Il Consiglio di Stato ripristina il divieto assoluto di plastica monouso nei lidi

Con un decreto cautelare neutralizzata l'ordinanza del Tar di Bari del 31 luglio. L'ordinanza balneare della Regione Puglia resta dunque integralmente in vigore. Esulta Wwf Italia, costituito in giudizio

Foto sul litorale leccese.

LECCE - Dopo una settimana torna integralmente in vigore l'ordinanza balneare della Regione Puglia che impone misure restrittive per l'utilizzo di contenitori e posate monouso, a meno che non siano compostabili, negli stabilimenti balneari. Il Consiglio di Stato, con un decreto cautelare monocratico ha infatti sospeso l'ordinanza con cui il Tar di Bari, il 31 luglio, aveva neutralizzato quella parte del provvedimento regionale destinata a diminuire l'uso di plastica sul litorale.

Esulta il Wwf che è intervenuto ad opponendum, come già aveva fatto in primo grado. L'associazione ambientalista sottolinea alcuni passaggio del decreto che sembrano ribaltare completamente le argomentazioni dei giudici baresi "Rilevato peraltro che, in linea di principio, le Regioni possono dettare, nell’ambito delle materie rientranti nella propria competenza, disposizioni che indirettamente determinino standard di tutela ambientale più elevati di quelli fissati da norme statali". 

L'iniziativa della Regione Puglia per una tutela ambientale più stringente nasce da una direttiva comunitaria che gli stati membri devono recepire entro il 2021, ma l'intervento del Tar di Bari, innescato da alcune aziende di prodotti preconfezionati, aveva determinato una battuta d'arresto che, in vista dell'udienza di merito, fissata per febbraio, avrebbe lasciato la situazione invariata. Il Consiglio di Stato ha spiegato, invece, che una tutela ambientale rafforzata da parte della Regioni, nell'esercizio della loro potestà esclusiva sulla gestione del demanio, è oramai da considerarsi pacifica.

Il Wwf ricorda che la plastica rappresenta il 95 percento dei rifiuti in mare dove rimane per molto tempo: un bicchiere può durare 20 anni, una busta anche 50 mentre un filo da pesca fino a 600. Questo significa un grave e costante pericolo per le 134 specie mediterranee che ingeriscono plastica.

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