Legambiente e centro Cea, lotta ai rifiuti marini. Lunedì nuovo appuntamento in spiaggia

Proseguono le attività di informazione, monitoraggio e pulizia dei volontari legate al progetto “Clean sea life” in collaborazione con l’area marina protetta e le scuole

Un volontario di Legambiente.

PORTO CESAREO – Conoscere per capire e fronteggiare l’invasione dei rifiuti marini che costituiscono una delle piaghe ambientali più diffuse e preoccupanti. Per questo motivo già da due anni il circolo di Legambiente di Porto Cesareo, in attuazione del programma di gestione del Centro di esperienza ambientale (Cea) di Torre Chianca e nell’ambito del progetto europeo “Clean sea life” ha organizzato diverse attività di pulizia nelle aree sensibili del parco marino e dell’area marina protetta nonché dei laboratori di educazione ambientale. Attività che vengono pianificate in collaborazione con il consorzio di gestione dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, l’istituto comprensivo cittadino e l’associazione Italia Nostra Salento Ovest. Una nuova tappa di aggiornamento sulla cultura ambientale marina è prevista per lunedì prossimo, 12 novembre, a partire dalle 9 presso il Cea di Torre Chianca e la vicina spiaggia, dove i volontari e ambientalisti e gli alunni delle scuole parteciperanno alle varie attività di informazione, sensibilizzazione, educazione ambientale e monitoraggio scientifico dei rifiuti che si svolgeranno con gli esperti del circolo e dell’area marina protetta. 

Dal settembre 2016 l’associazione di Legambiente fa parte del progetto europeo “Clean Sea Life”, realizzato con il supporto dell’Unione Europea, che ha come obiettivo quello di contrastare il fenomeno dei rifiuti marini (meglio conosciuti col termine inglese “marine litter”), tramite una serie di azioni dirette a sensibilizzare ed accrescere l’attenzione dei cittadini, ispirando un vero e proprio cambio delle abitudini e una assunzione di responsabilità per un reale mutamento degli stili di vita irrispettosi dell’ambiente, e di promuoverne l’impegno attivo e costante. “Per contribuire a salvaguardare il nostro prezioso ecosistema marino, il circolo Legambiente Porto Cesareo ha aderito al progetto Clean Sea Life,  individuando quale area in cui operare la spiaggia adiacente il Centro di esperienza ambientale di Torre Chianca” spiega il presidente locale del Cigno Verde, Luigi Massimiliano Aquaro, “e coinvolgendo volontari locali ed alunni dell’istituto comprensivo Porto Cesareo in un’attività di monitoraggio scientifico dei rifiuti, effettuata tramite un protocollo riconosciuto a livello europeo che permette di acquisire dati per studiare il fenomeno dello spiaggiamento dei rifiuti, soprattutto rispetto a quantità e possibili fonti. Grazie a questa caratterizzazione sarà quindi possibile mettere in campo azioni mirate a limitare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente marino e costiero, riducendo pertanto i rischi che la loro presenza comporta”.

I rifiuti marini, come noto, sono una delle principali minacce agli ecosistemi. Secondo i dati resi da Legambiente sono infatti circa 180 le specie marine mediterranee che ingeriscono rifiuti marini: dalle cozze alle balene, dagli squali alle sardine, tartarughe, capodogli e uccelli marini. Tutti  possono ingerire o rimanere intrappolati nei rifiuti abbandonati. Il problema maggiore è posto proprio dai rifiuti in plastica, oltre l’80 per cento dei rifiuti trovati in spiaggia e sui fondali che con il tempo si sbriciolano, senza mai sparire del tutto, destinati a esser ingoiati per errore dagli stessi pesci, crostacei e molluschi che arrivano poi sulle tavole dei consumatori. Dopo quasi due anni di attività il progetto “Clean Sea Life” (di cui è capofila il Parco Nazionale dell’Asinara, che porta avanti il progetto con l’ausilio dei partner CoNiSma, Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks e MpNetwork) e giunto quasi a metà del suo percorso coinvolgendo migliaia di persone fra diportisti, subacquei, pescatori professionisti e sportivi, ragazzi, studenti e cittadini in attività di pulizia che hanno permesso di raccogliere e smaltire vari quintali di rifiuti in tutta Italia.

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