Cinque rapaci tornano a volare: liberati barbagianni, civette e assiolo

Nel corso della manifestazione “I signori della notte” di ieri, a Melendugno, i cinque rapaci notturni sono stati liberati dopo le cure

Uno degli esemplari liberati.

MELENDUGNO - Cinque i rapaci notturni liberati la sera di giovedì a Melendugno, nel corso della manifestazione “I signori della notte” giunta alla sua settima edizione. Una iniziativa cui l’Ambito territoriale della caccia – struttura tecnico-amministrativa della Regione Puglia – ha voluto dare il proprio contributo al Centro faunistico di Calimera che da sempre si occupa delle cure veterinarie delle specie che popolano l’intero Salento.

I rapaci curati al centro sono in gran parte cuccioli caduti dal nido o finiti nei guai durante i primi voli: un piccolo ossicino rotto, in natura, significa per loro morte certa. Giovedì sera – all’interno dell’oleificio “Cooperativa rinascita agricola” di Melendugno e alla presenza anche del sindaco della città Marco Potì – sono stati liberati un assiolo, tre civette e un barbagianni. La prima specie è un uccello migratore che in inverno vola verso l’Africa; si nutre prevalentemente di insetti. Le civette, che nidificano in anfratti tra muretti a secco e alberi d’ulivo, si nutrono di piccoli roditori. In Grecia sono considerate un portafortuna.

A queste latitudini sono vittime di pregiudizi dovuti alla convinzione di un loro presunto legame con la morte. In realtà – ha spiegato Simona Potenza, del Centro faunistico – “la civetta è attratta dalle luci notturne che attirano gli insetti di cui è predatrice. Nel nostro passato contadino spesso l’unico lumicino acceso nella notte era quello delle abitazioni dove si svolgeva una veglia funebre. Arrivata sul posto, la civetta cantava per segnalare alle altre di essere giunta per prima. Da qui si spiega l’errata credenza che ha attraversato  per decenni alcune generazioni”.

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