A San Cataldo apre "Salapia", il lido davvero per tutti

Lo stabilimento balneare, realizzato dal Comune di Lecce e gestito dalla Cooperativa dei dipendenti comunali, è pensato per venire incontro alle esigenze dei diversamente abili, ma aperto a tutti

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LECCE - Docce e spogliatoi attrezzati, passerelle che arrivano fino alla riva e sedie Job, per permettere anche ai diversamente abili di fare il bagno in tutta sicurezza. Questi i fiori all'occhiello del nuovo stabilimento balneare "Salapia", nei pressi del Molo Adriano a San Cataldo, realizzato dal Comune di Lecce e gestito dalla cooperativa dei dipendenti comunali. Lo scopo primario, permettere anche alle persone portatrici di disabilità di trascorrere serene giornate al mare, sopperendo alle loro difficoltà con le strutture e, soprattutto, con la presenza di assistenti di spiaggia, in numero proporzionale alle presenze, che le aiuteranno ad entrare in acqua, a fare la doccia, le accompagneranno a fare delle passeggiate ed animeranno con musica e giochi.

Stamattina l'inaugurazione della struttura, con il taglio del nastro da parte del sindaco di Lecce Paolo Perrone, in presenza di un sacerdote che ha effettuato una benedizione e letto un passo del Vangelo. Lo stabilimento "Salapia" conterà circa cento ombrelloni, di cui cinquanta saranno riservati al sociale e cinquanta disponibili per tutti. Differenti le tariffe attive, per andare incontro alle esigenze di tutti. In particolare, sono stati pensati turni di dieci giorni gratuiti per ogni associazione che presenti domanda per utilizzare lo stabilimento, mentre tutti i cittadini con un reddito inferiore a 7mila e cinquecento euro annui potranno ricevere gratuitamente, previa domanda, l'assegnazione di un ombrellone, una sedia ed una sdraio. Al di sopra di tale limite, invece, i prezzi saranno in linea con quelli degli altri stabilimenti della zona: 4 euro per l'ombrellone, 4 euro per il lettino e 3 euro per la sdraio. Per i disabili, inoltre, è previsto un abbattimento del 50 per cento delle tariffe.

"E' un progetto nato dalle esigenze delle famiglie e delle associazioni - ha spiegato il consigliere Roberto Martella, in prima persona coinvolto nell'iniziativa -, che cercano di dare una vita quanto più normale possibile ai loro cari. Ritengo inopportune le critiche che hanno definito il Salapia come un ghetto per i disabili, quando, invece, si tratta di una possibilità per farli uscire fuori dalle mura dietro le quali vengono sempre nascosti, per far vivere loro il mondo esterno senza vergogna".

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