Restauro della scultura lignea del XVIII secolo

Soleto: la rappresentazione della Madonna delle Grazie con Gesù Bambino

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Quando si giunge alla fine di un lavoro, lo si ammira con attenzione e con meraviglia. E' quanto possiamo fare oggi, dopo il lungo e faticoso restauro della scultura lignea del XVII secolo della Madonna delle Grazie con Gesù Bambino e base processionale in legno scolpito e dorato, che si venera nel Santuario dei Frati Minori di Soleto (Le).

Il 21 Ottobre 2013 davo mandato, in qualità di rettore del Santuario di Soleto, alla ditta Gabriella Bozzi di Noicattaro di redigere il progetto di restauro e il 5 dicembre dello stesso anno la commissione per l'arte sacra e i beni culturali dell'Arcidiocesi di Otranto vistava il progetto per essere sottoposto al parere della Soprintendenza per i beni Storici, Artistici ed Etnoantropologi della Puglia con sede a Bari.

Il 18 Aprile 2014 giunge l'approvazione del progetto da parte del Soprintendente ad interim Marta Ragozzino (prot. MBAC-SBSAE-PUG UTECNICO CI 34.16.10/173).Il 29 Ottobre 2014 la statua della Madonna delle Grazie viene prelevata dal Santuario da parte della Ditta Bozzi per l'inizio dei lavori di restauro. Nel corso del lavoro di restauro ci sono stati n° 3 consulti con il Coordinatore Direttore Storico dell'Arte Dott.ssa Rosa Lorusso, con il capotecnico restauratore Sig.ra Maria Pia Zambrini, con la restauratrice dell'opera Gabriella Bozzi e il sottoscritto nei giorni: 21 Gennaio, 24 Aprile, 12 Giugno 2015.

Si è creato, da subito, un lavoro di squadra per superare i vari intoppi che si sono presentati nel corso del restauro come i vari strati di stuccature e ridipinture fatte nel corso dei secoli e il danno apportato con l'incendio del 5 Agosto del 1963 a cause delle candele votive, collocate vicino alla statua della Madonna, e che, nelle primissime ore pomeridiane, i drappeggi che ornavano la statua presero fuoco, procurando un danno a tutto il blocco scultoreo.

Come si è potuto verificare durante il lavoro di restauro, sotto la base della Vergine, si è riscontrato una scritta: " restauro 1964"; molto probabilmente i frati fecero restaurare mesi dopo l'accaduto tutto il blocco scultoreo sostituendo la basa processionale perché la precedente era andata perduta durante l'incendio. Un altro resturo è stato effettuato dalla Bottega Gallucci nel 1997. Grazie ai tanti benefattori, ora possiamo ammirare nella quasi bellezza originaria la Madonna delle Grazie che il popolo di Soleto venera dal lontano 1568 e che i frati custodiscono dal 1602.Ringrazio chi, in pochissimo tempo, con il proprio obolo ha reso possibile l'attuale restauro: i tanti devoti, l'associazione culturale "Francesco Marco Attanasi" che ha sostenuto il restauro della base processionale in legno scolpito a mano e dorato; il Comitato "Madonna delle Grazie" ha reso possibile il restauro di Gesù Bambino.

Un grazie di cuore va a chi, nel 2013 ha organizzato la fiera del dolce e del salato in occasione della festa di Santa Lucia e con la vendita del calendario ha sostenuto il progetto di restauro. Non è mancata la solidarietà di alcuni gruppi come il Centro Sociale Ricreativo Anziani di Soleto, il Gruppo Frates di Soleto, il Coro del Santuario di Soleto, e tanti benefattori.Infine, voglio ringraziare, le mani che hanno reso possibile l 'ammirare oggi la bellezza della statua della Madonna delle Grazie di Soleto, la Dott.ssa Gabriella Bozzi e chi con diligenza e professionalità ha guidato il lavoro la Dott.ssa Rosa Lorusso e la Sign.ra Maria Pia Zambrini.Tutto questo dimostra un grande amore per Maria, che sentiamo sempre vicina a noi come menziona l'inno alla Vergine delle Grazie. Maria, bellezza di Dio, ci aiuti a contemplare il dello della nostra vita e come scriveva San Giovanni Paolo II agli artisti il 4 Aprile 1999 "La bellezza è cifra del mistero e richiamo al trascendente. E invito a gustare la vita e a sognare il futuro. Per questo la bellezza delle cose create non può appagare, e suscita quell'arcana nostalgia di Dio che un innamorato del bello come sant'Agostino ha saputo interpretare con accenti ineguagliabili: « Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato! ".

Fra Giancarlo Maria Greco

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