Il sogno degli agricoltori: rilancio del Sud e dell'intero comparto

Calamità, Xylella, fauna selvatica, agro-mafie e molto altro. Le associazioni pugliesi salutano la nomina a ministro di Teresa Bellanova, iniziando subito a ricordare quali sono le priorità e le emergenze da affrontare

LECCE – Calamità naturali, lotta alla piaga della Xylella, fauna selvatica, lente puntata sulle agro-mafie e molto altro ancora. Sono tante le priorità da affrontare. E, a poche ore dall’ufficializzazione del nome di Teresa Bellanova a capo del ministero delle Politiche agricole, le associazioni pugliesi degli agricoltori, inviano i complimenti di rito, ritenendo la senatrice salentina del Pd una figura competente sul settore del settore primario, iniziando nel contempo subito a battere le carte sul tavolo. Perché, davanti alla moltitudine di emergenze, l’occasione di avere un ministro “in casa” è più che mai ghiotta.

Raffaele Carrabba, presidente della Cia agricoltori italiani di Puglia ha un sogno nel cassetto: “Il Sud e l’agricoltura: una legislatura spesa per lo sviluppo del Mezzogiorno e il rilancio del comparto primario. Sarebbe un segno epocale di cambiamento e trainerebbe tutto il Paese fuori dalla crisi”. E, non solo a Teresa Bellanova e al nuovo governo, ma, in generale, a tutti i senatori e deputati pugliesi, dice: “Avete un’opportunità storica, non sprecatela: l’agricoltura e il Sud siano messi al centro dell’attenzione e di soluzioni più avanzate per creare sviluppo duraturo”.

Produrre reddito e lavoro

Produrre reddito e lavoro, fare sostenibilità e innovazione, contribuire a un necessario ricambio generazionale. Per l’organizzazione guidata da Carrabba, occorre un cambio culturale. “Gli agricoltori sono spesso stati messi nel mirino, additati come sfruttatori. La realtà, invece, dice che la stragrande maggioranza delle imprese agricole, anche e soprattutto in Puglia, è il primo elemento di integrazione vera per gli immigrati che desiderano lavorare e vivere in pace nel nostro Paese. La realtà – ha puntualizzato - è che proprio dal comparto primario, soprattutto all’interno delle aziende agricole multifunzionali e degli agriturismi, arrivano i segnali più incoraggianti anche sulla crescita del lavoro e della conduzione aziendale al femminile”.

A allora: “Meno burocrazia, più sostegno alla formazione e alla internazionalizzazione delle aziende agricole, meno onori fiscali e più flessibilità sui contratti di lavoro: queste sono alcune delle priorità da cui far ripartire l’azione del governo in tema di agricoltura”.  

Per la Cia, sono tante le questioni da affrontare. “Vanno accelerati i tempi per una riforma della legge sulla fauna selvatica”, dice Carrabba. E ancora: “Bisogna trovare una soluzione di sistema alla crisi dei prezzi determinata da più fattori, non ultimo il ricorso massiccio alle importazioni e lo strapotere della grande distribuzione organizzata; è fondamentale semplificare le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in agricoltura che passi anche, ma non solo, dalla certificazione medica ad opera dei medici di famiglia”. E poi, last but not least, l’incubo della Xylella.

Comparto olivicolo in ginocchio

“Il comparto olivicolo è in ginocchio, ma dei 300 milioni promessi per gli abbattimenti, i reimpianti e gli aiuti ai frantoiani non si è vista traccia”, ricorda Carrabba. “Il ministro Bellanova conosce benissimo il problema, vivendo a Lecce ed essendo nata in provincia di Brindisi”.

“Il quadro normativo attuale – prosegue - non aiuta le imprese: non c’è sostegno all’incontro tra domanda e offerta di lavoro stagionale; gli imprenditori agricoli non sono messi nelle condizioni di poter fare un ‘piano assunzioni’ basato sulle reali esigenze dei cicli colturali e sulla variabilità dell’andamento dei raccolti; il costo del lavoro è fra i più alti d’Europa. Proprio con l’Europa, occorre impegnarsi affinché la riforma della Pac non sia punitiva nei confronti dell’agricoltura italiana e del Sud in particolare”. “Bisogna contrastare la malapianta delle agro-mafie e della criminalità organizzata che soffoca e terrorizza gli agricoltori, facendo un far west delle zone rurali”. Insomma: di lavoro ce n’è tanto.

"Un'opportunità da cogliere"

Il presidente della Copagri, Franco Verrascina, da parte sua, dice: “Ci rendiamo disponibili fin da ora a confrontarci sui molti dossier aperti della nostra agricoltura, che andranno portati avanti con la dovuta urgenza e attenzione e attraverso il costante e continuo confronto e dialogo con le parti sociali”. E il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, ricorda: “Avere il ministro delle Politiche agricole espressione della Puglia è un’opportunità che la nostra regione non può lasciarsi sfuggire per ricostruire la filiera olivicola salentina, con i decreti attuativi per l’emergenza Xylella, il sostegno ai frantoi e il via libero definitivo ai reimpianti e per la necessaria semplificazione del mercato del lavoro”.

Per Coldiretti, come già per la Cia, è necessario investire in Puglia sul futuro competitivo delle imprese agricole, tenendo conto dello scenario europeo, dando una forte spinta alle esportazioni, attraverso il superamento del gap della logistica, del peso della burocrazia, di costi di produzione decisamente più alti, con l’aggravante dell’assillo della criminalità nelle campagne.

Più diritti per i lavoratori

Uila Puglia, sindacato dei lavoratori agricoli ed agroalimentari tramite il suo segretario generale, auspica la nascita di un percorso che porti ad affrontare in maniera sinergica problematiche complesse, come un aumento di diritti, salario e tutele, ma anche investimenti pubblici e privati per rilanciare il sistema produttivo, abbassando le tasse e valorizzando gli assi sociali strategici, dal welfare, alla sanità, all’istruzione. "Siamo sicuri che il ministro Bellanova potrà esprimere una sensibilità particolare in merito all’atavico problema del caporalato, riservando un’attenzione inedita verso i braccianti". 

Per Luca Lazzaro, a capo di Confragricoltoura Puglia, "la Puglia agricola vive un momento di grave difficoltà, a partire dalla questione Xylella e dalla necessità di rilanciare un’intera area della nostra regione, il Salento, totalmente devastata da questa fitopatia”. I temi centrali per Confagricoltura Puglia restano sostegno alle imprese, adeguate politiche del lavoro, sviluppo delle infrastrutture e garanzie sui fondi per il Mezzogiorno. “Ci auguriamo che poter contare all’interno del nuovo governo di due pugliesi (Bellanova e Bocca, ndr) in posizioni strategiche - dice - sia di buon auspicio per una collaborazione proficua su tematiche così centrali per il nostro territorio”.

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