La musica d'autore di Raphael Gualazzi protagonista della notte di Otranto

Riflessivo ed appassionato, timido ma incontenibile, il talento jazz sale sul palco del penultimo appuntamento di Hydromusic Fest: ventuno brani in scaletta, nove musicisti totali e tanta energia per il suo "Happy Mistake Tour"

OTRANTO - Il piano, la musica d'autore e il jazz raffinato: Raphael Gualazzi, a partire dalle 21.30, è il protagonista del penultimo appuntamento dell'Hydromusic Fest, la rassegna di concerti estivi realizzata all'interno del Fossato del Castello di Otranto, a ridosso dell'area portuale.

Riflessivo e appassionato, timido ma incontenibile, Gualazzi è tra i talenti più puri del panorama musicale degli ultimi anni: un “artigiano della musica” innamorato del jazz e del blues, diventato la rivelazione del festival di Sanremo del 2011.

Classe 1981, ritorna nel Salento col suo “Happy Mistake Tour” e dopo il successo della tournée teatrale, con numerosi sold out (sia nelle date italiane che nella prima  internazionale a Parigi). Partito il 29 giugno da Lignano Sabbiadoro (Ud), Gualazzi sta portando sui palchi il suo inconfondibile sound con i brani dell’ultimo disco d’inediti “Happy Mistake”, pubblicato il 14 febbraio per Sugar: le sue passioni musicali, che s’intrecciano nel disco e si ritrovano nei concerti, ne fanno un artista da scoprire specie nella dimensione live, con una vocazione fortemente internazionale.

Oltre al jazz e al blues, nello show, incursioni nel gospel e nel soul, nel country e nel rock, con un omaggio ai classici, da Verdi al felliniano Rota. Sul palco, con lui ben 9 musicisti, di cui sette francesi. Lo show, dinamico e sfaccettato, alterna atmosfere suggestive a momenti dall’energia intensa e travolgente.

Ventuno i brani in scaletta: nel programma, troveranno spazio i pezzi dell'ultimo album di inediti e successi come "Follia d'amore", "Senza ritegno", "Sai (Ci basta un sogno)". Start alle 21.30. I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne e nelle prevendite abituali: qui le info. Domani poi, gran finale del festival col quartetto giamaicano, Tok. Otranto, insomma, suona bene.

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