Luci, forme e colori: si rinnova il rito della grande Focara di Novoli

Fuochi d'artificio e tanta buona musica fino a tarda ora. Nella notte l'evento clou di una manifestazione scandita, come ormai ogni anno, anche da qualche polemica

Quest'anno, foto dei lettori. In apertura quella di Paolo Simone. In pagina, di Lorenzo De Donno e Zoe di Monteroni.

NOVOLI – Il grande rito del fuoco che si tramanda da secoli s’è rinnovato, in un tripudio di luci e colori. L’accensione che ha rischiarato la notte, il momento più atteso, salutato dall’applauso della folla, è stato preceduto e seguito da processioni, spettacoli, musica.  

Persa ormai da ormai da tempo la dimensione intima del raccoglimento di una piccola comunità, quella di Novoli, attorno alla figura del suo protettore, Sant’Antonio Abate, la Focara si è trasformata sempre più in questi anni in uno spettacolo che supera gli stretti confini locali, diventando uno dei veicoli principali dell’immagine del Salento nel mondo.

Le immancabili polemiche

Anche per questo, porta con sé sempre più spesso un immancabile strascico di polemiche e attriti. Luci della ribalta e ombre dietro al palco. L’anno scorso i toni si surriscaldarono quando un ufficiale giudiziario piombò in piena processione, sventolando un atto d’ingiunzione per vecchi debiti.

Quest’anno, invece, l’atmosfera s’è intorbidita quando alcuni artisti e fornitori di passate edizioni, quasi alla vigilia dell’evento, hanno ricordato che ancora mancano all’appello i loro emolumenti. Ricevendo una secca risposta dal sindaco e presidente della Fondazione, Gianmaria Greco: “Solo strumentalizzazioni, i ritardi sono di natura tecnica”. Rinviando, in sostanza, i richiedenti davanti a Regione Puglia e altri enti finanziatori.  

Ma stanotte vince la festa

Tutto dimenticato, però, almeno per questa giornata in cui ha vinto la festa. Così doveva essere e così è stato. La benedizione degli animali e la processione del Santo hanno scandito la prima parte, molto sentita dai novolesi. Poi, man mano che le luci del giorno si sono affievolite, è salito sempre più il clima di euforia nell’attesa che l’immensa pira di migliaia di fascine di vite intrecciate, un certosino lavoro iniziato già dicembre, prendesse fuoco. Le vie di Novoli hanno iniziato a ingolfarsi tanti curiosi e amanti del rito provenienti da ogni dove e l’accento locale a confondersi con quello di altri territori.   

Video: la processione nelle vie del paese

Il “Carillon umano” della Compagnia Italento, un pianoforte meccanico con ruote e motore seguito da una ballerina e lo spettacolo  “Krauni – storia di una scintilla”, a cura di Sbang produzione spettacoli, associazione culturali Stranivari e Artisti di strada indipendenti, la storia di una scintilla che si espande in forme e figure fino a diventare fiamma, hanno preceduto il momento clou, arrivato attorno alle 20,30.

Video: il momento dell'accensione

L'accensione con braciere e fiaccola è stata affidata non solo alle mani del primo cittadino, ma anche a quelle del  piccolo Federico Perrone, sindaco del Consiglio comunale di ragazzi, in segno di speranza per il futuro.  E ad estasiare il pubblico assiepato nel piazzale, ci hanno pensato i fuochi pirotecnici della ditta Fratelli Cosma: zampilli in aria di varie sfumature cromatiche e fontane di luce, interminabili minuti che hanno lasciato tutti con gli occhi per aria e strappato più volte applausi, trasformando la grande pira in una sorta di vulcano festoso che ha rischiarato una notte quest’anno finalmente mite. Nella passata edizione ci mise lo zampino una pioggia scrosciante.  

E dopo musica fino a notte fonda

La festa è proseguita fino a notte con il concertone. Ad aprire le danze, l’Antonio Amato Ensemble, composta da Antonio Amato, Antonio Marra, Valerio Rizzello, Palmiro Durante, Armando Ciardo, Luigi Baldassarre, Francesca Della Monaca e Cristina Frassanito: una fusione di tradizione e modernità, ritmi della “pizzica” scanditi tanto da strumenti acustici, quando da elettronici. Poi, Bobo Rondelli, cantautore, poeta, attore e performer originario di Livorno, dai testi musicali sono introspettivi e ironici. Il suo repertorio è stato tratto  principalmente dell’ultimo album, “Anime Storte” (Sony Music Italy), in cui si è fatto ispirare dalla figura delle persone semplici, ingolfate di amicizie social, ma nel contempo sole e alienate.

Poi, Tonino Carotone, spagnolo, disco d’oro con l’album “Mondo difficile”, il cui nome d’arte si ispira apertamente al cantante napoletano Renato Carosone, mentre  e il look è preso in prestito da Fred Buscaglione, che ha proposto i suoi maggiori successi, tra cui “Me cago en el amor”, con cui è diventato famoso anche in Italia.

Ha chiuso il cantautore Giuliano Palma, che nel Salento è già stato altre volte. Fondatore dei Casino Royale, ha proseguito la carriera con il progetto Bluebeaters. E’ reduce dal recente successo del suo ultimo album “Happy Christmas” (Sony). Per la Fòcara ha proposto i brani principali della sua carriera, con cover di grandi successi, riviste in chiave personale e con il suo timbro inconfondibile (celebre è, fra l’altro, la sua versione di “Messico e nuvole”), e inediti come “50mila”, inciso con Nina Zilli.

Una sapiente miscela di musica per accarezzare le orecchie degli amanti di ogni genere, spaziando dalle tradizioni salentine fino al sound internazionale.

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