Abusivismo commerciale, zero risultati. E il sindaco sollecita il prefetto

Ai primi di dicembre in una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza si era parlato di raccordi tra forze dell'ordine, campagne informative, protocolli d'intesa. Ma i risultati non si sono visti e il fenomeno della contraffazione dilaga. Perrone scrive a Perrotta chiedendo azioni concrete

Lecce, via Trinchese, dove spesso sostano gli abusivi.

LECCE - Il sindaco Paolo Perrone non si nasconde. Di fronte al fenomeno dell’abusivismo commerciale dilagante, il Comune di Lecce ha le armi spuntate. Ecco il perché della convocazione, a dicembre, di una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura. Strategicamente prima di Natale. Ma, al di là dei tanti moniti e dei buoni propositi, nulla o quasi sembra che sia stato fatto. Si era auspicato il pugno di ferro. A stento è arrivato un buffetto.

Insomma, si era parlato di controlli a tappeto, di coordinamento di forze dell’ordine, di campagne informative, di protocolli d’intesa. Eppure, il mercato del falso è una realtà economica sempre vitale, quasi inestinguibile. Ed ecco che il primo cittadino ha deciso di scrivere nuovamente al prefetto Giuliana Perrotta per chiedere la convocazione del Comitato bis. Ricordando, nero su bianco, che “l’amministrazione comunale non ha gli strumenti necessari per effettuare un’efficace ed adeguata azione di contrasto e repressione dell’abusivismo commerciale”.

Era stato sempre il sindaco del capoluogo a richiedere quella riunione, viste le preoccupazioni per le dimensioni assunte dal fenomeno in città e le vibranti proteste di tutti quei commercianti che hanno chiesto un taglio netto con la concorrenza sleale. In quell’occasione era stato porto l’invito, tra l’altro, a valutare la bozza di un protocollo d'intesa, predisposto dagli uffici prefettizi, con misure ad hoc per migliorare l'azione di contrasto, accompagnate da campagne di sensibilizzazione per i consumatori.

Massima partecipazione da parte di tutti, eppure, scrive Perrone, “la collaborazione auspicata non ha sortito alcun effetto pratico e non si è poi concretamente realizzata, probabilmente per cause non imputabili alla volontà di alcuno”. Insomma, diplomazia da un lato nel non addossare colpe a chicchessia, ma anche, dall’altro, pretesa che i propositi non restino fumo negli occhi.

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Nella prossima riunione del Comitato, qualora si ottenesse un sì, il sindaco chiede in sostanza che si definiscano in modo tangibile “gli specifici compiti della polizia locale e della polizia statale, ferma restando la massima collaborazione tra i due corpi”. Insomma, è proprio il raccordo che ad oggi sembra venuto meno. Per la gioia degli abusivi. 

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