, come anticipato, anche il dibattito che è nato. Della Valle ha rimarcato come si stia attendendo con una certa ansia la conferma o meno anche per quest’anno del Piano collettivo di salvamento nelle marine di Melendugno, ricordando come si sia rivelato fondamentale per garantire vacanze serene ai turisti. E ha suggerito che anche l’amministrazione comunale di Lecce dovrebbe prenderlo in seria considerazione, in un’ottica di rilancio più ampio del litorale (potrebbe essere uno degli argomenti da trattare in questa campagna elettorale).

Il presidente di Federbalneri ha anche puntato l’indice verso la comunicazione carente dei Comuni rivieraschi salentini in genere circa i rischi del mare. Dall’altro lato, però, si anche ricordato come spesso e volentieri siano gli stessi bagnanti incauti anche laddove determinati pericoli siano segnalati in maniera chiara e inequivocabile da cartellonistica e bandiere.  

Un altro argomento che ha suscitato interesse e aperto un dibattito è quello degli assistenti per i bagnanti dei lidi balneari. Della Valle ha spiegato quanto sia fondamentale che i lidi adottino una turnazione per garantire il giusto riposo e ha spronato a segnalare sempre atteggiamenti impropri o distrazioni rispetto alle mansioni che gli stessi sono chiamati a svolgere. Diversi fra il pubblico, da questo punto di vista, hanno ricordato anche altre mancanze, come l’utilizzo al di fuori dell’incarico che alcuni stabilimenti fanno degli assistenti bagnanti. 

Per quanto riguarda il libro, edito da Luca Pensa, è in vendita dal 28 aprile a 15 euro e parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza.

Le foto della presentazione sono di Luigi Totaro. 

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