Lo scontro sui Teatini esplode in aula, la maggioranza respinge l'assalto

Con 17 voti contro 15 approvato il regolamento che aggiorna quello del 2005. Il centrodestra ha provato l'affondo per mettere in difficoltà il sindaco

Una bella immagine dell'atrio dei Teatini di sera.

LECCE – Il regolamento per l’utilizzo dell’ex convento dei Teatini è stato approvato, con l’inserimento di alcuni emendamenti presentati dal consigliere Marco Giannotta. La maggioranza, sotto pressione, contiene l’affondo dell’opposizione che, nei tempi supplementari e cioè a votazione avvenuta, rilancia con un ordine del giorno che chiede il ritiro della relativa delibera.

La minoranza, presente in aula compatta come poche altre volte, ha attaccato a testa bassa la scelta di sottrarre l’ex convento dei Tetatini all’utilizzo come sede del mercatino dell’antiquariato per trasformarlo in un contenitore di attività più propriamente culturali e fruibili come il cinema all’aperto (la prima proiezione è in programma domani, venerdì).

Al netto delle valutazioni di critica cinematografica espresse – nei giorni scorsi si è ironizzato e polemizzato su “La corazzata Potemkin” di Sergej Ejezenstein per la sezione Cinema Ritrovato – è evidente che Perrone e gli altri consiglieri hanno puntato dritto a mettere in difficoltà il sindaco dal punto di vista politico, avendo Salvemini voluto personalmente Antonella Agnoli come assessore alla Cultura.

Il centrodestra, con gli interventi di Bernardo Monticelli, Paolo Perrone, Gaetano Messuti, Federica De Benedetto, ha criticato la scelta dell’affidamento alla cooperativa Don Bosco perché ritenuta discrezionale nella forma (è comunque lo stesso soggetto che negli anni scorsi ha svolto la rassegna estiva presso un altro contenitore comunale, la mediateca delle Cantelmo, in accordo con l’amministrazione Perrone), ed “elitaria” nella sostanza perché allontanerebbe i Teatini dalla fruizione generalista invece di favorirla. Insomma, il Comune avrebbe favorito gli amici – la vice presidente della cooperativa è stata candidata in una lista del raggruppamento di Delli Noci – e avrebbe voluto una rassegna ideologica, praticamente “di sinistra”. L’opposizione ha poi rimarcato lo “sfratto” ai danni dell’associazione “Antiqua Mores” e ha posto dei dubbi rispetto agli introiti che andrebbero tutti alla cooperativa (una stima sommaria è stata fatta sulla base di 5 euro a biglietto per 200 posti)

Per la maggioranza hanno replicato Antonio Rotundo, Pierpaolo Patti, Marco Giannotta, Angelamaria Spagnolo, Lorenzo Ria. Questi consiglieri hanno ribaltato l’impostazione degli avversari politici, sottolineando come la volontà di redigere un nuovo regolamento d’uso (che aggiorna quello del 2005) serva proprio a determinare criteri più oggettivi dei precedenti per sottrarre i Teatini ad un uso arbitrario e quasi esclusivo degli spazi. Il consigliere Patti ha citato il film “Un borghese piccolo piccolo” di Mario Monicelli per criticare il tono delle argomentazioni della minoranza, tese in fondo a preservare lo status quo dell’occupazione quasi permanente dei Teatini da parte di un gruppo di espositori e antiquari.

Paola Gigante, presidente della commissione Cultura dove la questione è stata discussa più volte, nel dichiarare il voto favorevole del gruppo Prima Lecce, che con i suoi tre voti garantisce la maggioranza al sindaco dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulla composizione del consiglio e la firma del Patto per Lecce, ha affermato la necessità di assicurare all’assessore Agnoli il tempo necessario per organizzare e programmare le attività culturali e i contenitori che la precedente amministrazione ha lasciato in ordine sparso senza mai dare una identità precisa e una programmazione adeguata alle esigenze di una città turistica e a forte vocazione culturale come Lecce.

WhatsApp Image 2018-06-21 at 13.02.10-2Il consigliere del M5S, Fabio Valente, che ha votato contro, ha così motivato la sua scelta: "La delibera di approvazione del regolamento dei Teatini è inutile: un regolamento esiste nella misura in cui esistono dei destinatari. Qui il comune ha avocato a sé la gestione del contenitore che ospiterà la programmazione culturale cittadina - di cui al momento a distanza di un anno non si vede l'ombra - deputando poi ad una non ben identificata commissione la valutazione di proposte culturali di soggetti terzi". 

"Essendo pertanto l'amministrazione l'unica destinataria per l'uso del contenitore, lo stesso non ha necessità di regolamentazione - ha proseguito l'esponete pentastellato -. Per quanto riguarda il cinema all'aperto, la rassegna esiste già presso le Officine Cantelmo e quindi non si ravvede la necessità di spostarlo all'interno dell'ex Convento dei Teatini. Anche in questo caso nessuna novità nella programmazione culturale cittadina. Tra l'altro l'assegnazione gratuita al cinema d'essai contrasta con quanto da sempre affermato dall'assessore Agnoli che in commissione, all'inizio del suo mandato, ha affermato che bisogna "Mettere a profitto i contenitori cittadini che hanno un costo e non possono essere più offerti gratuitamente".

In sede di dichiarazione finale, il sindaco Carlo Salvemini ha riassunto la discussione dal proprio punto di vista: "Era evidente l'intenzione di dimostrare la debolezza di questa amministrazione. Per questo tutti gli interventi si sono concentrati sul quesito 'perché avete mandato via Antiqua Mores?'. Mi sarebbe piaciuto che la vecchia amministrazione avesse giustificato le sue scelte del passato. Come è stata accordata infatti la concessione negli anni precedenti a quegli espositori, considerando che l'unica delibera autorizzativa - necessaria secondo il vecchio regolamento per i fini commerciali di quel mercato - l'ha votata la mia giunta a fine 2017? I consiglieri di minoranza, che parlano di illegittimità, dovrebbero fare delle ricerche e ricordare in che ambito loro si sono mossi per anni. Hanno dimenticato l'affidamento gratuito di 400 metri quadrati dei Teatini a una società di formazione?".

Il primo cittadino ha poi sfidato la minoranza: "Io non sono appassionato alla ricostruzione del passato, mi piace pensare a come migliorare in futuro, ma se pensate che si debbano aprire i cassetti per tirare fuori gli scheletri nell'armadio di Carlo Salvemini e di Alessandro Delli Noci, noi siamo pronti ad accogliervi si questo terreno". 

Dopo la votazione, il centrodestra ha rilanciato la partita con un ordine del giorno illustrato dal consigliere Attilio Monosi nel quale si contesta l'affidamento alla cooperativa Don Bosco e si invita l'amministrazione a ritirare la delibera. Anche questo tentativo è stato respinto  in seguito a votazione: l'ordine del giorno è stato giudicato irricevibile, perché l'affidamento non è attinente con la vicenda del regolamento oggetto del provvedimento e perché comunque si sarebbe dovuto comunque presentare insieme agli emendamenti.

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