“Osti-nati in cucina", tre appuntamenti ospitati dal ristorante Lilith 

Dopo il successo della rassegna “Chef to the future”, la condotta leccese di Slow Food propone “Osti-nati in cucina”, tre appuntamenti ospitati dal ristorante Lilith nella Masseria Copertini di Vernole con la cucina di tre importanti e apprezzati osti pugliesi. Si parte mercoledì 30 marzo con Anna Di Gregorio del Falso Pepe di Massafra, si prosegue giovedì 7 aprile con Maria Lanzillotti del Casale Ferrovia di Carovigno e si chiude martedì 19 aprile con Beppe Schino del Perbacco di Bari. Tre osti “chiocciolati” presenti nella guida “Osteria d’Italia” di Slow Food proporranno i loro piatti accompagnati dai vini di 3 aziende presenti nella guida “Slow Wine”. 


Mercoledì 30 marzo il primo appuntamento sarà in compagnia di Anna Maria Di Gregorio del Falsopepe di Massafra, attività dalla stessa gestita da dodici anni con il socio Vincenzo. La proposta del Falsopepe sarà abbinata ai prodotti dell'Azienda Vitivinicola Polvanera di Filippo Cassano. "Anna Maria e Vincenzo trasmettono agli ospiti l'amore per la loro terra e le tradizioni attraverso un'accoglienza impeccabile e un'ottima cucina", si legge nella guida Osterie d'Italia. "Filippo Cassano è il fulcro attorno al quale ruota l'attività dell'azienda che di anno in anno cresce, diventando sempre più un punto di riferimento per l'intero territorio di Gioia del Colle", è il commento su Slow Wine 2016. Il menù prevede flan di patate su crema di ortiche; capocollo di Martina Franca presidio SF con arance, gelatina di cetriolo e puntarelle di catalogna; "bombette" croccanti con strudel di verdure e spinacini scottati; sagna 'ncannulata al pesto di carciofi e noci su fonduta di pecorino; rollata di vitello con asparagi e Caciocavallo Polico del Gargano 6 mesi presidio SF, costoletta dorata ed insalata di fave novelle; sbriciolata di semola con crema di agrumi e biancomangiare alle mandorle. Info falsopepe.it

Slow Food è un'associazione non-profit che conta 100mila membri in 150 paesi del mondo. Fondata da Carlin Petrini nel 1986, si pone l’obbiettivo di promuovere nel mondo il cibo buono, pulito e giusto. Buono da mangiare, per le sue qualità organolettiche, ma anche per i valori identitari e affettivi che si porta dietro. Pulito perché prodotto in modo ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente. Giusto perché conforme all’equità sociale durante la produzione e la commercializzazione.

La sede di Slow Food Lecce è ospitata all'interno del Crap (Centro Residenziale di Assistenza Psichiatrica) dove vivono ben 14 persone che hanno costantemente bisogno delle cure del dottor Sergio Longo (Psichiatra e coordinatore del progetto) e del suo staff. La condotta, in collaborazione con ASL Lecce, partecipa al progetto Ortoporto che prevede la riqualificazione dell'area verde adiacente al Crap - Villa Libertini e la sua riconversione in un orto per l'autoconsumo interno e per l'eventuale commericializzazione di prodotti biologici.

 

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