A Castiglione e Spongano, la seconda semina collettiva sui terreni abbandonati

Si terrà per tutta la giornata di domani nei due centri salentini, la seconda edizione di questa iniziativa, nata dall'idea di ridare vita ai terreni abbandonati, ripopolare le campagne, nel segno dell'economia sostenibile

Castiglione d'Otranto (ANDRANO) - Ridare vita ai terreni abbandonati, ripopolare le campagne, fare economia sostenibile. E, soprattutto, rafforzare i vincoli di comunità. La sfida di Castiglione d’Otranto si rinnova e quest’anno “contagia” anche Spongano. Torna “Chi semina utopia raccoglie realtà”, la seconda edizione della semina collettiva di antiche varietà di cerali. L’appuntamento è alle 8.30 in piazza della Libertà, a Castiglione, e in piazza Vittoria, a Spongano. Da lì, si raggiungeranno a piedi i fondi, da tempo abbandonati e ora recuperati, sui quali verranno messe a dimora le colture, rispettivamente in zona Curteddra e Masseria Piccinna.

A portare avanti il progetto di recupero delle terre incolte sono le associazioni “Casa delle Agriculture Tullia e Gino” e “FuturoE’Presente”, assieme al Comitato Notte Verde e al Parco regionale Otranto- S.M. di Leuca- Bosco di Tricase. Coinvolte anche le scuole di Uggiano La Chiesa e Spongano.

Le protagoniste saranno loro, le sementi delle specialità di primo farro, farro dicocco, grano tenero Gentil Rosso, Gentile Marzaiolo, Mentana, Ardito, Damiano Chiesa, Poulard di Ciano, grano duro Virgilio e Senatore Cappelli. Senza l’ausilio di macchine, si riscoprirà la pratica della semina “a ventaglio” o “a mano aperta”, come si faceva una volta, insegnata direttamente sul campo dagli anziani dell’Auser di Andrano.

Quest’anno i terreni ravvivati a Castiglione saranno campi di sperimentazione per alcune varietà completamente scomparse: Scorsonera (conosciuta come Capiniura), Timilia e Russello. Le sementi sono state messe a disposizione dalla Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia.

“Crediamo che non si possa più rimandare il ritorno alla terra - dicono dalle associazioni-. È questione di rispetto della natura e della salute, attraverso la produzione di cibi sani e l’abolizione dell’uso della chimica. Ma quello che stiamo facendo a Castiglione, da oltre un anno, non è puro romanticismo. È una nuova economia, è l’incontro tra le due materie prime che nel Salento raramente dialogano: le menti e le braccia dei giovani e le terre che nessuno usa più e che, anzi, sono spesso un fardello per famiglie e agricoltori. È su quei terreni, concessi rigorosamente in comodato d’uso gratuito, che seminiamo utopia. Stiamo raccogliendo ottimi frutti: pomodori, zucchine, legumi, grano, farro. Tutti biologici”.

Durante la giornata, sarà possibile firmare la petizione per chiedere la drastica riduzione dell’uso dei fitofarmaci in agricoltura, avviata a giugno e a quota 1.500 firme. Alle 12.30, Castiglione e Spongano faranno festa insieme, per sancire “la fratellanza della terra”. In zona Curteddra, il “pranzo del contadino”: saranno distribuite frise, legumi, “brodino de piparussi” e pane con lievito madre. Piatti, posate e bicchieri, non in plastica, vanno portati da casa! A rallegrare i presenti saranno gli stornelli del cantastorie P40. Info (pubblicabili): 320/0710681, 389/5818490

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di mauro giordano
    mauro giordano

    Se il Salento riuscirà veramente a dare vita alle colture ma soprattutto se il Ministro dell'agricoltura sapesse di che colore è fatta la terra e quali sono le problematiche ineremnti al settore.....allora si che si potrebbe rinverdire. Veramente un'iniziativa pregevole e onorevole, ottimo il conorno folcloristico ma importantissimo il ritorno alle colture con i fitofarmaci ridotti all'indispensabile . Complimenti !!

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