La vivibilità secondo il Sole 24 Ore: il Salento guadagna posizioni ma è in coda

La provincia passa dalla 105esima posizione alla 92esima ed è seconda su scala regionale. L'indagine evidenzia il divario tra Nord e Sud, indicatori al di sotto della media

Un'immagine della Villa comunale.

LECCE – Migliora, anche se di poco, la qualità della vita in provincia di Lecce. È quanto emerso dalla tradizionale indagine statistica del Il Sole 24 Ore che, ogni anno, mette a confronto la vivibilità delle province italiane in base ad una serie di indicatori, articolati in sei settori d’indagine: affari, lavoro e innovazione; reddito, risparmi e consumi; ambiente, servizi e welfare; demografia, famiglia, integrazione; giustizia, sicurezza, reati; cultura, tempo libero e partecipazione.

In cima alla classifica del 2016 si trova – neanche a dirlo – Aosta che era già stata premiata nel 1993 e nel 2008, seguita dalle floride Milano e Trento. Anche la coda dell’indagine non presenta grosse sorprese: l’ultima posizione è occupata da Vibo Valentia (come già avvenuto nel 1997 e nel 2005) seguita da Reggio Calabria (ultima nell’edizione dell’anno scorso). Ancora una volta, quindi, la maglia nera spetta ad una città del Mezzogiorno.

La fotografia scattata dal quotidiano economico restituisce una realtà nota, cioè quella dell’incolmabile divario tra il divario tra il Nord ed il Sud del Paese che raggiunge appena la sufficienza, collocandosi al di sotto della media. Altrettanto rilevante, però, è la forbice tra le province di maggiori dimensioni, frenate dai nodi sicurezza e ambiente nel loro slancio in avanti, e le realtà medie o piccole che sono diventate veri modelli di vivibilità per i cittadini.

In questo quadro, come dicevamo, il Sud non se la passa benissimo. La provincia di Lecce, tuttavia, ha compiuto un piccolo balzo in avanti riuscendo a recuperare terreno: dalla 105esima posizione del 2015 è risalta fino alla 92esima su un totale di 110. Su scala regionale, Lecce è seconda solo a Bari che raggiunge l’85esima posizione. Seguono, nell’ordine, Brindisi (96), Foggia (102), Bat (104) e Taranto (105).

Lecce ha ottenuto un punteggio pari a 394 e l’analisi degli indicatori dimostra come la performance peggiore sia quella registrata nel settore “giustizia e sicurezza” mentre il punteggio più alto è stato ottenuto sul versante economico del “reddito e risparmio”.

A Lecce e dintorni, dunque, si vive bene? A giudicare dai rilievi statistici parrebbe di no. Già nel mese di novembre un’altra classifica – quella stilata dal quotidiano Italia Oggi in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma - ha spedito la provincia nell’89esima posizione. Cinque posti più in alto rispetto al 2015, ma il bollino blu assegnato dalla ricerca attesta che la provincia aspira ancora alla sufficienza nella qualità della vita.