Presentazione e reading del libro di Cristina Carlà: "Il colore delle cose fragili"

La presentazione del libro di Cristina Carlà avverrà alle ore 19:00 presso il Melograneto Martino a Monteroni di Lecce, in via Gino Rizzo. Ingresso libero.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

La presentazione del libro di Cristina Carlà avverrà alle ore 19:00 presso il Melograneto Martino a Monteroni di Lecce, in via Gino Rizzo. Ingresso libero. Casa editrice: Collettiva Simona Cleopazzo ci presenta l'autrice del libro: “ma io invece sono viva!” Istinto, passione, verità. “La scrittura è cosa viva”, mi verrebbe da dire, pensando alla scrittura di Cristina.

La scrittura è uno strumento per scandagliare la realtà e scoprirne volti nuovi. e questa dirompente scrittrice si svela con la scrittura perché fa parte lei stessa della realtà che indaga. Cristina non è un’esordiente, la sua penna ha già percorso svariati sentieri, è poliedrica, si sperimenta e si re-inventa, ma sempre grazie alla parola. Un mix di poesie e prose che nasce dal quotidiano, mentre si vive. Cristina vive e scrive. Per lei queste due azioni sono connesse e indissolubili, magicamente danzano assieme. Cristina scrive, cattura immagini, descrive luoghi, si muove, è vera, mai retorica. Ci invita a spalancare la finestra sul mondo delle cose, le sue cose, che diventano nostre. Le cose semplici, ma che fanno rumore.

Cristina scrive anche frasi in dialetto in modo da celebrare il suo viscerale attaccamento alla terra, alla sua che diventa nostra. Lo fa con la lingua madre, quella dei nonni, quella del cuore. Cristina si dichiara subito, nel titolo. Sulla fragilità non lascia la lettrice, o il lettore, spazio per interpretazioni personali. Ma in questa fragilità è annidata una grande forza che si chiama passione e pulsa e ritma il tempo della vita. Si scrive di sé ma si scrive di tutte, questa è la verità. Cristina sembra dirci, urlando in un orecchio, “Ci siamo dentro tutte e tutti”. Fidiamoci quindi.

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