Cantiere Tap, abbattuti quattro ulivi con xylella. Fuori parte la protesta

Intanto la Regione Puglia ha ribadito la propria posizione: al momento non ricorrerebbero le condizioni per l'espianto dei 211 alberi sani

Il presidio davanti al cantiere.

SAN FOCA (Melendugno) – Nel primo pomeriggio sono stati abbattuti i quattro ulivi colpiti dal batterio della xylella all’interno dell’area del cantiere Tap destinata al pozzo di spinta per il tunnel del gasdotto.

Una trentina di manifestanti, tra questi gli attivisti del Comitato No Tap, hanno protestato in maniera pacifica all’esterno della recinzione eretta con grate metalliche e blocchi di cemento. Nei prossimi giorni, dovrebbero essere espiantati e trasferiti temporaneamente in un altro fondo i 211 alberi sani, mentre per quelli monumentali, oggetto di particolare tutela, si è in attesa di ulteriori indicazioni.

Davanti all’iniziativa di Tap La Regione Puglia ha fatto immediatamente pervenire una nota che la presidente del consiglio comunale di Melendugno, Angelica Petrachi, ha subito portato al presidio davanti al cantiere. Il governatore Michele Emiliano attacca direttamente il governo centrale:  “La Regione Puglia continua, nel rispetto della legge, a compiere qualunque atto necessario per salvaguardare un tratto di costa tra i più belli d'italia.  Purtroppo non posso non constatare che, come sempre accaduto nella vicenda Tap, il governo continua ad espropriare il territorio della sacrosanta possibilità di concorrere a determinare le scelte che lo riguardano. Soprattutto quelle che rischiano di avere un impatto definitivo e devastante sul territorio stesso”.

Nel documento del dipartimento regionale Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche si sostiene che non ci siano le condizioni per procedere all’espianto: in primo luogo perché si  è ancora in attesa di conoscere l’esito della verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale del progetto di variante del cosiddetto “micro tunnel” (dunque non avrebbe senso espiantare gli alberi prima dell'approvazione di quel progetto); in seconda istanza per l’ufficio regionale l’opera allo stato attuale, risulta “non conforme” con la legge regionale 7 del 2016 che consente, nelle aree colpite da xyella, la realizzazione di opere pubbliche a determinate condizioni: tra queste la coerenza dell’opera in questione con ulteriori opere tecnicamente connesse che dovessero risultare necessarie all’esercizio dell’opera stessa. Nel caso specifico la connessione è quella tra il gasdotto Tap e quello Snam per il ricongiungimento con la rete nazionale di distribuzione, di cui, scrivono gli uffici regionali “non si conosce la consistenza nonché l’effettiva definizione progettuale e di cantiere”.

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La nota si chiude, comunque, con il rimando alle “determinazioni” del ministero dell’Ambiente con riferimento all'ottemperanza della oramai famosa prescrizione A 44 (relativa all’eradicazione degli alberi) e agli esiti istruttori dell’istanza di verifica di Via del progetto del micro tunnel.

Dal punto di vista di Tap è tutto regolare, dai lavori per lo spostamento degli ulivi in base all’atto dirigenziale del Servizio Provinciale Agricoltura, alla verifica di assoggettabilità a Via del progetto esecutivo del microtunnel in quanto prevista dalla prescrizione A 5, una di quelle da ottemperare prima della fase 1 b, quella della costruzione del microtunnel stesso. 

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