Ato/Le2, Pellegrino: "I Comuni paghino la loro quota"

In una lettera il presidente della Provincia esamina l'intera situazione degli Ambiti territoriali e dell'emergenza rifiuti, esortando gli inadempienti a provvedere e rispondendo a Raffaele Fitto

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La situazione dell'Ato Le/2 è particolarmente difficile e complessa. E' qui che l'emergenza rifiuti assume i contorni più rilevanti, come evidenziato anche nei giorni scorsi (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=3243). E dopo la conferenza stampa dell'assessore provinciale alle Risorse ambientali Gianni Scognamillo e del capo di gabinetto del presidente Giovanni Pellegrino, Gianni Turrisi, è lo stesso "numero uno" di Palazzo dei Celestini a prendere parola, indirizzando una lettera ai sindaci dell'Ato Le/2, ai presidenti dello stesso Ambito, al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed al prefetto di Lecce Gianfranco Casilli.

"Le difficoltà che caratterizzano nella fase lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel territorio provinciale e in particolare la situazione emergenziale determinatasi nell'Ato Le/2 suscita allarme sociale e l'attivarsi di polemiche in sede istituzionale e politica, che hanno riguardato anche questa Provincia. Alcuni chiarimenti e alcune risposte da parte mia sono, quindi, necessarie". Inizia così la lunga missiva di Giovanni Pellegrino, che spiega: "Muovo da una constatazione: all'origine del problema sono previsioni eccessivamente ottimistiche sulla data di entrata in funzione dei tre impianti complessi di Ugento, Poggiardo e Cavallino. L'ottimismo di quelle previsioni è stato da me costantemente segnalato sin dal settembre 2004"
.
"Allo stato degli impianti previsti a regime solo quello di biostabilizzazione in Cavallino oggetto di affidamento comunale è quasi ultimato", spiega Pellegrino. "Degli altri affidati in concessione all'Ati Cogeam dal commissario delegato all'emergenza onorevole Fitto e confermati dall'onorevole Vendola non è neppure iniziata la esecuzione; senza possibilità di intervento per questa Provincia estranea al rapporto concessorio. Viene così a dilatarsi al di là di ogni pessimistica previsione lo spazio temporale intercorrente tra l'esaurimento dei vecchi impianti di discarica e il funzionamento del nuovo sistema di smaltimento. L'origine delle difficoltà è in questa situazione; la stessa costituisce un fatto e polemizzare contro i fatti è inutile esercizio".
"E', quindi, interesse del territorio salentino complessivamente considerato, che gli impianti previsti dal sistema a regime siano al più presto completati ed entrino in esercizio; su ciò questa Provincia non può che sollecitare al Commissario l'esercizio del potere di direttiva sull'Ati concessionaria, almeno per ciò che concerne gli impianti della cui realizzazione è affidataria in Ugento e Cavallino. Nello sciocchezzaio agostano - prosegue il presidente della Provincia - il primato spetta, quindi, indubbiamente a chi con enorme ritardo pretenderebbe di porre in discussione le scelte di sistema operate a suo tempo dalla struttura commissariale, senza rendersi conto di quali effetti devastanti un ripensamento determinerebbe per l'intero territorio. Nella situazione generale - dice ancora - a rendere più grave il problema per l'Ato Le/2 sono intervenuti la chiusura della discarica di Nardò e il contenzioso in atto sulla localizzazione in Corigliano della discarica di servizio-soccorso dell'impianto di biostabilizzazione previsto in Poggiardo, per il quale non solo i lavori realizzativi non sono iniziati, ma non è stato ancora approvato il progetto esecutivo".

"In tale situazione, il Commissario delegato - e quindi non questa Provincia - ha ritenuto di autorizzare, in via provvisoria, l'impianto sperimentale di biostabilizzazione in Poggiardo esercito dalla ditta Sud Gas S.r.l., ordinando successivamente (ord. n. 53/CD/2007) il trasferimento del prodotto biostabilizzato presso le discariche di Fragagnano e Grottaglie. Attiene ancora alla sfera dei fatti la constatazione che il processo di biostabilizzazione in Poggiardo non sta dando i risultati sperati. E tuttavia - dice ancora Pellegrino - non vi è dubbio che la deludente funzionalità di tale soluzione provvisoria è stata in più occasioni aggravata dal ritardo, con cui i Comuni stanno provvedendo al versamento all'AtoLe/2 delle rispettive quote di contribuzione. Anche per ciò nell'impianto Sud Gas si sono determinate due situazioni di intasamento, con grave situazione di disagio igienico per la popolazione di Poggiardo".

"Per risolvere tale problema ho provveduto con le ordinanze contingibili ed urgenti, emanate ai sensi dell'articolo 191 del decreto legislativo 152/2006, rispettivamente in date 09/05/2007 e 14/08/2007. A chi mi addebita in questo superficialità e leggerezza rispondo, da un lato rammentando che la prima delle due ordinanze era stata concordata con l'Ato Le/3 e ciò malgrado è stata dalla stessa sottoposta ad un preliminare vaglio giudiziario da parte del Presidente del Tar, che l'ha ritenuta corretta e ben motivata, dall'altro che sia in sede giudiziaria, sia in sede polemica non è stata mai indicata una soluzione alternativa rispetto ai contenuti dei provvedimenti da me adottati". A chi, invece - dice ancora il presidente della Provincia -, mi iscrive di ufficio al cosiddetto partito delle discariche ed insinua che avrei voluto favorire le imprese esercenti, l'impianto di Poggiardo e la discarica di Ugento, perché già clienti del mio studio (la stoccata è rivolta a Raffaele Fitto, N.d.r), segnalo che uguale situazione vale per imprese che partecipano quasi per il 50% all'ATI Cogeam, cui la struttura commissariale retta dall'onorevole Fitto ha affidato per intero la realizzazione del nuovo sistema impiantistico".

"Le due ordinanze predette ho trasmesso al Presidente della Regione Puglia, cui spetta ai sensi dell'articolo 191 c. 2 del predetto decreto entro 120 giorni dall'adozione delle stesse promuovere e adottare le iniziative necessarie per prevenire ad una soluzione stabile (e non contigibile ed urgente) del problema. Peraltro ad oggi - scrive -, a quanto dichiarato dal Presidente dell'Ato Le/2, numerosi Comuni sono ancora inadempienti nei confronti della medesima Ato; ciò potrebbe determinare nuove situazioni di intasamento dell'impianto Sud Gas. Incidere su tale situazione di inadempimento esula dal potere contingibile e urgente assegnatomi dall'articolo 191 del decreto legislativo 152/2006. Sento però il dovere istituzionale di sollecitare i sindaci dell'Ambito LE/2 che ancora non avessero provveduto, a regolarizzare l'onere contributivo dovuto nel più breve tempo possibile - esorta Pellegrino -, al fine di evitare il reiterarsi di situazioni di crisi igienico sanitarie, mentre mi consento di segnalare al sindaco di Poggiardo che nel suo potere di contigibilità e urgenza rientrerebbe a mio avviso non già la chiusura dell'impianto Sud Gas, come pure allo stesso è stato richiesto (perché ciò determinerebbe una impossibilità di smaltimento per tutti i Comuni dell'Ato Le/2), ma l'imposizione a Sud Gas di non ricevere rifiuti provenienti da Comuni per i quali l'Ato Le/2 non certifichi l'intervenuto adempimento all'onere contributivo".

Non ritengo di avere altro da aggiungere se non il ribadito rilievo che nell'intera vicenda i poteri che competono a questa Provincia sono limitati e che nell'ambito degli stessi la stessa non può andare al di là dell'impegno già assunto: ad attivare un tavolo tecnico-istituzionale con tutti i soggetti pubblici e privati interessati, al fine di migliorare l'attuale ciclo di trattamento e smaltimento dei rifiuti dell'Ato Le/2 anche per contenere i costi a carico della comunità; a contribuire - conclude - alla copertura degli eventuali maggiori oneri che a consuntivo dovessero verificarsi rispetto a quanto già previsto in bilancio dalla medesima Ato e ai contributi stanziati dalla Protezione civile, nei limiti delle disponibilità finanziarie".

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