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Con la "Banca del libro" testi di narrativa per chi non può comprarli

L'assessorato alla Pubblica istruzione lancia l'iniziativa coinvolgendo scuole, famiglie, librerie e sponsor. Chi vorrà potrà acquistare in libreria un volume in più da lasciare a disposizione di chi non può permetterselo

 

LECCE – “Caffè sospeso”. Si usa così a Napoli. Bevi un caffè, se ti va di fare l’offerta, ma ne paghi due, offrendo così un caffè "sospeso" ma non sapendo a chi. A Lecce varrà lo stesso concetto, ma per i libri, dando in questo modo la possibilità ai meno abbienti di leggere testi di narrativa. “Libro pagato”, appunto. Si chiama  “Banca del Libro”, o meglio “L’acchiappalibri”, il progetto ideato dall’assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Lecce. Durante tutto l’anno scolastico sarà possibile infatti acquistare e donare un libro. Alla singolare iniziativa verranno coinvolti scuole, famiglie, librerie e sponsor. L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Palazzo Carafa dal vice sindaco Carmen Tessitore e dal sindaco Paolo Perrone e dalla dirigente del settore Pubblica istruzione Annamaria Perulli, insieme ad alcuni rappresentanti  dell’Ufficio scolastico provinciale, delle librerie e delle case editrici presenti in città. 
 
Nelle librerie “Sabrina” di via Delle Anime, “Palmieri, via Trinchese, “Exploit”, via Pappacoda e Liberrima, Corte dei Cicale, ma a queste se ne potrebbero aggiungere altre, si potrà andare per acquistare un libro di narrativa e lasciarlo nella stessa libreria dove si recherà chi non può permettersi di comprarne uno che, dopo averlo letto, riconsegnerà il volume (sempre nella libreria dove lo ha prelevato) per dare la possibilità ad un altro lettore di usufruire dei testi. Le librerie che aderiranno a “L’acchiappalibri”, apporranno nelle loro vetrine vetrofanie e locandine con il logo dell’iniziativa e durante tutto l’anno scolastico sarà possibile acquistare e donare un libro, pronunciando la frase “Libro pagato”, e si potrà personalizzare la donazione scrivendo una dedica sul retro di un apposito segnalibro.
 
Verrà stilata, anche, una “Carta dei servizi” che spiegherà, in modo dettagliato, i servizi e i tempi di erogazione degli stessi, giorni e orari di apertura della “Banca del libro”, le modalità di prestito e restituzione dei libri, le informazioni per consultare successivamente anche on line il catalogo dei libri disponibili da ottenere in prestito o, se testi scolastici, in comodato d’uso gratuito. 
 
E già, perché il progetto prevede inoltre la possibilità agli studenti con le famiglie in difficoltà economiche, di usufruire dei testi scolastici che a fine anno potranno essere consegnati, da chi lo vorrà, presso l’ufficio della Pubblica istruzione del Comune, in via Ugo Foscolo 31/a lo stesso che provvederà ad accreditare i ragazzi che non possono acquistare testi scolastici nelle librerie.
 
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Commenti (6)

  • Che tristezza questi assessori...pensassero alle cose serie e alla gente che muore di fame!!!!

  • Diritto allo studio....deve permettere a tutti di poter accedere alla cultura.....io lancio anche un altra proposta a tutti i giovani....si chiama BOOKCROSSING......dopo aver letto un libro...si scrive dentro una dedica e lo si lascia in giro su panchine, alla fermata dell'autobus, nei giardinetti pubblici.....oggi niente di meno un libro costa sui 15-16 euro.....album da disegno per bimbi nelle parrocchie......la beneficenza fa bene....ma l'altruismo deve nascere naturale

  • Il Comune si fa bello ma sono i privati che devona accollarsi la spese... Interessante! Forse qualche iniziativa la posso lanciare anche io allora! Comunque in mezzo mondo da anni esiste la pratica del BOOK CROSSING, meno costosa e più interessante....

  • si dovrà contare su l'onesta dei commercianti.......

  • In francia i libri gli fornisce la scuola, gli studenti devono solo acquistare qualcosa spendendo una ventina di euro al massimo. In lussemburgo si usano solo fotocopie e i libri te li fornisce la scuola. In italia 10 anni fa dovevi farti un mutuo per comprare i libri, immagino adesso........

    • Non si parla di libri scolastici ma di narrativa.

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