Poli Bortone si candida a sindaco: "Spinta decisiva dalla mistificazione di Congedo"

Dopo due mandati tra il 1998 e il 2007, l'ex prima cittadina corre di nuovo per Palazzo Carafa. E al candidato indicato da Forza Italia alla primarie risponde: "Messuti mi potrà sostenere al ballottaggio"

Adriana Poli Bortone spiega in piazza le ragioni della sua candidatura.

LECCE - Adriana Poli Bortone ha annunciato la sua candidatura alle amministrative leccesi. Lo ha fatto in piazza Sant'Oronzo, quasi in contemporanea con la voce  di Tito Schipa che quotidianamente si diffonde da Palazzo Carafa, nell'ambito di una iniziativa organizzata dai movimenti che hanno sostenuto il suo rinnovato impegno per la città.

Non mi riconosco in questo centrodestra, autoreferenziale, incapace di rinnovamento, ha spiegato la diretta interessata ai cronisti: "Sono in buona compagnia, quella di un civismo che rappresenta la novità della città, l'unico elemento vecchio sono io. Quello che si autodefinisce centrodestra va decisamente resettato. Mi auguro che ci siano molti giovani, quelli che negli ultimi dodici anni di vita politica della città sono stati esclusi: siamo sempre i soliti noti, ma io vedo nel civismo quella voglia di partecipazione che la città merita anche perché mi pare che Lecce sia quasi appassita, non solo maltenuta, ma anche sfiorita nelle sue motivazioni. Mi pare ci sia stata una grande referenzialità che non ha giovato alla vita economica e culturale di Lecce".

La spinta decisiva perché maturasse la decisione di provare a ottenere il terzo mandato alla guida del capoluogo, ha sottilineato, è venuta dalle parole pronunciate da Saverio Congedo, ieri, durante la presentazione della candidatura alle primarie, mentra la conferma, ha subito dopo aggiunto, l'ha avuta oggi dalle dichiarazioni rese da Gaetano Messuti un'ora prima lanciandosi verso la consultazione del 17 marzo.

Al primo rimprovera ingratitudine e mistificazione nella ricostruzione fatta della biografia politica: "Ha dimenticato di dire che mise in piedi una secessione da Alleanza Nazionale con un movimento, che si chiamava La Città, contro di me, quando ero sindaco". Al secondo, che l'aveva esortata a rientrare nel perimetro della coalizione, ha risposto sarcasticamente: "Nessuno mi ha spiegato ancora perché non andavo bene come candidato, ma come supporter sì. Chi, nella coalizione, si è opposto? Io vorrei saperlo. Comunque Messuti potrà unirsi lui a unirsi a me quando andrò al ballottaggio".

Video: "Il centrodestra è autoreferenziale, non si rinnova"

Adriana Poli Bortone, insomma, non ha per nulla gradito il trattamento ricevuto nelle ultime settimane: prima indicata da Forza Italia come figura in grado di rappresentare tutto lo schieramento senza dover fare le primarie, poi disconosciuta da quel partito che ha finito per convergere ufficialmente su Messuti: non a caso, alla convention di quest'ultimo all'Hilton Garden, era presente il coordinatore regionale Mauro D'Attis, oltre a quello provinciale, Paride Mazzotta.

L'esponente storica della destra, leccese e non solo, ha indicato nel nuovo piano urbanistico generale la vera questione cardine: su questo enorme tema, del resto, fu spiazzata da Paolo Perrone che, appena diventato sindaco, volle chiudere la convenzione aperta con l'Università di Napoli, scelta da Poli Bortone per disegnare il nuovo assetto urbanistico della città, per farne una ex novo con quella di Genova.

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