“Discontinuità per cambiare”. Appello con 21 firme per Michele Carducci rettore

Martedì si vota per scegliere il successore di Domenico Laforgia. In corsa, oltre al docente di Diritto comparato, anche Giovanni Laudizi e Vincenzo Zara: "Riferimento per la speranza e la valorizzazione per la ripresa del nostro ateneo"

Michele Carducci.

LECCE – Incombono le elezioni per la scelta del prossimo rettore dell’Università del Salento e, anche dal mondo esterno all’accademia giungono presa di posizione. Come quella di 21 persone che hanno deciso di rendere pubblico il loro sostegno al professor Michele Carducci (Diritto comparato), in corsa con Giovanni Laudizi (Letteratura latina) e Vincenzo Zara (Biochimica).

Ma perché questo intervento da “fuori campo”? Lo spiegano gli stessi firmatari: “Per una scelta di opportunità non abbiamo chiesto l’adesione agli interni dell’Ateneo. Se i destini dell’Università e l’accesso al sapere sono beni comuni è lecita e opportuna questa presa di posizione pubblica, che vuole contribuire a un dibattito di fondo individuando un’opportunità di cambiamento. Siamo lontani dal clima polemico che è apparso in questi giorni sulla stampa e intendiamo ricondurre il dibattito pubblico a considerazioni di legalità e di dialettica corretta e trasparente”.

Di seguito il testo dell’appello.

A giorni le elezioni per il nuovo rettore dell’Università del Salento daranno un segnale decisivo rispetto alla necessità di cambiamento, che ormai passa solo attraverso una discontinuità reale di metodo con il modello degli ultimi anni. Dobbiamo porci tutti la domanda se l’auto -valorizzazione della nostra Università potrà fermare un declino evidente la cui piega è aperta da anni. Uno degli aspetti non ultimi di questo declino è nello smarrimento del personale e della docenza,  in quello degli studenti, nelle singole soggettività protese ad aprire i propri spazi al di là di un’idea di interesse generale. Per questa ragione invitiamo la larga base elettorale a discutere di contenuti, metodi e candidature, ma al di fuori dalle retoriche pubbliche che spesso mascherano accomodamenti corporativi e di potere, e quindi a votare in libertà, autonomia e coscienza.

L’Università che vogliamo deve agire sul territorio come centro di ricerca, collettore di esperienze avanzate (senza chiudersi nel proprio), polmone democratico e culturale della città e del Salento. Deve sapersi internazionalizzare da un lato e sapersi aprire ai liberi ricercatori, all’intellettualità diffusa, alle associazioni sociali e democratiche. Deve trovare orientamenti nei valori costituzionali, essere casa trasparente, impostare correttamente le relazioni con tutti. Un nuovo Rettore che sappia rompere con il passato potrà favorire questo processo. Pur nei limiti stringenti delle politiche nazionali di privatizzazione, precarizzazione, riduzione di spesa, declassamento delle Università del Sud, c’è lo spazio per saper agire in controtendenza e per sprigionare sperimentazione democratica.

L’Università può diventare osservatorio e laboratorio della democrazia dei beni comuni, luogo di maggiore agibilità democratica e sociale, riferimento autonomo di progettualità indipendente dalle ragioni e dagli interessi delle lobby economiche, finanziarie e politiche, libera dal sottogoverno e dalle pretese improprie dei clienti. L’Università non è e non deve essere un opificio, un parcheggio di frammentazione precaria e corporativa, un fiore all’occhiello, un luogo che si emancipa dall’etica pubblica con le retoriche dell’eccellenza e della modernizzazione forzata.

Conoscendo l’impegno civile e partecipativo del professor Michele Carducci, la sua attenzione per gli ultimi e gli esclusi, il suo senso alto di giustizia, la sua nota militanza per la difesa dei valori costituzionali, la sua incorruttibile indipendenza, ci permettiamo di individuare nella sua candidatura a Rettore un riferimento di speranza per la ripresa e la valorizzazione del nostro Ateneo.

Sottoscritto da

Giulio Aresta (architetto); Vincenzo Camerino (critico cinematografico); Giuliano Capani (regista); Luigi Del Prete (fondazione Moschettini); Gianni Ferraris (giornalista); Caterina Gerardi (fotografa); Innocenzo Graziuso (docente); Giancarlo Greco (giornalista); Vincenzo Liaci (dirigente UISP); Piero Manni (editore); Mauro Marino (Fondo Verri); Maurizio Meo (editore); Carlo Mileti (Commercio equo e solidale); Maurizio Nocera (scrittore); Chino Salento (organizzatore culturale); Santa De Siena (docente e saggista), Margherita Rheo (docente); Luisa Rizzo (maestra); Silverio Tomeo (saggista);  Roberto Valenti (funzionario pubblico in congedo); Renato Vernaleone (bancario) 

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