Multe e bonifici in banca accreditati oltre i termini: parola al Tar e al Giudice di pace

Le associazioni dei consumatori intraprendono la via giudiziaria: non possono essere oggetto di ulteriori richieste di pagamento i trasgressori che hanno comunque disposto il bonifico entro i cinque giorni utili per usufruire della riduzione del 30 per cento

Una foto della conferenza.

LECCE – Opposizioni davanti al giudice di pace e impugnazione degli atti del Comune di Lecce dinanzi al Tar per quella che è stata definita una vicenda assurda.

Dopo il consiglio comunale di lunedì scorso, nel quale la minoranza si è dovuta arrendere ai numeri del centrodestra, passa nelle mani delle associazioni dei consumatori la risposta alla linea del governo cittadino sulla questione delle lettere pre ruolo inviate per l’integrazione del pagamento di multe già onorate con bonifico bancario.

In pratica i cittadini-trasgressori hanno cinque giorni di tempo dall’avviso di accertamento che trovano sul parabrezza, o dal momento della contestazione diretta, per assolvere alla multa usufruendo della riduzione del 30 per cento. Tra le modalità di pagamento è indicato anche il bonifico, ma in centinaia di casi l’accredito sul conto corrente del Comune è avvenuto oltre il quinto giorno nonostante il bonifico sia stato disposto entro il termine. E questa discrasia autorizza, secondo il comando di polizia locale, l’ulteriore richiesta.

La querelle è stata oggetto di accese discussioni in consiglio comunale e ancor prima in commissione. Alla fina è passata la linea avallata dal sindaco per la quale sono da annullare solo le lettere inviate fino al 1 febbraio del 2015, data a partire dalla quale è stata apposta sui verbali di notifica una dicitura che specifica che la data di pagamento e di valuta devono coincidere.

Dalla stessa maggioranza è stata avvertita la necessità di rendere più comprensibile quel cavillo e in questo senso è stato presentato e approvato un emendamento. Ma per le associazioni dei consumatori il comando di polizia locale, e il sindaco di conseguenza, incorrono a prescindere in un equivoco clamoroso perché valuta e accredito non sono la stessa cosa: la prima indica il momento dal quale decorrono gli interessi, il secondo si riferisce alla disponibilità sul conto del beneficiario. Ed è chiaro, nella fattispecie, che è l’accredito che dovrebbe essere effettuato entro il quinto giorno perché il cittadino sia “liberato”. Un aspetto, quest’ultimo, sul quale il trasgressore non può certo intervenire perché attiene al rapporto contrattuale tra banca e amministrazione.

Alla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina hanno partecipato Piero Mongelli di Codacons, Antonio Tanza di Adusbef, Carlo Luceri di Adoc, e i consiglieri comunali del Pd, Antonio Rotundo e Paolo Foresio, e quello dell’Udc Luigi Melica. 

“Avevamo proposto con un emendamento – ha commentato Foresio - di annullarle tutte sino al prossimo 31 dicembre per fare giustizia una volta per tutte, purtroppo hanno bocciato la nostra proposta. Dopo il tira e molla sulla vicenda del grattino scaduto, un’altra interpretazione a proprio esclusivo favore delle circolari ministeriali, un’altra decisione politica che i nostri concittadini dovranno pagare di tasca loro”.

Il riferimento del capogruppo del Pd, ripreso in chiusura di conferenza da Mongelli, è alla circolare del ministero dei Trasporti che ha chiarito più volte come il conducente che lascia l’auto in sosta per un tempo superiore a quello indicato dal ticket non può essere oggetto di sanzione per violazione del codice della strada ma solo di integrazione del pagamento per violazione contrattuale. Il Comune di Lecce continua invece a sostenere il contrario.

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