Il sindaco ritrova la maggioranza: "patto per la città" con tre consiglieri. Nasce Prima Lecce

Carlo Salvemini annuncia l'intesa con Laura Calò, Paola Gigante, Antonio Finamore che lasciano Grande Lecce di Roberto Marti e creano un nuovo gruppo. La giunta non subisce modifiche

Carlo Salvemini e Alessandro Delli Noci.

LECCE - Il sindaco di Lecce ritrova la maggioranza: in una conferenza stampa ha annunciato un "patto per la città" con i consiglieri Laura Calò, Antonio Finamore, Paola Gigante, eletti nella lista Grande Lecce insieme ad Alberto Russi. Le conseguenze politiche sono immediate: a Palazzo Carafa nasce un nuovo gruppo, denominato Prima Lecce, che si allontana da Roberto Marti, eletto senatore con la Lega e unico pilastro del centrodestra a essere uscito indenne dalla valanga a cinque stella che ha travolto la Puglia.

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata il 19 febbraio, Carlo Salvemini aveva perso il premio di maggioranza e dunque la sua coalizione si era ritrovata ridotta a 14 consiglieri dai 20 iniziali. Con l'accordo annunciato oggi i numeri  - 17 a 14 - tornano dalla parte del sindaco che ha precisato trattarsi di una intesa il cui termine è previsto con il raggiungimentio dei dieci obiettivi concordati. Non ci saranno incarichi "compensativi" e la giunta non subirà modifiche. 

In base alla nuova disposizione nel consiglio comunale il centrodestra si ritrova minoranza (5 a 4) anche in quasi tutte le commissioni consiliari. Sul punto Salvemini ha chiarito che ora si aspetta che almeno due presidenze vengano attribuite alla ritrovata maggioranza sebbene, ha spiegato, il ruolo di presidente non è determinante per condizionare l'andamento dei lavori, stabilito dai regolamenti.

Gli obiettivi e la visione

I punti che la nuova maggioranza si prefigge di portare a compimento, oltre a quelli di mandato già noti nel programma elettorale che ha portato alla vittoria al ballottaggio contro Giliberti con il 55 per cento, sono: refettorio e palestra per la scuola di Frigole; edificio scuola primaria comparto 35 (Aria Sana); riqualificazione viale Aldo Moro; aggiornamento piano generale del traffico e dei parcheggi; adozione del piano urbano della mobilità sostenibile e del piano urbanistico generale; riapertura del cantiere ex Massa; nuovo regolamento occupazione suolo publbico e dehors; raccolta porta a porta nelle marine, approvazione del piano comunale delle coste e del piano strategico di sviluppo del litorale.

Questi obiettivi sono incardinati in una visione generale incardinata su quattro aree di intervento che non sono distanti da alcuni punti del programma elettorale del centrodestra: potenziamento dei servizi sociali, con l'attivazione dell'asilo pomeridiano per le mamme che lavorano e con il rafforzamento dell'assistenza agli anziani e della prevenzione delle dipendenze patologiche; la valorizzazione del patrimonio culturale di cui deve essere garantita le piena fruizione; la riqualificazione degli spazi dell'antistadio in un polo sportivo per la città e infine la ricomposizione di quella separazione sempre esistita tra la città e l'università.

Il testo completo del PATTO PER LA CITTA'

Il profilo civico della maggioranza

Alla luce di quanto accaduto da giugno in poi è evidente che la maggioranza che sostiene la giunta assume ora pienamente un profilo civico, che in parte era stato anticipato dall'accordo per il ballottaggio con Alessandro Delli Noci, essendosi Salvemini fermato al primo turno al 29 per cento.

Il sindaco, che dopo la decisione del Consiglio di Stato, per molti era finito nell'angolo, incassa un risultato importante sotto diversi punti di vista: per prima cosa trova la quadra per far passare senza timori il bilancio di previsione triennale, nel prossimo consiglio comunale, appuntamento nel quale si sarebbe dimesso, come annunciato più volte pubblicamente, se non avesse avuto una maggioranza solida e di prospettiva. In secondo luogo evita il commissariamento di circa quindici mesi cui la città sarebbe stata costretta.

Last but not the least, apre una frattura politica, a questo punto molto profonda, nel blocco storico del centrodestra che ha governato la città per venti anni e il cui smottamento era iniziato oltre un anno addietro con le dimissioni di Delli Noci, allora assessore della giunta Perrone o poi divenuto vicesindaco. Un aspetto da non trascurare è che i tre consiglieri che hanno aderito all'intesa sono tutti alla prima esperienza ed è abbastanza evidente che, con questa decisione, hannoo voluto rivendicare una autonomia rispetto a una classe dirigente che per troppo tempo ha impedito il ricambio, ritenendo i consiglieri e gli aspiranti tali semplici portatori di voti.

Le parole di Salvemini e Delli Noci

"Nel sottoscrivere questo impegno - ha dichiarato Carlo Salvemini - ci sentiamo interpreti dell'aspettativa di gran parte della cittadinanza, che chiede agli amministratori capacità di dialogo per migliorare il benessere economico e sociale. Un obiettivo che può e deve essere assicurato da una stabilità dell'azione di governo che sia espressione un'intesa tra forze politiche e movimenti civici pronti a farsi carico di questa sfida".

Per il vice sindaco Alessandro Delli Noci, che ha partecipato alla conferenza stampa, quello sancito ieri e annunciato oggi è "un patto che giunge alla luce del sole, come abbiamo dimostrato essere abituati a fare, senza compromessi, inciuci, promesse, al di là di ogni steccato ideologico e di ogni pregiudizio. Si tratta di un'alleanza di intenti che ha avuto come primo importante obiettivo quello di evitare il commissariamento della città, che forse conveniva solo a qualcuno, e che di certo avrebbe portato, tra le altre cose, alla perdita totale di finanziamenti importanti di cui la città ha bisogno". 

Nasce il gruppo Prima Lecce

Come detto, i tre consiglieri che hanno firmato il patto hanno annunciato la costituzione di un nuovo gruppo che si chiamerà Prima Lecce come confermato in una nota diramata appena dopo la chiusura della conferenza stampa di Salvemini: "Lo abbiamo fatto con onore e senza rivendicare alcuna poltrona perché ciò che ci interessa veramente sono obiettivi concreti da realizzare e non incarichi da assegnare. I contenuti dell'accordo, i punti programmatici indicati sono la risposta più chiara a chi si domanda le ragioni di una scelta politicamente impegnativa ma che abbiamo assunto con consapevolezza e responsabilità". 

La tenuta dell'accordo sancito oggi si valuterà nel tempo: passato il fuoco di sbarramento che l'intesa sta già provocando nello schieramento che pensava di poter chiudere subito l'esperienza amministrativa di Salvemini, la coesione della nuova maggioranza si valuterà sull'efficienza dell'azione di governo e sui traguardi che saranno tagliati. Difficile però pensare che oggi lo strappo dei tre consiglieri di Grande sia avvenuto, in questi termini, a cuor leggero e senza una visione di medio termine.

"Come precisato dal sindaco in conferenza stampa - si conclude la nota -, il patto per la città definisce una maggioranza di scopo e a termine, scaduto il quale ci sentiremo liberi di intraprendere i percorsi politici più coerenti con le nostre idee.  Al fine di evitare ogni possibile speculazione e strumentalizzazione politica, comunichiamo la nostra volontà di fuoriuscire, con decorrenza immediata, dal gruppo Grande Lecce e annunciamo la costituzione di un nuovo gruppo consiliare autonomo e indipendente: Prima Lecce".

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