Il mondo arabo senza distorsioni. Attraverso la musica

Mercoledì 4 luglio alle 21,30 nel Fossato del Castello di Otranto, il concerto del cantautore algerino Idir

Il fossato del Castello di Otranto ospiterà il concerto del cantautore algerino Idir
Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce, prosegue il suo viaggio alla scoperta della civiltà arabo-islamica. Mercoledì 4 luglio alle 21,30 nel Fossato del Castello di Otranto con il concerto del cantautore algerino Idir prende il via la sezione dedicata alla musica, diretta da Nabil Ben Salameh e Michele Lobaccaro (Radiodervish), che ha l'intento di proporre al pubblico una prospettiva sul mondo arabo scevra da pregiudizi e distorsioni di immagine.

I direttori artistici intendono proporre, attraverso la musica, uno sguardo sul mondo arabo attuale. Il percorso si snoderà essenzialmente su due versanti: quello facente capo alla tradizione spirituale sufi e quello che fa riferimento al grande patrimonio laico della storia culturale araba del Novecento. In questo viaggio faranno da guida due personaggi, molto diversi tra loro, ma che permettono di aprire due panorami profondi sul mondo arabo: la grande Oum Khaltoum (1904-1975), considerata la più grande cantante araba, e Jallaludin Rumi (1207-1273), poeta, mistico, filosofo, grande personalità celebrata, proprio nel 2007, dall'Unesco.

Idir, nome d'arte di Hamid Cheriet, cantante algerino, nato il 25 ottobre 1955 a Aït Lahcène, un villaggio degli At Yenni in Cabilia. Idir è un nome tradizionale berbero, che significa "vivrà" e viene dato a scopo beneaugurante. È il cantante cabilo più conosciuto all'estero. Deve la sua fama soprattutto a quello che è stato il suo pezzo d'esordio, A Vava Inouva (1973), che è stato tradotto in numerose lingue. Si tratta di una composizione molto orecchiabile, composta a partire da una ninna-nanna tradizionale e con le parole del poeta Ben Mohamed, che Idir eseguì alla radio quand'era ancora studente liceale, inventandosi lo pseudonimo che lo ha reso celebre per non far capire ai propri genitori che stava intraprendendo questa carriera.

Ospite della rassegna anche la libanese Soeur Marie Keyrouzsa (sabato 7 luglio - Palazzo dei Celestini di Lecce - ingresso gratuito). Il suo canto, solenne, carico di spiritualità, di trasporto mistico, ha conquistato il pubblico europeo e non solo; laureata in antropologia religiosa e musicologia, diplomata in canto classico sia orientale che occidentale, ricercatrice e compositrice, è tra le poche in grado di testimoniare con la sua voce sia il canto monodico occidentale, sia quello bizantino.

Lo sguardo sulla musica femminile prosegue con l'esibizione di Natacha Atlas (17 luglio - Castello di Acaya - ingresso gratuito). Un'apolide della musica che ha fatto propria la bandiera dell'arcobaleno sonoro, ben prima che l'etno-pop divenisse un business inseguito e sollecitato dalle mode: Natacha Atlas è un bell'esempio di anticipazione di usanze e costumi in voga nel mondo discografico, per un percorso decisamente variopinto a cominciare dalle sue molteplici derivazioni geografiche. L'Orchestra Araba di Nazareth (21 luglio - Casarano) propone un omaggio a Oum Kalthoum. Costituitasi originariamente ad Haifa, dal cui Conservatorio provengono tutti i componenti in egual misura palestinesi ed israeliani, si è poi definitivamente trasferita nella città di Nazareth. Rappresenta quindi un esempio ideale di convivenza artistica e religiosa, in quanto al suo interno sono rappresentate le tre grandi religioni monoteiste del nostro tempo. Al suo interno infatti convivono musicisti cattolici, ebrei e musulmani. Il Concerto è organizzato in collaborazione con la "Fondazione onlus Daniela e Paola Bastianutti", dedicata alle sorelle di Casarano morte a Sharm el Sheikh nel 2005 in un attacco terroristico.

Domenica 22 luglio (ore 21.30 - ingresso 10 euro), al Castello di Copertino, andrà in scena, in anteprima assoluta, il nuovo spettacolo che vede sullo stesso palco Mercan Dede e Ludovico Einaudi, musicisti cosmopoliti che, pur provenendo da due scene diverse (l'ambiente della musica contemporanea nel caso di Einaudi, la musica sufi con suoni propri del clubbing e dell'elettronica nel caso di Dede), hanno deciso di incontrarsi in un progetto speciale: la costante ricerca, il tentativo di andare oltre i generi, contaminandosi con elementi diversi alla ricerca di una indagine sul sacro odierno.

Il programma si concluderà martedì 18 settembre (ore 21,30 - ingresso gratuito), nell'atrio di Palazzo dei Celestini a Lecce, con i Radiodervish che proporranno "Il verbo degli uccelli", suite orientale ispirata ad uno dei classici della letteratura sufi scritto nel XII secolo dal mistico persiano Farid Attar; i personaggi e le vicende narrate offrono una materia ideale per le preziose atmosfere orientali e fiabesche richiamate dalle melodie e dal canto dei Radiodervish. Canto e percussioni: Nabil; chitarre, basso, percussioni: Michele Lobaccaro; harmonium e tastiere: Anila Bodini; voce recitante: Teresa Ludovico.

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