Via libera al bilancio di previsione: Salvemini supera l'ostacolo più duro

Il documento di programmazione economica e finanziaria per il triennio a venire approvato al termine di una lunga seduta con 18 voti, tra questi i tre del gruppo Prima Lecce

LECCE – Il bilancio di previsione dell'amministrazione Salvemini è stato approvato alle 22.15 con 18 voti (con i tre di Prima Lecce), a fronte di 15 contrari (compreso il consigliere del M5S) al termine di una maratona iniziata alle 10 del mattino e interrotta per un paio d'ore per la scomparsa di un dipendente della Lupiae Servizi, custode del palazzetto dello sport di Piazza Palio.

Dopo un dibattito rimasto per forza di cose su aspetti tecnici relativi a tributi e regolamenti, quando nel primo pomeriggio si è aperta la discussione sull’approvazione del bilancio, il centrodestra ha aperto il lodo politico, attaccando l’intesa tra il primo cittadino con i tre consiglieri di Prima Lecce che hanno spostato l’ago della bilancia di nuovo dalla parte dell’amministrazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulla cosiddetta anatra zoppa.

Perrone e Giliberti

Dopo gli interventi di Monosi e Messuti, che definito Salvemini “membro del partito liquido”, il grande affondo è arrivato da Paolo Perrone: “Carlo Salvemini – ha esordito l’ex sindaco - aveva fatto della coerenza la sua stella polare e questo lo aveva reso antipatico soprattutto nella casa del centrosinistra. Io penso che lui abbia la percezione che se fosse tornato alle elezioni, difficilmente sarebbe stato confermato perché lui sai che il risultato del suo governo è ben al di sotto delle aspettative dei cittadini”.

Quindi l’obiettivo si è spostato sui tre consiglieri che hanno siglato l’accordo col sindaco: “Qual è la posizione di Prima Lecce quando saranno esauriti i punti previsti dal patto e si dovrà parla di altro, per esempio di commercio, questi consiglieri come si comporteranno? La città di Lecce, la dignità di questa aula merita tutto questo, la tua stessa storia, sindaco, merita tutto questo”?

Quindi la palla è passata a Mauro Giliberti: “Dobbiamo avere il coraggio di pronunciare le parole e la chiarezza che nemmeno il centrodestra ha preteso in questa aula. Direi che attorno a Carlo Salvemini sta nascendo il nuovo centrodestra della città di Lecce. Se questo doveva essere il modo di spalancare le finestre, siamo davanti a un fallimento. La situazione dell’anatra zoppa doveva convincere tutti noi a non mostrare i muscoli, ma a essere elastici e trovare convergenze”.

Anche l’ex candidato sindaco del centrodestra ha quindi rivolto una sorta di ultimatum al gruppo Prima Lecce: “Serve chiarezza, quel tabellone dice che esiste una maggioranza nuova quindi o sedete di qua, o sedete di là”, E infine ha ammonito Salvemini: “Oggi dopo questa vittoria politica del sindaco, fossi in te non esulterei come fai di solito: oggi stai andando soltanto avanti un altro poco”.

Rotundo e Tondo

Per la maggioranza la controffensiva è stata affidata in prima battuta ad Antonio Rotundo, capogruppo del Pd. Il consigliere ha ricordato che la città ha dato al ballottaggio una vittoria netta a Salvemini, pur sapendo che avrebbe avuto problemi in consiglio dato l’esito del primo turno: “Tutto si può dire al sindaco tranne che non sia stato chiaro dicendo più volte che si sarebbe dimesso senza una maggioranza stabile per portare avanti l’azione di governo. Ma tu pensi – ha chiesto poi all’ex sindaco Perrone - che un solo leccese avrebbe veramente preferito il commissario a Carlo Salvemini? Siete stati voi irresponsabili dicendo in ogni sede che il commissario sarebbe stato meglio di un sindaco in carica”. Infine Rotundo ha ricordato a Perrone di aver imbarcato quattro consiglieri (Gianluca Borgia, Daniele Montinaro, Stefano Ciardo e Wojtek Panckiewciz) eletti con il centrosinistra quando, nel 2009, ruppe con Adriana Poli Bortone, allontanandola dalla giunta insieme agli assessori Luciano Battista e Severo Martini.

Angelo Tondo ha replicato con un intervento sulle prospettive politiche che si aprono con il passaggio odierno: “Questo accordicchio non può reggere le sfide che abbiamo davanti, come il nuovo piano urbanistico e con una maggioranza così composta sarà difficile affrontare un tema così delicato. Lo dico a chi lo ha fatto, caro sindaco: non è che ci siano scritte grandi cose, ma un tema manca, quello del cambiamento tanto sbandierato. State ingannando due volte i cittadini. Per me il centrodestra è un valore, ha rappresentato la storia di questa città, la sua fuoriuscita dall’anonimato. Questa è una porcheria: tutti lo hanno capito. Si poteva fare meglio, con molta trasparenza venire in quest’aula e coniugare i due programmi elettorali. Noi faremo una opposizione puntuale, credibile negli intenti e speriamo convincente nei confronti della città”.

Ad Antonio Torricelli il compito di chiudere gli interventi prima delle dichiarazioni finali del sindaco che ha invitato la minoranza a presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti se davvero si pensa che questa amministrazione non possa assolvere al suo compito e ha ribadito la sua disponibilità a fare un passo indietro qualora non ci fossero più le condizioni per proseguire nel mandato.

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