Bandiera francese sul palazzo della Regione: “Dialogo con Islam che rifiuta il terrore”

Per il governatore Emiliano, nonostante la violenza dei terroristi a Parigi, non bisogna farsi prendere dal panico e ritrovarsi costretti a cambiare modelli di vita. Infine un invito ad ammettere eventuali errori nelle relazioni diplomatiche

Tra le bandiera, quella francese.

BARI – Il tricolore francese sventola da questa mattina sulla facciata della sede della Regione Puglia, in via Nazario Sauro, a Bari, in segno di vicinanza e solidarietà ai “cugini” d’Oltralpe, accanto alla bandiera italiana, a quella dell'Unione Europea e al vessillo dell’istituzione.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nell’accogliere la richiesta del console onorario di Francia, Stefano Romanazzi, ha espresso il suo cordoglio offrendo un ragionamento di ampia portata: "Si tratta di un evento che ci colpisce in maniera diretta – ha dichiarato il governatore - perché ha toccato un luogo simbolo dove i concetti di libertà, uguaglianza e fraternità, così come l’utilizzo della ragione opposta alla superstizione, sono stati concepiti e posti alla base della nostra civiltà. Un attacco a Parigi è un attacco a tutti gli europei e alle persone che in questo mondo vogliono vivere secondo la ragione e non secondo la logica della forza bruta”.

“La Puglia, da parte sua, continuerà il dialogo con quella parte dell'Islam che non si riconosce in questa azione di terrore. Bisogna identificare immediatamente tutte quelle persone di buona volontà che non hanno come obiettivo la distruzione dell'Occidente. Bisogna avere la capacità di distinguere gli amici dai nemici, di farlo attraverso i canali della diplomazia e attraverso le informazioni. Il ruolo dei servizi, della magistratura, degli investigatori in questa fase è centrale”.

“I fatti di ieri – ha proseguito Emiliano - hanno ricordato a noi tutti che è in atto uno scontro che possiamo definire una guerra, sia pure in termini moderni, dove non c'è una linea del fronte precisa e può arrivare un attacco in qualsiasi momento. Il compito che abbiamo è di non farci prendere dal panico e soprattutto di non cambiare il nostro modello di vita. Piuttosto rafforzare la direzione politica dell'Unione europea, nei rapporti con la Federazione Russa e con gli Stati uniti d'America, dando vita ad indagini interne antiterrorismo realmente coordinate ed efficaci”.

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La riflessione del presidente della Regione Puglia si chiude poi con un invito all’autocritica rivolto al mondo occidentale: “Esiste poi anche un problema di guerra vera e propria che si sta combattendo sull’altro fronte e che dura da tantissimi anni, rispetto al quale questi eventi ci consentono sì di individuare il nemico, ma anche di riflettere su eventuali nostri errori politici del passato. In una guerra c’è anche un aspetto diplomatico: se gli occidentali hanno commesso degli errori nella relazione con altre popolazioni questo è il momento di ammetterlo, al pari dell’azione di contrasto ai terroristi che va fatta con tutta l’intelligenza e la forza di cui disponiamo”.

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