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Alba Service, vertice con il viceministro e dura posizione di Gabellone

Per Bellanova i fondi ci sarebbero per salvare il lavoro. Fisascat-Cisl è soddisfatta dell'impegno. Ma al presidente della Provincia i conti non tornano

Un momento della protesta dei giorni scorsi.

LECCE – Questa mattina, presso la Prefettura di Lecce, si è svolto l’incontro tra le organizzazioni sindacali e il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova. Sul tavolo, la discussione sulla società partecipata dalla Provincia di Lecce, Alba Service, attanagliata da una profonda crisi e con 130 persone che attendono di conoscere l'esito della partita che su gioca sulla loro pelle. 

Per il viceministro nella legge di stabilità vi sarebbero i fondi necessari per assicurare i servizi fondamentali, quali manutenzione strade ed edilizia scolastica. Servizi che dovrebbero rimanere in capo alla Provincia. Inoltre ha affermato che non si può e non si deve parlare di licenziamenti, proprio in virtù dei fondi. “Esprimiamo soddisfazione per le parole dette dall’onorevole Bellanova – dichiarano Carmela Tarantini e Valentina Donno della segreteria della Fisascat-Cisl – soprattutto in merito all’impegno che metterà in campo affinché si arrivi quanto prima ad una soluzione”. 

“Naturalmente tutte le parti in gioco devono assumersi le responsabilità e non solo i lavoratori. E’ finito il tempo del rimpallo di responsabilità”, continuano le due segretarie. “Auspichiamo che nell’incontro che si terrà lunedì pomeriggio presso la Prefettura di Lecce, alla presenza della Regione, tutti facciano la loro parte per ridare un minimo di dignità a 130 lavoratori, ma soprattutto a 130 famiglie”.

Il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, dal canto suo usa la mano pesante e parla di un ente, “vittima del processo di riforma del Governo di cui anche l’onorevole Bellanova fa parte non marginale”. “Ogni soluzione auspicata o immaginata dal viceministro andrebbe considerata non come uno slancio in avanti illusorio o in grado di generare aspettative verso la platea dei 130 lavoratori della nostra società mista, ma andrebbe piuttosto applicata e resa praticamente attuabile nel tavolo tecnico politico e istituzionale insediato in Prefettura”, aggiunge.

A Gabellone, insomma, i conti non tornano. “E’ difficile comprendere perché il governo da una parte immagini soluzioni con le dichiarazioni del suo viceministro nel Salento e poi dall’altro, appena è chiamato ad agire a Roma, tagli ulteriormente gli effetti dei bonus per 350 milioni complessivi, 250 entro febbraio e 100 ulteriori per le strade ex Anas, promessi alle Province e ancora tutti nelle intenzioni teoriche, del cui destino non si conoscono tempistica e modalità di erogazione, fermando di fatto attività potenziali che l’ente potrebbe far svolgere proprio ai lavoratori di Alba Service, oltre che sottraendo un servizio ai cittadini in termini di qualità della percorribilità e della manutenzione delle nostre strade e peggio ancora della loro sicurezza”.

“Il governo – conclude - inizi a dare le sue risposte, su questi argomenti pratici, per passare dall’immaginazione al reale salvataggio dei 130 posti di lavoro garantiti da Alba Service. Magari, facendolo, anche senza ‘strabismo’, ossia senza immaginare soluzioni nel Salento che a Roma sono state già superate da chi ci sta condannando a morte”.

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Commenti (3)

  • Tutti a casa eccetto chi è effettivamente a rischio indigenza !

  • gabbellone gabellone:la discussione è per una soluzione per i lavoratori e nn dei fondi che la provincia vorrebbe per poi sperperare con il solito modus operandis

  • dura posizione di gabellone....caspita allora il problema è risolto.

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