Terzapagina. “Saluto al nemico”, il nuovo album a ritmo meridiano degli Aedo

Uscito per l’etichetta Ululati (Lupo editore) l’ultimo lavoro del gruppo, nel solco della world music contemporanea e nel sapiente intreccio di sonorità ‘ctonie’ e mediterranee, dove voce, canto e musica si fanno sintesi poetica

COPERTINO - È uscito per l’etichetta Ululati (Lupo editore) un interessantissimo lavoro musicale dal titolo “Saluto al nemico” degli Aedo. Si tratta di un’espressione genuina della world music contemporanea, sapiente intreccio di sonorità ‘ctonie’ e mediterranee, nel quale la voce, il canto e la musica si fondono in una sintesi poetica che prende al cuore, come un ritmo meridiano. Un etno-folk che ci ricorda le origini della poesia, per l’appunto, dal canto della terra e dove trovano equilibrio inedito l’anima sperimentale e quella cantautorale.

Il progetto Aedo (Giovanni Saccomanno, Eleonora Pascarelli, Mauro Pispico, Chiara Arcadi, Francesco Spada, Giuseppe Donadei, Giorgio Kwiatkoswski) nasce nell’agosto del 2010, delineando un percorso lirico che si nutre delle radici del suono piegando il canto popolare alla riproduzione della natura. Dalla ricerca e riconsiderazione di antichi miti fino a giungere a testi di natura contemporanea, lo spettacolo proposto restituisce un ricercato immaginario arcaico che si distingue in contesti molto diversi dimostrando di possedere quella natura poliedrica tipica del Teatro Canzone.

Nel 2011 e 2012 gli Aedo si esibiscono in numerosi concerti, dividono il palco con artisti del calibro dei Radiodervish e Luca Morino, realizzando una tournee nazionale che li porta a suonare a Roma e Bari. Vincono il concorso Officine della musica in occasione del quale viene prodotto un videoclip professionale del brano “Macarìa” realizzato dalla Punto Exe con la regia di Gianni De Blasi e sostenuto da diversi partner quali Unione Europea, Puglia Sounds, Regione Puglia, Teatro Pubblico pugliese, Puglia per tutte le stagioni.

Del nuovo album così ne parla Oliviero Malaspina, cantautore e collaboratore di Fabrizio De André: “Molto più che interessante, anzi intrigante e molto bello questo lavoro degli Aedo. L'album si apre con Acqua e si chiude con Penelope, come se nell'andirivieni delle onde nel tessere e disfare una tela ci sia un attesa di qualcosa di positivo l'arrivo anche solo di una immagine benigna. Tra il brano di apertura e quello di chiusura splendidi brani sono Le orecchie del Re e La pancia del mostro. Bellissima anche Le tue mani”.

“Le sonorità – aggiunge Malaspina - sono a volte rarefatte a volte forsennate come gli stati d'animo di una società in travaglio. Belli i testi con sfumature agrodolci e le sonorità che vanno dalla ballad a brani più potenti intersecati da un' etnicità mai banale. Un disco da non perdere per nessun motivo: un disco che fa pensare sognare viaggiare sperare attraverso le splendide voci dei cantanti”.

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