Qualità della vita, la provincia di Lecce risale ma è sempre troppo bassa

Il Salento 89esimo in Italia. Scarso e insufficiente in vari indicatori: lavoro, ambiente, servizi finanziari e scolastici, salute, tempo libero e tenore di vita. Ma in tema di criminalità, c'è molto di peggio

Scorcio di via Sauro, nel cuore commerciale di Lecce. Sotto, immondizia ai Laghi Alimini.

LECCE – Un avanzamento promettente di cinque posizioni rispetto al 2015, ma pur sempre e ancora troppo poco perché ci si possa scrollare di dosso quel fastidioso colore blu. Così, infatti, il quotidiano economico, giuridico e politico “Italia Oggi”, in una sua ricerca appena pubblicata, marchia le province italiane che, nel complesso, sono risultate insufficienti nella classifica generale sulla qualità della vita. E per insufficiente, s’intende il giudizio peggiore nella scala elaborata, dove giallo significa buono, verde accettabile e rosso scarso.

Si tratta di una graduatoria redatta sotto il coordinamento di Alessandro Polli del Dipartimento di scienze sociali ed economiche dell’Università La Sapienza di Roma.

E di colore blu è segnata, dunque, fra le altre, anche la provincia di Lecce, con la sua poco sorridente 89esima posizione, che la colloca nella parte medio - bassa della colonna di destra. Un passo prima di Taranto e cinque prima di Foggia, ma al di sotto di tutte le altre province pugliesi, ivi compresa quella di Brindisi che, con la sua 79esima posizione sembra quasi irraggiungibile. Forse non sfaterà qualche mito dovuto più che altro al campanilismo, ma è pur sempre un dato di cui dovranno tener conto anche i più tenaci sostenitori della “regola” secondo cui a Lecce si viva meglio.

C’è però da dire che l’avanzamento in classifica di Lecce e provincia, per quanto lento, è comunque costante. Se lo scorso anno, infatti, la provincia salentina si era collocata in 94esima posizione, nel 2014 era addirittura in 97esima. Insomma, forse impercettibili, ma pur sempre esistenti miglioramenti. Nel solco di un generale progresso di tutte le province italiane medio - piccole. Un recupero di terreno, va detto, a discapito delle grandi aree urbane, che sembrano quasi tutte in inesorabile discesa. Basti pensare al crollo verticale di Roma, che si appaia quasi a Lecce (è 88esima), quando lo scorso anno si era piazzata 69esima.

Ma il dramma italiano, guardando la mappa nella sua totalità, è che abita nelle zone segnate in rosso (scarsa) e blu (insufficiente) ben il 53,9 per cento della popolazione, pari, spiegano i ricercatori, a 32 milioni e 732mila cittadini. Certo, un miglioramento anche da questo punto di vista rispetto al 2015, quando la soglia era del 56,6 per cento, si nota. Ma è pur sempre un dato poco lusinghiero e che segna ancora una volta una netta divergenza fra quasi tutto il Centro-Nord e il Mezzogiorno.

Possibile, davvero, che ci sia tanta bruttezza nel Paese della “Grande bellezza”? La forbice fra Mantova, che spodesta sul trono Trento, e Crotone, che sprofonda in 110cima posizione, dalla precedente 86esima, fa quasi venire le vertigini.

La tabella finale è un compendio di vari indicatori, ognuno dei quali genera una graduatoria a se stante. E in nessuna delle quali Lecce e provincia riescono in qualche modo a brillare, pur con qualche sorprendente balzo in sfere decenti laddove non te l’aspetti: la criminalità, per esempio.

Ma spulciando fra le posizioni della classifica su affari e lavoro (composto da fattori quali disoccupazione, importo medio dei protesti, numero di imprese registrate e di quelle cessate, per citarne solo alcuni) il dato è disarmante. Il Salento è quasi sul fondo, al 101esimo posto. La peggiore performance pugliese.

DSCN4054-3Nell’ambiente (che tiene conto, fra l’altro, della concentrazione di biossido d’azoto, del superamento del livello di Pm10, ma anche di consumi idrici, produzione di rifiuti urbani e raccolta differenziata, veicoli circolanti, piste ciclabili, Ztl, depurazione di acque reflue, uso del trasporto pubblico, eccetera) Lecce e provincia sono 81esimi. Non certo una collocazione invitante, se si tiene conto che in Puglia solo Taranto, 86esima, va peggio (risentendo di certo anche dell’effetto Ilva).

Sempre a proposito di miti e leggende, Lecce si accende però improvvisamente di un colore verde, che indica un livello accettabile, quando il confronto sulla qualità della vita s’incontra con il già accennato problema della criminalità. Con il suo 50esimo posto è, dunque, a metà classifica nello Stivale, quindi precedendo molte località, anche del Nord. Chi si sarebbe atteso, per esempio, una provincia di Aosta al 73esimo posto? La classifica sulla criminalità tiene conto, fra l’altro, del numero di reati contro il patrimonio, degli omicidi volontari e colposi, delle lesioni, delle violenze sessuali, e, ancora, di traffico di stupefacenti, prostituzione, scippi, furti d’auto e in appartamento, e via dicendo.

Spia verde (quindi, livello accettabile) anche nel disagio sociale. Lecce è 37esima, quando si parla di infortuni sul lavoro, morti per tumore, incidenti stradali, suicidi, disoccupazione giovanile, reati a sfondo sessuale su minori, disturbi psichici e disabilità. Salento al 48esimo posto, poi, per popolazione, categoria che contempla rilevatori come densità demografica, emigrazione e immigrazione, mortalità e natalità, numero medio di componenti per famiglia.

Molto male, invece, la posizione per quel che concerne i servizi finanziari e scolastici (Lecce è 86esima) e non certo buona quella sul sistema salute (64esima). Insufficienza piena, con la magra 90esima posizione, e in modo forse un po’ imprevisto, nella classifica del tempo libero (cioè numero di agriturismo, alberghi, ristoranti, bar e caffetterie, sale cinematografiche, palestre, associazioni artistiche e ricreative, librerie). Lecce e provincia sono poi 64esime per tenore di vita, segnando anche in questo caso un punteggio scarso.      

Il consiglio? Scaricare e analizzare la classifica. Un ottimo spunto per un confronto sui dati, provincia per provincia, e per capire perché il sole, secondo il giornale economico "Italia Oggi" e i ricercatori de La Sapienza, non illumina tutta Italia allo stesso modo.

Potrebbe interessarti

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (15)

  • Anche come è concepita la città, ferrara mantova o pavia le case sono tutte uguali non sono slegate come lecce, qui trovi barocco vicino al palazzo con vetrate..! una palazzina turchino poi verde pisello o rosso ecc., una cuba in pratica.

  • se avessero misurato anche le capacità dei politici locali,saremmo sicuramente all'ultimo posto

    • Ma se il Capoluogo ha il sindaco più amato d'Italia!!!!! Cosa dici mai?

  • Come!!Una citta così bella piena di berlusconiani capitalisti e con il sindaco Bocconiano dock il più amato dei leccesi e poi si viene a sapere che è una delle città con più morti di fame di altre perchè sono dei masochisti come lapo elcan

  • Toh! In faccia a quelli che "Lo stato deve fare di più per il METSOggiornoh" e "I Savoiah hanno depredatoh il sud per Xmila miliardi di anni"...

  • Qui da noi è vergogna andare in bici....quindi la dice lunga sul nostro stupido livello culturale.

    • pensa che in alcune zone pensano di avere fatto le piste ciclabili perchè hanno pitturato l'omino in bici sulla strada... in nord europa se solo tocchi un ciclista in macchina vieni crocefisso scorticato, qui tra migliaia di avvocati, rinvii, proteste, ciao! molti poi non considerano un fatto molto importante: con le piste ciclabili devi prestare molta attenzione anche quando giri a destra (in macchina).

  • Lecce ha bisogno di più cura dell'arredo urbano, piste ciclabili, zone pedonali...altro che parcheggi...li leccesi tenanu sempre la machina a'ncapu.... Possibile che dobbiamo rimanere ostaggio delle quattro ruote? Possibile che non ci si accorga del caos che si verifica immancabile e puntuale ogni periodo natalizio? Abbiamo capito che avere chiese e monumenti non basta a scalare le classifiche della qualità della vita? Che serve aria respirabile!!!!!! Abbiamo la fortuna di avere un clima che tutta l'Italia ci invidia e ce ne andiamo sempre in giro in automobile.....assurdo..... meditate gente, meditate....

    • Dove le costruisci le piste ciclabili che non c'è spazio manco per gli autobus? Viali che ormai sono diventati a una sola corsia in più punti e marciapiedi inesistenti o minuscoli. Non volete le macchine in centro? Mettete la ZTL fissa estendendola anche a piazza Mazzini.

  • Cosa c'è di sorprendente? A Lecce le strade fanno schifo, i marciapiedi sono rotti, i parcheggi invece di aumentare diminuiscono per farne parchi (sì, sto parlando di quel cantiere incompleto del Carlo Pranzo). Fuori dal centro i cestini sono inesistenti, le aiuole sporche e non curate. Non parliamo poi degli attraversamenti pedonali non a norma. Ma "alla comune" quando girano per la città, non si sentono responsabili? Non si vergognano? Il problema è proprio questo: si sono dimenticato cosa vuol dire vergognarsi. Io proverei vergogna se uno venisse a casa mia e trovasse tutto sporco, rotto e in disordine.

  • In realtà non esiste questa "grande bellezza" a Roma e solo una illusione , tanto è vero che il film non lo visto e non lo guarderò mai...( conosciamo roma...) , anzi è proprio quel modo di essere che ...immagino....in quel film da una immagine dell'italia sbagliata.

  • Che Roma sia una città squallida lo sempre pensato , escludiamo la città del Vaticano , perchè racchiude tutti i difetti e il degrado delle città italiane, tu basta che vai in un bar o ristorante e già vedi il rispetto per il prossimo a livello...anzi sotto lo zero. Quando si fanno queste classifiche si tengono conto di certi parametri , è ovvio che il leccese non cambierebbe con nessun posto del mondo la sua città come i mantovani non verrebbero mai a lecce neanche morti....allora cosa significano queste differenze ? cosa sono? sono la qualità dei servizi, le attese, i rifiuti, l'urbano, le ciclabili, i parchi, la campagna, i luoghi di agregazione ecc..oltre che i monumenti ( come vengono tenuti) , sicuramente Mantova starà vivendo anch'essa una crisi industriale, ci sarà un disagio giovanile ( loro sono nati li e non sanno che lecce è peggio...) e la tranquillità a volte è motivo di stress, panico, tristezza , paranoia ecc..., Per quanto riguarda in generale il nostro Salento basterebbe poco per vivere meglio , la pulizia in generale, impianti sportivi per i giovani, una urbanizzazione che non deve imitare MANATTHAN ma creare quei piccoli borghi che hanno sempre creato i nostri bisnonni, e poi il turismo che non deve essere invasione ma qualità selezione, rispetto del salento della sua religiosità , le sue tradizioni .

  • La Provincia è in mano alla destra da 8 anni, il Capoluogo addirittura dal 1998. Di destra sono le amministrazioni della maggioranza dei Comuni. Voglio vedere adesso come si scaricano tra loro le responsabilità di questi continui fallimenti....

  • E forse ci hanno pure aiutati. ..Se togliamo le chiese barocche. .che non abbiamo fatto certo noi...che c'è a Lecce. ..? Parcheggiatori abusivi...prostitute. ..disoccupati. ..E tante tante chiacchiere. ..Per fortuna a spicciatu sindacu Perrone. ..!

  • nulla di nuovo sotto il sole e ultimi posti meritati...non basta la bellezza di palazzi e chiese....e con questa classe politica e imprenditoriale gli ultimi posti saranno una costante.

Notizie di oggi

  • Cronaca

    Ruspe e forze dell'ordine in piena notte: Tap conclude gli espianti

  • Politica

    Il sindaco non si arrende: "Noi continueremo a protestare"

  • Cronaca

    Prima nel market, poi in casa di un anziano: due rapine in poche ore

  • Cronaca

    Pronti con il caterpillar, ma stavolta l'assalto al bancomat fallisce

I più letti della settimana

      Torna su
      LeccePrima è in caricamento