Alta velocità, Fitto attende Renzi al varco. E Boccia chiede l'autostrada

Nuove prese di posizione nel dibattito sulle infrastrutture. L'ex ministro si attende che il premier alla Fiera del Levante non si esprima con un "scusate ma non posso". Mentre il presidente della Commissione bilancio alla Camera usa parole dure su Ferrovie dello Stato: "Il Pd vigili"

La stazione di Lecce.

ROMA – Si avvicina la Fiera del Levante e l’appuntamento di sabato prossimo assume un sapore particolare. Tutti attendono di sapere come si esprimerà il presidente regionale, Michele Emiliano, nel discorso inaugurale, in merito alla querelle che s’è sviluppata negli ultimi giorni sull’alta velocità, al cospetto del premier Matteo Renzi.

Il Frecciarossa inizierà a percorrere i binari che lo dividono da Milano a Bari domenica 20 settembre. E il Salento si sente tagliato fuori per l’ennesima volta da un processo d’innovazione, nonostante tiri la carretta dell’economia locale più che dignitosamente con il turismo.

Come si esprimerà Emiliano, se lo chiede oggi anche l’ex ministro Raffaele Fitto. Che ovviamente attende segnali anche e soprattutto dal presidente del Consiglio. “Dal premier Renzi, sabato prossimo, ci aspettiamo una risposta chiara”, dice. “Dal presidente Emiliano – aggiunge il leader dei Conservatori e riformisti - soluzioni che aiutino a superare il criterio dell'antieconomicità”.

Finora le Ferrovie dello Stato non hanno dato segnali positivi. Il “no” alle richieste di Lecce e Brindisi è arrivato preciso e puntuale come un treno (svizzero). Nulla da fare. Almeno per ora. “Ma se Ferrovie dello Stato svolgono un servizio pubblico di collegamento di tutto il territorio nazionale e tutti i rappresentanti delle istituzioni spingono per questa soluzione – prosegue Fitto -, sabato prossimo, nel discorso inaugurale della Fiera del Levante ci aspettiamo che il premier Renzi non usi parole che hanno il sapore del rinvio o dello ‘scusate ma non posso’”.

“Ci aspettiamo una risposta chiara che superi l'atavico binomio antieconomicità-Sud”. “Al presidente Emiliano, infine – conclude -, il compito di creare le condizioni che superino questo criterio  e convincano le Fs a scommettere anche sul Salento”.

Dal canto suo, anche Francesco Boccia, presidente della Commissione bilancio della Camera, ha toccato l’argomento nel corso del seminario sul Sud, nell’ambito della festa nazionale dell’Unità in corso a Milano. Ed è andato anche oltre, appoggiando la realizzazione di un’altra infrastruttura, l’autostrada da Bari a Lecce.

“Trovo inaccettabile la scelta espressa da Ferrovie dello Stato, un'azienda di Stato, di non sostenere l'estensione dell'alta velocità nel Mezzogiorno”, ha detto Boccia. “Spero non ci sia stata un'indicazione politica. E’ urgente un chiarimento immediato su chi indica le strategie a un'azienda che ha ancora nella propria ragione sociale la parola Stato”.

Netta la sua posizione sul tema e forti le parole verso l'azienda. “Chi è ha stato a finanziare, e con quali soldi, le tratte tra Milano-Bologna o tra Milano-Torino o Roma-Firenze, la provvidenza o i contribuenti italiani? E ora che gli investimenti vanno fatti nel Mezzogiorno - ha aggiunto - raccontano che le tratte non sono redditizie? Ma l'azienda è pubblica solo quando arriva ottobre per la legge di stabilità, quando con il cappello in mano si chiedono risorse per gli investimenti, per poi tornare privata a gennaio?”

“Nonostante la narrazione buonista dell'ultimo decennio sulla gestione dell'azienda, penso ci sia una pesante responsabilità politica sul disinteresse per gli investimenti al Sud. Questo – ha aggiunto Boccia - è il tempo per fare i conti con il gap ferroviario. Nel masterplan per il Mezzogiorno va sottolineata la centralità del raccordo ferroviario attraverso l'alta velocità tra Nord e Sud”.

“Allo stesso modo – ha proseguito nel corso del suo intervento al seminario sul Sud - il Partito democratico ha il dovere di vigilare e impegnarsi sugli investimenti in Puglia di Ferrovie dello Stato. E’ inammissibile il no agli investimenti sull’alta velocità al Sud pronunciato dall’ad di un’azienda che ha ancora nella propria ragione sociale la parola Stato”. Ma Boccia s’è anche espresso sull’idea di un’autostrada che colleghi Bari a Lecce. “Va fatta, non è più un’opera rinviabile; così come – ha concluso - vanno ulteriormente potenziate le tratte ferroviarie di Barletta e Foggia”.

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