"I porti del Re" al Castello di Gallipoli

  • Dove
    Castello Angiono
    Indirizzo non disponibile
    Gallipoli
  • Quando
    Dal 21/06/2017 al 05/11/2017
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Martedì 20 giugno (ore 18 - ingresso su invito) al Castello di Gallipoli, in provincia di Lecce, gestito dal 2014 dall’Agenzia di Comunicazione Orione, appuntamento con l'inaugurazione della mostra "I porti del Re" di Jakob Philipp HackertSino al 5 novembre la Sala ennagonale dell'antico maniero ospiterà nove grandi opere dell'artista tedesco, raffiguranti altrettanti porti pugliesi del Regno di Napoli. Le opere furono realizzate su commissione di Re Ferdinando IV che, nella primavera del 1788, incaricò il pittore ufficiale di corte di ritrarre in dipinti e disegni tutti i porti del Regno borbonico. La mostra, a cura di Luigi Orione Amato e Raffaela Zizzari, è prodotta dal Castello in collaborazione con la Reggia di Caserta e il Comune di Gallipoli. Nel corso dell'inaugurazione interverranno lo storico dell’arte, docente universitario, autore e conduttore televisivo Philippe Daverio e il direttore generale della Reggia di Caserta Mauro Felicori, che saranno anche insigniti del Premio Barocco 2017. Durante la serata spazio anche al contributo musicale a cura del maestro Enrico Tricarico con Serena Scarinzi (soprano) e Floriana Cesari (pianoforte) e alla "Filarmonica Città di Gallipoli". I visitatori approderanno anche nel "Porto animato" a cura di Openlabcompany.

Il viaggio di Jakob Philipp Hackert, da Manfredonia a Taranto, dura più di tre mesi. L'artista appronta il materiale occorrente per poter poi ritrarre, una volta rientrato a Napoli, tutti i porti delle tre estreme province orientali del Regno di Napoli: Capitanata, Terra di Bari e Terra d’Otranto. Al rientro dai sopralluoghi, il pittore inizia a riprodurre su tele di grande dimensione i porti di Taranto e di Brindisi nel 1789, prosegue con i porti di Gallipoli, Manfredonia, Barletta, Bisceglie e Santo Stefano di Monopoli nel 1790, esegue nel 1791 il porto di Trani e infine chiude la serie nel 1792 con il porto di Otranto. Jakob Phillip Hackert (1737-1807) nacque in Germania a Prenzlau. Viaggiò molto in Europa e raggiunse la fama con le sue tele di scorci pittoreschi. Lavorò per Caterina di Russia e in Italia soggiornò a lungo a Roma, Firenze e Napoli. Qui, Ferdinando IV gli commissionò dodici quadri raffiguranti i porti del Regno delle Due Sicilie. L'intera commissione delle Vedute dei Porti del Regno è riconducibile alla volontà del Re di Napoli di emulare quanto il Re di Francia Luigi XV aveva realizzato, affidandone l'esecuzione al pittore Claude-Joseph Vernet nel 1753, con la serie di Vedute dei Porti di Francia. Le opere furono create sulla scorta di schizzi disegnati da lui stesso, come suggeriscono le repliche di figure ricorrenti in più tele: una raccolta di 136 cartelle di disegni preparatori conservata presso lo Staatliche Museeum di Berlino. Le nove tele saranno esposte nella Sala ennagonale, gioiello rarissimo e unico esempio di architettura militare di tale forma e dimensione. La sala ha, infatti, un diametro di 20 e un’altezza di 10 metri, con copertura a padiglione, inglobata nella torre grande posta nello spigolo sud-est della fortezza, interamente circondata dal mare. Sulle pareti, spesse 9 metri, si aprono le maestose bocche di fuoco. La torre grande è frutto di vari rimaneggiamenti dell’ingegno di Francesco di Giorgio Martini da Siena che cercò di adeguare la fortezza ai nuovi criteri imposti dal perfezionamento delle artiglierie senza demolire le preesistenze. È proprio in questa torre che giacciono le origini dell’arcaico sistema difensivo gallipolino, un mastio antichissimo di dimensioni minori e forma differente rispetto alle attuali.

Le sale del Castello ospiteranno anche il "Porto animato" a cura di Openlabcompany, un laboratorio di progettazione fondato nel 1991 da Laura Colombo e Luca Ruzza dove con un  team di progettisti, ingegneri e artisti si sviluppano idee di paesaggi futuri trasformandoli in realtà. Il Porto di Gallipoli dipinto da Hackert rivivrà grazie alle animazioni di Gioele Stella e al sound design di Laura Colombo e Bernardo Vercelli. C’è una pratica che mette in relazione la storia dell’arte con la motion graphic. Consiste nella realizzazione di prodotti video che hanno come tema la rivisitazione animata di quadri famosi di varie epoche, in chiave interpretativa, poetica, ironica, dissacrante. Le opere vengono riproposte con oggetti o personaggi della scena rappresentata in movimento, con elementi aggiunti che compiono azioni o interagiscono con le parti dei dipinti oppure con variazioni di punti di vista che esplorano lo spazio virtuale dell’opera, mettendo in evidenza particolari, espressioni o atteggiamenti presenti. Il filmato ci porta a considerare la “messa in scena” – intesa come elemento compositivo – nella sua funzione primaria, all’interno di un quadro. Scegliere un istante piuttosto che il successivo muta il senso del dipinto e gli equilibri.
 

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