Terzapagina. Si apre la Settimana Santa: riti, fede e folclore nel Salento

Tradizioni popolari, devozione ed appuntamenti liturgici si uniscono nell'intenso programma di questi giorni, che preparano alla solenne celebrazione della Pasqua: in tutto il territorio, a partire da Gallipoli, eventi suggestivi

LECCE - Tradizioni popolari e devozione si incontrano nella suggestione dei riti pasquali e il Salento diventa uno dei principali epicentri della commemorazione dei misteri della Passione, morte e Risurrezione di Cristo. Inizia oggi, con la celebrazione della Domenica delle Palme, la Settimana Santa, momento centrale dell’anno liturgico. E, in questa occasione, il connubio di fede e folclore si estende a tutte quelle usanze e quelle rievocazioni, presenti in diverse realtà locali, che arricchiscono gli eventi eventi preparatori al triduo pasquale e alla festa di Pasqua.

A Gallipoli, gli appuntamenti sono iniziati già venerdì scorso con la processione dell’Addolorata e con la confraternita di Santa Maria del Monte Carmelo che hanno portato la statua in giro nel borgo antico della Città Bella. Ma il clou dei riti religiosi ci saranno da Giovedì santo con la visita agli altari della Reposizione (impropriamente detti “sepolcri”) e con le processioni del venerdì e del sabato, dette de “L’Urnia” (ossia, col Cristo morto) e della Desolata.

Ma oltre a Gallipoli, sono particolarmente sentite e partecipate anche le processioni che si tengono tra venerdì e sabato mattina, a Galatina, Maglie, Botrugno e Cerfignano (solo per citarne alcune). Praticamente ovunque, in concomitanza con quella presieduta da papa Francesco, si tiene nelle comunità locali la Via Crucis per le principali strade cittadine. Eventi tutti che si affiancano alle celebrazioni solenni del triduo, che, dopo la Messa crismale e la Benedizione degli oli, vedono il Giovedì santo la commemorazione della Lavanda dei Piedi e la reposizione dell’Eucaristia, il Venerdì, la funzione liturgica della Croce e la notte tra il sabato e la domenica, la grande veglia pasquale.

Tra riti religiosi e altri più devozionali, trovano spazio le tradizioni culturali legate alla pasqua, a partire dal piattino di grano lasciato germogliare al buio detto “piattu pe lu sibburcu”, passando per la Caremma o Quaremma, ossia il fantoccio di una donna anziana con la conocchia ed una mela amara, a cui sono infilzate sette penne: in genere, subito dopo la fine del carnevale e con l’inizio della Quaresima, il fantoccio viene esposto sui tetti o sui balconi della case; ogni settimana, le si sfila una penna, finché il giorno di Pasqua, non viene fatta saltare in aria.

Legata alla Caremma, c’è la cosiddetta “cuddhrura”, pane dolce guarnito con uova sode da preparare nella settimana santa e consumare entro il lunedì dell’Angelo. In alcune zone del Salento, resta l’esposizione del “Pati Paticchia”, rimando alla figura dell’ultimo flagellatore di Cristo.

Nella Grecìa Salentina, si commemora "Santu Lazzaru", nella giornata delle Palme. E proprio oggi, a Zollino, si chiude il festival itinerante de “I canti di passione”, rassegna di musica legata ai riti della Pasqua.

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