Notte della Taranta. Corigliano apre le danze, aspettando il 25 agosto

Prima tappa nella città del Castello de' Monti, come da tradizione. Musica e cultura per ricordare come nasce il festival

CORIGLIANO D'OTRANTO - Come vuole la tradizione, le prime danze hanno preso forma in quel di Corigliano d’Otranto. E, tappa dopo tappa, si arriverà a Melpignano dove il concertone finale chiuderà il Festival della Notte della Taranta in un tripudio di musica e suggestioni, fondendo come sempre folklore e innovazione, in una sperimentazione unica nel suo genere.

Corigliano, dunque, con il suo affascinante castello De’ Monti, ha ospitato ieri sera la tappa iniziale del percorso che si snoderà da qui, fino al 25 agosto, nel segno delle radici salentine e, nello specifico, griche.  “Questo grande evento – ha detto a tale proposito Massimo Manera, presidente della fondazione La Notte della Taranta, durante la conferenza di presentazione - è figlio dell’humus di questa terra, di quello che in questa terra è accaduto negli ultimi cinquant’anni”.

Sono ormai ventuno anni che il festival spopola. “E non è figlio delle mode – ha voluto precisare Manera -, è qualcosa che ha radici profonde e ben salde. Qui all’inizio degli anni Sessanta, a Calimera, c’è stato un sindaco poeta che ha scritto un libro in grico, il sindaco Giannino Aprile. Sono nati e hanno lavorato tantissimi ricercatori, artisti, operatori culturali. In questo humus è nata La Notte della Taranta e in questo humus lavora e vegeta la fondazione La Notte della Taranta”.

Andrea Mirò, maestro concertatore, era presente alla serata di ieri. “Sono molto orgogliosa di far parte della cordata dei maestri concertatori che si sono alternati qui – ha detto - perché è un grande momento di crescita, e non è retorico. E’ una crescita musicale, sui contenuti culturali, umana. Ringrazio la fondazione per avermi messo in condizione di crescere, di buttare il cuore oltre l’ostacolo, mettermi alla prova è quello in cui credo”.

Corigliano, appuntamento fisso

Ad aprire il festival ci hanno pensato i ballerini del corpo di ballo de La Notte della Taranta. Prima hanno realizzato un laboratorio di pizzica nel Castello. Poi, salendo sulla terrazza, la seconda sessione, con le coreografie di Massimiliano Volpini. Il quale ha spiegato: “Sto tentando di mescolare due mondi apparentemente lontani, quello della danza accademica e quello della danza popolare. In che modo, lo stiamo scoprendo. Stanno venendo fuori delle cose molto interessanti. L’energia e la vitalità sono la chiave di tutto”.

Sempre sulla terrazza del castello si è esibito anche il Circolo Mandolinistico di San Vito dei Normanni. Fondato nel 1934, dal 2015 è guidato dal giovane mandolinista Peppino Grassi.

“Ogni anno il festival parte qui da noi - ha detto poi il sindaco di Corigliano, Dina Manti - e oggi siamo qui con i nostri ragazzi dell’Orchestra Sparagnina che raccontano una storia di amicizia, di relazione e di legami che è ciò che noi vogliamo trasmettere a tutti”. L’Orchestra Sparagnina è diretta da Ambrogio Sparagna, già maestro concertatore de La Notte della Taranta, dal 2004 al 2006 che torna per dirigere l’Orchestra nata nel 2005 dalle esperienze didattiche dell’Istituto comprensivo del paese.  Un’ora di musica di tradizione affidata con un repertorio di canti in grico (antico dialetto greco e lingua di minoranza del territorio).

In piazza Vittoria si sono esibiti poi esibiti I Mandatari, formazione nata nel 2013 per volontà di un gruppo di amici, con l’intento di riscoprire la bellezza della tradizione musicale della provincia di Taranto. Grazie al loro lavoro di ricerca e, attingendo anche dal patrimonio recuperato sul campo nelle stesse zone dallo storico ed etnografo Alfredo Majorano, tra gli anni ’30 e ’70, il gruppo può avvalersi di un vasto repertorio musicale che spazia dai contesti rituali (tarantismo), a quelli ludici (pizzica-pizzica, tarantelle, quadriglia, canti di lavoro, stornelli) e canti devozionali (canti di passione).

A chiudere la prima tappa del festival, l’Antonio Amato Ensemble. “Il futuro del passato” è la frase che rappresenta al meglio la filosofia stilistica del gruppo. In dieci anni di attività, è riuscito a sviluppare un sound originale, riconoscibile e alternativo, come si evince bene nell’ultimo lavoro discografico, “Speranze”, punto d’incontro inedito tra mondi apparentemente paralleli.

"Un confronto fra culture"

Daniele Durante, direttore artistico de La Notte della Taranta, s’è poi soffermato sul senso più intimo della manifestazione. “In questi ventuno anni l’operazione che è stata fatta è stata quella di chiamare i migliori che era possibile e farli confrontare con la nostra cultura. Questo non è un fatto da poco, ma che ha fatto crescere davvero questo territorio. Questo è il valore aggiunto del festival”. Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano, ha poi ricordato la candidatura dell’ex convento degli Agostiniani ai Luoghi del Cuore del Fai. “La quinta scenica de La Notte della Taranta, l’ex convento degli Agostiniani, è stata candidata tra i Luoghi del Cuore del Fai, con un semplice click possiamo aggiungerlo tra i primi dieci sul sito del Fondo Ambiente Italia e contribuire a ristrutturare questo storico sito”. Un invito che, ovviamente, è esteso a tutti.

Una prima giornata intensa, dunque, per un festival ricco di appuntamenti. Tra i tanti, quello ricordato dal direttore artistico Luigi Chiriatti, la mostra “I luoghi di Renata” di Paolo Laku. “Renata Fonte era una consigliere comunale di Nardò che è stata ammazzata perché difendeva strenuamente la non urbanizzazione di Porto Selvaggio uno dei luoghi più belli del Salento, per questo – ha detto - è doveroso parlare di paesaggio e dedicare questa mostra a lei, ricordando che ci sono persone che perdono la vita per difendere i principi in cui credono”. Mostra che si inaugura oggi a Palazzo Personè, a Nardò, alle 20.

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