Wimust: i robot sub in Portogallo per il secondo esperimento in mare

Il Progetto di robotica subacquea WiMUST Coordinato dal professor Giovanni Indiveri della Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento, a Sines, Portogallo, per il secondo esperimento di integrazione

Il Progetto di robotica subacquea WiMUST Coordinato dall’Università del Salento a Sines, Portogallo, per il secondo esperimento di integrazione I robot sub di WiMUST in Portogallo fino alla fine della settimana per il secondo, importantissimo, esperimento in mare nelle acque del porto di Sines. Il Progetto europeo di Robotica subacquea WiMUST, supportato da Horizon2020, diretto da ISME di Genova, Centro Interuniversitario di Sistemi Integrati per l’Ambiente Marino, e coordinato da Giovanni Indiveri dell’Università del Salento, vede impegnati insieme partners europei provenienti da Portogallo, UK, Francia, Germania, Italia e Olanda. Tutti gli esperti europei che lavorano con gli innovativi robot sub si dichiarano soddisfatti dei primi giorni di test con i robot Folaga e Medusa e i catamarani del consorzio. WiMUST: Il Progetto Europeo WiMUST, www.wimust.eu, è supportato nell’ambito di Horizon2020 e coinvolge Università, Enti di Ricerca e aziende da sei Paesi d’Europa (Portogallo, UK, Francia, Germania, Italia e Olanda). Il coordinatore del progetto è il professor Giovanni Indiveri, docente di Robotics e Fondamenti di Automatica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università del Salento.

La caratteristica fondamentale di WiMUST consiste nell'uso di una squadra di robot marini autonomi cooperanti, in grado di ottimizzare la qualità dei dati di rilevamento e variare la geometria della formazione per l’esplorazione. Le tecniche fino ad ora utilizzate per l’esplorazione geotecnica e geofisica dei fondali, prevedono l’utilizzo di una nave che rimorchia una sorgente acustica, in grado di generare un suono che penetra la colonna d’acqua illuminando il fondale. Il segnale di ritorno è acquisito da gruppi di ricevitori (idrofoni) montati lungo cavi (streamers) a loro volta trainati in superficie dalla nave. L’insieme degli streamer formano un’antenna acustica di geometria prestabilita.

La visione alla base di WiMUST è quella di sviluppare sistemi avanzati di controllo cooperativo, per consentire ad un gran numero di robot marini di interagire attraverso la condivisione di informazioni, come un vero e proprio team. Si lavora, infatti, per ottenere un sistema alternativo in cui ogni streamer sarà trainato da un robot subacqueo. I robot potranno essere più vicini al fondale e ci si aspetta, di conseguenza, una migliore qualità del segnale; inoltre si punta a disaccoppiare la sorgente acustica dai ricevitori permettendo di cambiare la forma dell’antenna acustica ottimizzando quindi le caratteristiche dei rilevamenti.

I PARTNERS: Il progetto riunisce un gruppo di istituti di ricerca, società di rilevamento geofisico e alcune PMI con una comprovata esperienza in sistemi autonomi, comunicazioni, reti di controllo cooperativo e di navigazione, progettazione e fabbricazione di robot marini. Oltre all’ISME, Centro Interuniversitario di Sistemi Integrati per l’Ambiente Marino, al quale afferiscono diverse Università Italiane (Università del Salento, Pisa, Genova e Cassino del Lazio Meridionale sono le Università di ISME che collaborano con WiMUST), sono coinvolti: IST Istituto Superiore Tecnico di Lisbona, CINTAL Centro di Investigazione Tecnologica di Algrave in Portogallo; l’Università di Hertfordshire in Gran Bretagna, e poi le aziende EvoLogics (Germania), Graal tech (Italia), CGG (Francia), Geo Marine Survey Sistems (Olanda) e Geosurveys (Portogallo). SVILUPPI FUTURI: Il raggiungimento degli obiettivi del progetto sarà perseguito mediante ulteriori attività sperimentali, condotte dai partners utilizzando piattaforme robotiche già disponibili nel consorzio.

La tecnologia sviluppata è stata e sarà sperimentata in acque poco profonde (nell’ordine dei 20 metri), tuttavia le metodologie che sono alla base del progetto diventeranno immediatamente applicabili anche alle acque profonde. Ci si auspica che gli sviluppi scientifici e le innovazioni tecnologiche del progetto WiMUST saranno eventualmente sfruttabili in domini subacquei aggiuntivi: quelli relative alle operazioni di ricerca e salvataggio, monitoraggio ambientale e le applicazioni di sorveglianza, sminamento, subacquea archeologia subacquea e della pesca.

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