Uova di tartaruga in sicurezza, certificato di qualità per il litorale di Punta Pizzo

Prosegue l’attività di salvaguardia e controllo del nido da parte di volontari e Legambiente dopo la deposizione di oltre 50 uova di Caretta caretta sulla spiaggia. Il sito trasferito a monte per evitare i danni da mareggiate. Barone: “Il litorale del parco habitat ideale”

il nido delle uova di tarataruga in sicurezza

GALLIPOLI – Sono giornate intense quelle vissute a ridosso del nido sulla spiaggia del litorale sud di Gallipoli (nei pressi dell’hotel e dello stabilimento de Le Sirené) dopo che per il secondo anno consecutivo le tartarughe marine hanno scelto quella zona costiera per la deposizione delle uova. Il nido è attualmente in sicurezza e costantemente presidiato dalla struttura tecnica rappresentata da Piero Carlino del Museo di storia naturale di Calimera e con la custodia, il monitoraggio e le azioni di comunicazione e sensibilizzazione curate da Legambiente, con il coordinamento del responsabile provinciale Maurizio Manna. Il litorale di Gallipoli si è confermato quindi tappa d’obbligo per la nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta: il più importante e affollato centro turistico del Salento conferma questa vocazione alla naturalità nonostante le numerose presenze turistiche e antropiche che rischiano anche di danneggiare ed impedire la naturale deposizione (un altro sito di nidificazione è stato individuato, sempre in questi giorni, sul litorale di Pescoluse, la marina di Salve). Ma al momento tutìto procede secondo le procedure di salvaguardia e con l'apposizione anche di una rete metallica di protezione da intrusioni accidentali e la vigilanza di supporto del personale dell’ecoresort.   

“Le tartarughe tornano a nidificare sulla nostra costa e dunque all’interno del parco regionale di Punta Pizzo. Questo non è altro che un certificato non strumentalizzabile di qualità” dice il presidente dell’Ente Parco di Punta Pizzo e isola di Sant’Andrea, Gianluigi Barone, “le tartarughe sono un sinonimo tangibile di qualità e confermano come il nostro sia il giusto habitat non solo dal punto di vista fisico ma anche dal punto di vista turistico. Turisti e bagnanti hanno dimostrato infatti enorme rispetto nei confronti dell’evento, manifestando una grande coscienza ambientale, avendo cura e rispetto delle uova. Intendo esprimere un ringraziamento sincero a Maurizio Manna di Legambiente Gallipoli, per l’impegno dimostrato e perché, in continuo movimento, si batte a tutela del nostro territorio della sua fauna e della sua flora. Sono stati in tanti a fare le ore piccole nei giorni scorsi, ma ne è valsa la pena. Questo è un evento che potrebbe nuovamente replicarsi e, perché no, far diventare anche Gallipoli la spiaggia delle tartarughe” conclude Barone, “noi ci crediamo e faremo sempre il possibile per preservare, tutelare e diffondere principi di responsabilità ambientale e cittadinanza attiva. Non credo sia un caso che Gallipoli possa avvalersi del titolo delle Cinque vele e di fenomeni di questo tipo”.

Era la notte del 21 giugno scorso quando mamma tartaruga è tornata a nidificare lungo la spiaggia prospiciente l'ecoresort Le Sirenè. Un evento che ormai non viene più considerato eccezionale, ma anzi è atteso e monitorato attraverso la ricerca quotidiana delle tracce. La deposizione è stata seguito da decine di turisti increduli ed entusiasti e anche filmato con cura e discrezione. La deposizione è durata circa un'oretta ed è avvenuta alla presenza del personale della capitaneria di porto che hanno provveduto a delimitare l'area. I volontari di Legambiente hanno invece subito ispezionato l'intero arenile per rilevare eventuali altri nidi e allertato i Centri recupero tartarughe marine competenti, quelli del Consorzio di gestione di Torre Guaceto e del Museo di storia naturale di Calimera. Già dalla giornata successiva è stata predisposta la protezione del sito, con le transenne consegnate dal Comune di Gallipoli, l’acquisizione del materiale registrato dai presenti durante la notte, e si è proceduto all'affidamento del nido da parte dell'ufficiale delegato dalla capitaneria di porto alla struttura tecnica.

Valutata la posizione del nido posto inizialmente a ridosso del bagnasciuga, e quindi a rischio allagamento in caso di mareggiate, è stato deciso di procedere al suo trasferimento, una decina di metri più  a monte, in un sito più favorevole, alla presenza dell'ufficiale della capitaneria e dell'Autorità di gestione del parco regionale nelle cui aree di pertinenza ricade il sito. Come illustrato dagli esperti e dai volontari durante l'operazione si è proceduto al rilevamento dei parametri fisici del vecchio e del nuovo nido, al prelievo di un campione di deposito e soprattutto al conteggio delle uova (59 quelle rilevate) che sono state ricollocate nella stessa posizione originaria e all'interno di una camera della stessa forma e dimensione. Affianco al nuovo nido è collocato il data logger che rileverà i dati base in continuo aggiornamento fino alla fine della schiusa, che è prevista orientativamente per l'inizio di agosto. Un compito in più e un’esperienza emozionante quella della nidificazione e del controllo del sito che coinvolgerà anche i ragazzi e volontari del cigno verde che dal 1° luglio parteciperanno al campo di volontariato estivo di Legambiente. “Una bella notizia per Gallipoli e il nostro litorale” ha commentato anche il sindaco Stefano Minerva, “l'episodio, accaduto per la seconda volta, dimostra che le nostre spiagge si rivelano l'habitat adatto per le tartarughe in termini di sicurezza, pulizia e tranquillità”.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ubriaco in contromano, causa incidente con una vittima: conducente in arresto

  • Tallonano la Punto, poi il colpo di pistola per far scendere la vittima

  • Paura sulla statale: perde il controllo e si schianta contro guardrail e albero

  • Cade da un'altezza di dieci metri praticando il parkour: 16enne in gravi condizioni

  • Dalla perquisizione della vettura spunta la droga: coppia di fruttivendoli nei guai

  • Suv scorrazzano tra studenti e bagnanti. E si tenta di deviare lo sbocco a mare dell'Idume

Torna su
LeccePrima è in caricamento