“Silenzio, lasciatelo parlare. Il cinema in Puglia tra arte muta e sonoro” di Michele Mainardi

“Un lavoro di ricerca destinato a lasciare il segno e a stimolare ulteriori approfondimenti sulle strutture cinematografiche pugliesi del passato”

Mercoledì 17 Aprile, alle ore 17.30, nell’Aula Magna dell’Università del Salento - Palazzo Codacci-Pisanelli, il Collegio provinciale Geometri e Geometri laureati di Lecce presenterà il nuovo libro di Michele Mainardi“Silenzio, lasciatelo parlare. Il cinema in Puglia tra arte muta e sonoro”, Edizioni Grifo. L’imponente volume, di 490 pagine, prosegue e completa il pregevole lavoro di ricerca iniziato dal professor Mainardi con “La storia del cinematografo nelle Puglie. Dai Lumiere alla Grande Guerra” (2018). Anche questa seconda pubblicazione è realizzata grazie al contributo dei Collegi dei Geometri di Lecce, Bari, Foggia, Taranto, Barletta-Andria-Trani e Lucera, a testimonianza della grande attenzione riservata dalla categoria alla promozione della cultura e alla conoscenza diffusa e condivisa della storia del territorio pugliese. 

L’incontro di presentazione si aprirà con i saluti del presidente del Collegio Geometri di Lecce, Luigi Ratano, del presidente emerito del Collegio, Eugenio Rizzo, dell’assessore regionale Sebastiano Leo e del presidente della Provincia Stefano Minerva. Seguiranno gli interventi di Luca Bandirali, critico cinematografico e docente di Teorie e tecniche del linguaggio audiovisivo all’Università del Salento, Salvatore Colazzo, docente di Pedagogia dei media all’Università del Salento (autore della presentazione del libro che definisce “un’opera di erudizione storica”) e Roberto Maragliano, già docente di Pedagogia all’Università Roma Tre. Concluderà l’incontro l’autore del libro, Michele Mainardi. Modera Mario Spedicato, docente di Storia Moderna dell’Università del Salento.

«Questo nuovo lavoro del professor Mainardi è destinato a lasciare il segno - sottolinea Luigi Ratano, presidente del Collegio Geometri di Lecce - per la mole della ricerca, nonché per il notevole apparato bibliografico e archivistico. Sono convinto che servirà da stimolo per allargare le conoscenze storiche sulle strutture cinematografiche del nostro passato: studenti e professionisti che si accingeranno a censire e a disegnare le piante degli ambienti ove un tempo si svolgeva lo spettacolo cinematografico, potranno avvalersi di risultati storiografici molto ben sviscerati da questo testo da noi sostenuto con convinzione».

Soddisfatto anche Eugenio Rizzo, presidente emerito e coordinatore del Comitato tecnico-scientifico del Collegio: «Siamo lieti, come geometri che scommettono sul valore della cultura quale elemento di crescita della comunità, di continuare a sostenere l’importante lavoro di ricerca intrapreso dal professor Mainardi, un contributo sicuramente prezioso per la conoscenza e la conservazione del nostro passato».

Il Libro

Dopo la Storia del cinematografo nelle Puglie dai Lumière alla Grande Guerra, continua il racconto sullo spettacolo del film, in Puglia, negli anni Venti del muto, che si appresta al passaggio d’epoca del sonoro nella fase di avvio del decennio successivo. Il volume “Silenzio, lasciatelo parlare. Il cinema in Puglia tra arte muta e sonoro”,nel solco precedente, narra a registri aperti (e con il gusto della scrittura frizzantina) le tante storie (i percorsi) che hanno visto il cinema e i cinematografi, in particolare, protagonisti ludici indiscussi della vita quotidiana pugliese dal dopoguerra sino ai primi anni Trenta. Le figure dei protagonisti, delle pellicole, dei divi americani di celluloide, compaiono nel testo (come Rodolfo Valentino, orgoglio dei corregionali), ma oltre ai riferimenti dovuti alle forme della rappresentazione nel cinema muto, si affacciano i temi della diffusione dei nuovi modelli di comportamento degli spettatori.

L’autore divide il suo racconto in tre parti: la prima dedicata al contesto, con un capitolo sulle conquiste della tecnica e uno sul cinema tra muto e sonoro. Ricca la seconda parte, cuore della ricerca, dove primo e secondo capitolo sono dedicati a “Film e spettacoli a Lecce”e “I cinema del Leccese”, si prosegue con i “Film d’ordinaria proiezione”, un viaggio nelle immagini sui teatri di Puglia e un focus su “Cinema e divi”. Il quinto capitolo è dedicato ai cinema nel Brindisino e nel Tarantino, poi il sonoro in Capitanata e nel Barese, un altro viaggio nelle immagini dedicato ai proiettori nelle pagine di cine-rivista, poi ancora due capitoli dedicati al sonoro a Bari e a Lecce e nuovo viaggio nelle immagini sulla “pubblicità dei film sui giornali”. La terza ed ultima parte del libro è dedicata agli approfondimenti, numerosi e interessanti, come quello dedicato a “Tito Schipa canta da attore a Hollywood”. Per concludere, un ultimo viaggio nelle immagini sul set di “Scipione l’Africano”.

L’autore

Michele Mainardi (1958) è docente di scuola superiore a Lecce. Scrive e pubblica dal 1985 e si interessa di storia del territorio, della Puglia meridionale in particolare. Con le Edizioni Grifo di Lecce ha pubblicato tantissimo, specie libri su Lecce e la sua provincia, che ha investigato in lungo e in largo. Con il sostegno del Collegio dei Geometri di Lecce ha già dato alle stampe numerosi testi, fra i quali: "Storia di un luogo. Sannicola versus Gallipoli: la nascita di Lido Conchiglie (2010); "Le coste del Salento. Racconti di immagini" (2011); "Lecce che cambia. Il volto della città agli inizi del miracolo economico" (2012); "Disegnare il territorio. Cartografia demaniale in Terra d'Otranto prima dell'Unità" (2014); "Attratti dal mare. Fonti documentarie e cartografiche sulle coste del Salento" (2015); “La Storia del Cinematografo nella Puglie. Dai Lumière alla Grande Guerra” (2018). Due sue recenti poderose opere sono sulla storia contemporanea della città-capoluogo: "La città nuova: Lecce negli anni Cinquanta e Sessanta" (2014) e "Lecce nuovissima. La città degli anni Settanta".

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