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Video | Uomini e animali, l’insolito incontro con un tasso nel Parco Rauccio

Gli operatori del soccorso di Ata-Pc di Lecce hanno fotografato il mustelide affatto spaventato dalla loro presenza

 

LECCE- Sono stati incuriositi da insoliti versi mentre alcuni operatori del soccorso di Ata-Pc Lecce perlustravano il territorio di Torre Chianca ai confini con il Parco di Rauccio: un simpatico tasso, “meles meles”, intento a cercare cibo si è lasciato avvicinare dagli uomini facendosi tranquillamente fotografare.

Pur essendo un’animale prevalentemente notturno e difficile da vedere di giorno, il mustelide, mostrando tutta la bellezza, ha reso piacevole la sorpresa per gli operatori di Ata-Pc che, ancora una volta, intendono mettere in evidenza la grande ricchezza di biodiversità che contraddistingue il nostro territorio caratterizzato dalla presenza di volpi, ricci, falchi, pettirossi, tordi, merli e diversi rapaci notturni.

In questi giorni, inoltre, proprio nel Parco di Rauccio, le guardie ecologiche volontarie Endas, incaricate dall’ufficio Parco del Comune di Lecce a vigilare sul territorio, hanno avvistato numerose colonie di “gruccioni”, una specie protetta appartenente alla famiglia dei meropidi e caratterizzata da un piumaggio variopinto. È una specie che, dopo un lungo viaggio nell’Africa posta a sud del Sahara, preferisce le nostre latitudini per lo svernamento e la nidificazione.

L’uomo, purtroppo, vivendo sempre meno a contatto con la natura ed essendo sempre più abituato a luci, rumori e tecnologie, ha perso di vista la propria vera essenza e non si rende conto di essere anche esso uno dei tanti milioni di esseri viventi presenti su questo pianeta. Tale comportamento ha portato a un minore rispetto della natura che, in questo periodo di stasi forzata per l’uomo a causa dell’emergenza sanitaria, ha preso il sopravvento mostrando tutta la sua magica e straordinaria bellezza.

È assolutamente necessario tornare a riverire tutto ciò che Madre Natura ci ha donato e rendersi conto che nulla ci appartiene, poiché non siamo i padroni della terra ma facciamo parte di quella natura che abbiamo l’obbligo di rispettare.

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