"La parola padre" ai Cantieri teatrali Koreja

  • Dove
    Cantieri Teatrali Koreja
    Via Guido Dorso, 70
  • Quando
    Dal 28/01/2017 al 28/01/2017
    20:45
  • Prezzo
    : euro € 15 (intero) - € 8 (ridotto under 30 e over 60) - € 12 (ridotto convenzioni) - € 4 riduzioni ADISU per studenti Unisalento, Conservatorio "Tito Schipa", Accademia Belle Arti di Lecce
  • Altre Informazioni

                                         

Dopo aver girato il mondo e aver riscosso enorme successo di pubblico e critica in tutta Italia, sabato 28 gennaio alle ore 20.45 torna a Lecce LA PAROLA PADRE, lo spettacolo della Compagnia Koreja scritto e diretto da Gabriele Vacis.

LA PAROLA PADRE, insignito all’XI International Theatre Festival Apollon (Fier-Albania) col Premio Best Actress Apollon 2012 (non protagonist) consegnato a tutte le attrici in scena e del Premio “Adelaide Ristori” (Mittelfest 2014) come migliore attrice assegnato a tutte le interpreti è un’immersione nel rapporto figlia-padre-patria, con una messa in gioco autobiografica dove il conflitto famigliare diventa occasione per sottolineare differenza di genere e tradimento della società globalizzata. Autentiche memorie infantili e adolescenziali si affastellano delicate e spietate, una accanto all’altra, le une sulle altre.


Sei ragazze. Sei giovani attrici selezionate durante un giro di seminari tenuti da Koreja nell'Europa centro orientale. Sei giovani donne si incontrano in uno dei tanti crocevia del presente. Quei non luoghi che frequentiamo senza vedere. Ola, Anna Chiara, Simona, Irina, Alessandra, Rosaria. Tre sono italiane, una è polacca, una è bulgara, una è macedone. Tutte parlano più o meno inglese. Quali sentimenti coltivano sei ragazze di nazionalità diverse, che si parlano attraverso una lingua comune superficiale? Hanno memorie comuni? Che storie possono raccontarsi e raccontare? E, soprattutto hanno una storia comune da raccontare? Immagini, danze, musiche e parole che frullano identità impossibili, mobili, fluide. Scintille di senso imprevedibili. Tutte hanno conti in sospeso con la loro patria, tutte hanno conti in sospeso con i loro padri.

[…] Al di là dell’Adriatico esiste ancora la voglia di conquistare le cose, racconta Gabriele Vacis, credo che in Italia, ma anche in tutto l’Occidente, ci sia un benessere non conquistato. Lo abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri e non abbiamo più la consapevolezza di cosa significhi conquistarselo. Questi Paesi hanno una grande lezione da darci: la forza della conquista, mentre noi viviamo come anestetizzati […]

Con le sei ragazze ho fatto lunghe interviste che ho ripreso in video, prosegue il regista, più che interviste sono sedute psicanalitiche. Ho chiesto loro di raccontarmi quando hanno avuto davvero paura, quando si sono sentite al sicuro. La paura è il sentimento dominante del nostro tempo. Perché possediamo tanto. Perlopiù cose. Quindi abbiamo paura che gli altri, che il resto del mondo, a cui abbiamo rubato il tanto che abbiamo, ci presenti il conto. Abbiamo paura che ce lo portino via. Alle sei ragazze ho chiesto di raccontare storie, non ho chiesto opinioni. Sono venute fuori testimonianze diverse: se una ha vissuto sei, sette anni sotto il comunismo, ha paure e desideri diversi da una che discende da Alessandro il Macedone. Per queste ragazze è molto importante raccontare il padre. I loro padri…fino ad Alessandro il Macedone. E la parola padre ha la stessa radice semantica della parola patria […] 

drammaturgia e regia Gabriele Vacis

scenofonia e allestimento Roberto Tarasco

coordinamento artistico Salvatore Tramacere                                    

con Irina Andreeva (BG), Alessandra Crocco, Aleksandra Gronowska (PL), Anna Chiara Ingrosso, Maria Rosaria Ponzetta, Simona Spirovska (MK)

assistente alla regia Carlo Durante

training Barbara Bonriposi

tecnico Mario Daniele, Alessandro Cardinale

E sabato 28 gennaio nuovo appuntamento col TEATRO IN BICI, il progetto che lega teatro, cultura e mobilità lenta pensato da Koreja e realizzato in collaborazione con la Ciclofficina Popolare Knos. Il compito che spetta ai partecipanti di questo nuovo viaggio, quello di muoversi nella storia cittadina, di scoprirla e comprenderla. Storie di donne e di figlie, di padri e di patrie.

Partenza prevista per le 18.30 dalle Manifatture Knos muniti di bicicletta (chi non ne possedesse una, può, come sempre, utilizzare quelle messe a disposizione dalla Ciclofficina Popolare Knos di Lecce versando un libero contributo) con arrivo ai Cantieri Teatrali Koreja dove l'ormai famoso "cicloaperitivo" ristorerà i partecipanti prima dello spettacolo.

L’obiettivo della passeggiata è quello di attraversare Lecce con uno sguardo più attento alle donne che vi hanno abitato. In tal senso, sarà possibile visitare l’imponente Torre del Parco, dimora storica quattrocentesca, simbolo di fortezza inattaccabile e rappresentazione della potenza e della cultura della contea nel periodo medioevale e rinascimentale, che si lega indissolubilmente a diverse importanti figure femminili: da Maria d’Enghien, contessa di Lecce, donna bellissima e colta, regnante illuminata che si fece promotrice di cultura e di arte, alla regina Giovanna, prima sovrana di Napoli, donna dissoluta e madre di Carlo V, la cui figura ancora oggi è avvolta nel mistero e nella leggenda: di lei si narra che dopo aver giaciuto con i suoi soldati li sopprimesse, facendoli gettare nei pozzi della Torre stessa.  Alla sfrontatezza del potere incarnato dalla regina Giovanna, si contrappone la figura di Anna Colonna, nipote di papa Martino, che favorì l’insediarsi dell’antico Convento che nel ‘600 sorse fra le mura del quattrocentesco maniero costituito dall’alta Torre e dal Palazzo del Principe, sede della Zecca di Stato e del Tribunale.

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