Sistema salute, lo scatto in avanti di Lecce. Melli: "Siamo sulla giusta via"

Nella ricerca sulla qualità della vita alcuni parametri sono in salita. L'analisi del direttore generale dell'Asl

LECCE – Non si può dire che brilli, secondo i paramenti del quotidiano economico “Italia Oggi” e del Dipartimento di Scienze sociali ed economiche dell’Università La Sapienza di Roma. Eppure, per dirla usando le stesse parole dell’Asl, ci sono segni di vitalità nel sistema salute in provincia di Lecce.

Il sistema salute è uno dei parametri usati nella ricerca che ha decretato la provincia leccese in 89esima posizione nell’annuale classifica sulla qualità della vita in Italia. Scalando diverse posizioni rispetto al 2015, quando era addirittura 94esima, ma senza comunque riuscire a lavare l’onta di appartenere alla fascia blu, quella che segna i territori ritenuti, nel complesso, insufficienti (cioè il voto peggiore).

Però qualche miglioramento c’è stato, come s’è visto anche nel precedente articolo e questo si deve ad alcuni segmenti in risalita. Il sistema salute, dunque, è fra questi, con un orgoglioso scatto in avanti dalla 73esima alla 64esima posizione tra le 110 province d’Italia.

Secondo il direttore generale dell’Asl di Lecce, Silvana Melli, “lo studio offre uno spaccato significativo e misurato scientificamente di moltissimi aspetti della vita reale del nostro Paese e, nello stesso tempo, con metodo imparziale e oggettivo conforta l’azione incisiva di riorganizzazione e miglioramento dei servizi sanitari che la Direzione strategica dell’Asl sta portando avanti con determinazione”.

Silvana Melli - direttore generale Asl Lecce-2Nel sistema sanità, sono più di una dozzina i parametri osservati nel 2016 rispetto ai dati del 2015. In particolare, per la provincia di Lecce: organico medico e infermieristico (88^, due posti guadagnati), posti letto in reparti specialistici (35^, più otto), apparecchiature diagnostiche (71^, due posizioni perse), medici ospedalieri per cento posti letto (66^, più uno), personale infermieristico per cento posti letto (75^, più diciotto), personale tecnico-sanitario per cento posti letto (91^, più sette), altro personale per 100 posti letto (86^, posizione invariata), posti letto in Ostetricia e Ginecologia per mille abitanti (33^, meno uno), posti letto in Cardiologia, Cardiochirurgia e Unità coronariche per mille abitanti (15^, più due), posti letto in Rianimazione e Terapia Intensiva per mille abitanti (89^, meno tre), posti letto in Oncologia per mille abitanti (33^, meno uno), numero Tac e RMN per mille abitanti (98^, meno tre), numero apparecchiature emodialisi per mille abitanti (38^, più nove), numero Gruppi radiologici per mille abitanti (55^, invariata), numero ventilatori polmonari per mille abitanti (80^, meno dodici).

“L’obiettivo del monitoraggio – spiega Silvana Melli – mi pare condivisibile, perché da una parte vuole stimolare il ‘dibattito sui percorsi da intraprendere per incrementare il benessere, non solo economico, delle comunità locali’ e dall’altra intende ‘misurare e rendere di dominio pubblico il gap dell’azione politica e amministrativa’”.

“Dal punto di vista particolare di chi opera in Sanità, uno degli ambiti forse più delicati tra quelli analizzati, registrare il segno positivo in buona parte dei parametri ci segnala che, come azienda sanitaria, abbiamo imboccato la strada giusta”, aggiunge. “Lecce, non va sottaciuto, è nella terza fascia: lontana dall’ultima, che ha livelli insufficienti di servizi e qualità, ma vicina alla seconda, che annovera le province con un livello accettabile”. Cioè, almeno per quanto riguarda il sistema salute, si trova nella zona rossa.

“Lo stimolo che se ne può ricavare è duplice”, commenta Silvana Melli. “I dati del monitoraggio, infatti, ci ricordano l’esistenza di questioni che vanno affrontate, ad esempio Cardiologia, Cardiochirurgia e Oncologia, oltre alla dotazione di Risonanze magnetiche e Tac”.

“Tuttavia – prosegue-, queste criticità coincidono con i percorsi e con l’impegno ad acquisire le attrezzature, che sono già in fase di aggiudicazione o di assegnazione”. “Così come i risultati positivi rilevano delle punte d’eccellenza che ‘fanno morale’ per proseguire con ancora maggiore impegno nel percorso virtuoso intrapreso, consapevoli degli ostacoli e delle difficoltà e, nonostante ciò, anche convinti che la buona sanità non si fa con le parole ma si costruisce, giorno per giorno, con atti, scelte e strategie. Ed è ciò – conclude - che, in meno di un anno alla guida di Asl Lecce, viene certificato dalla ricerca di Italia Oggi”.

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Commenti (3)

  • Certo tanti miglioramenti e la gente continua a morire perché alcuni macchinari non funzionano...VERGOGNA!!!!

  • Può dire quello che vuole la dott.ssa Melli,di nomina politica come tutti i Direttori Generali ASL, dalla sua comoda poltrona e con il suo lauto stipendio!!! In Puglia poi la Governance Emiliano si sta dimostrando disastrosa con la Sanità. Inviterei entrambi ad alzare il loro deretano ed andare in giro per le corsie degli ospedali,nei pronti soccorso ecc.ecc. invece di raccontare una realtà virtuale utile solo alle loro allucinazioni elettorali e non. Brilla la becera avversione di Emiliano a Renzi e mi meraviglia come il Governatore di Puglia voglia ancora continuare su questa strada. E' vero che alcuni magistrati italiani sono un pericolo per la vita politica italiana in tutti i sensi! Comunque il SI del 4 dicembre farà chiarezza anche su questo tipo di imbroglio all'italiana maniera,farà pulizia di tanti vecchi tromboni e qualunquisti : da sincaco di Bari a sindaco di Puglia!!! Ma per carità........

  • Avatar anonimo di Chiappalu
    Chiappalu

    non è la qualità della salute che sale, è che la gente preferisce schiattare nel letto piuttosto che andare in quell'incubo, perché davvero è un incubo, di pronto soccorso. Io non temo di stare male ormai, tempo di stare male perché dovrei andare al pronto soccorso, è quel posto che mi fa venire i brividi peggio della malattia, assieme all'ospedale ovviamente.

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