Barba-Craxi, "screzi" di Carnevale in riva allo Ionio

Dopo l'investitura a sindaco il senatore azzurro, in un'intervista, "attacca" la Giovane Italia e il dissidente Coppola. Botta e risposta con la figlia dello statista socialista

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Più che di coriandoli e stelle filanti, la politica gallipolina, in questo periodo, si colora di veri e propri "screzi" di Carnevale….Un facile gioco di parole che rende l'idea di come la temperatura della imminente campagna elettorale in salsa gallipolina sia già abbastanza surriscaldata. Sullo sfondo gli strascichi della roboante conclusione della scorsa legislatura che si stanno riproponendo con nuovo vigore in vista della nuova corsa per il rinnovo dell'amministrazione di Palazzo Balsamo che metterà fine alla attuale gestione commissariale. Si riaccende lo scontro tra il neo candidato sindaco in pectore, Vincenzo Barba e il gruppo dei dissidenti sinteticamente identificato nell'ex coordinatore cittadino di Forza Italia, Giuseppe Coppola. Tutto è ri-partito all'indomani della investitura del Parlamentino di una delle sezioni di Forza Italia (quella di via Tito Minniti) di Gallipoli, in favore della ricandidatura a sindaco di Vincenzo Barba. Investitura che sarebbe stata condivisa anche da chi, all'interno del partito di Berlusconi, nel recente passato aveva stigmatizzato la condotta "egemonica" dell'ex primo cittadino, come Giuseppe Venneri, Giuseppe Perruccio ed Emanuele Liaci. Ma tant'é.

Come anticipato più volte anche a Lecceprima, il senatore azzurro aveva più volte manifestato la sua disponibilità a scendere in campo per il "bene di Gallipoli", dinnanzi ad una richiesta condivisa delle forze politiche della ormai ex Cdl. O anche senza il supporto degli ex alleati. Così come l'ex sindaco ha continuato in questo periodo a prendere le distanze nei confronti di chi si è reso responsabile della sua caduta anticipata da palazzo Balsamo. Con nome e cognome, Giuseppe Coppola e gli altri "dissidenti".

Concetto che Barba è tornato a ribadire in un passaggio specifico di un intervista apparsa sulla stampa locale nella giornata di domenica. Oltre a confermare la sua volontà di concorrere alle prossime competizioni elettorali per il Senato e per le amministrative di Gallipoli (tra aprile e giugno prossimo secondo le prospettive attuali), l'ex sindaco non le ha certo mandate a dire a Coppola e compagni. Tirando in ballo anche l'associazione della Giovane Italia di Stefania Craxi di cui Coppola è referente provinciale, è pronta a scendere in campo autonomamente o in compagnia di "tutte le persone serie che hanno a cuore le sorti di Gallipoli". Valutazioni che non sono certo piaciute alla referente nazionale della Giovane Italia, Stefania Craxi, che, informata delle dichiarazioni al vetriolo di Barba, ha prontamente messo i puntini sulle "i".

"Barba dice, consapevolmente e strumentalmente, cose fuori dal mondo" esordisce la Craxi nel suo intervento, "E non è la prima volta. Perché Giuseppe Coppola è un esponente della Giovane Italia, come lo sono io, che siedo in Parlamento per Forza Italia, partito del quale sono membro della segreteria politica. Il movimento Giovane Italia è una Associazione politica e culturale interna a Forza Italia dal 2005, ed è stato, in accordo con Silvio Berlusconi, tra i primi ad aderire al Partito del Popolo della Libertà. Non so se questo per Barba è sufficiente per attribuirci una licenza forzista" continua Stefania Craxi, "In caso contrario, non mi toglierebbe certo il sonno. Non posso, e ne sono fiera, vantare amicizie di ordine politico con D'Alema, e neanche relazioni economiche ed imprenditoriali. Ma le questioni sono ben altre: Barba non accetta critiche, ne' tantomeno perdere posti di potere. Sfiduciando il sindaco, Coppola ha fatto un'operazione politica limpida e responsabile che i cittadini sono in grado di giudicare da soli. Saranno anche in grado di giudicare a quale titolo il senatore amico di D'Alema, possa chiedere consenso alla città di Gallipoli quando non riesce ad ottenere quello dei dirigenti e dei militanti del mio partito".

Stoccatine non di poco conto alla quale oggi il senatore azzurro ha fatto seguire la sua replica. Dis seguito la nota integrale di Vincenzo Barba: "L'onorevole Stefania Craxi ha un cognome troppo pesante per diventare il grillo parlante di chi, non avendo autorevolezza sul territorio, è costretto a far parlare altri per sé… Dubito, del resto, che la ‘Nostra' segua con tanto interesse le vicende della città di Gallipoli andando a leggere tutti gli articoli che riguardano la politica cittadina. Se così dovesse essere, saremmo ben lieti perché avremmo un'altra new entry nell'esercito dei mordi-e-fuggi. Molto più probabile che l'onorevole Stefania Craxi si limiti a firmare pensieri e parole che le vengono scritti e inviati dalla Città Bella e che, poi, risultano esser divulgati a suo nome e cognome. Sic transit gloria mundi! Dispiace che figli di cotanto padre, che ho avuto il piacere e l'onore di incontrare e conoscere nella mia vita politica e imprenditoriale, non ne abbiano seguito le orme (come vede, cara Signora Stefania, non ho frequentato soltanto Massimo D'Alema, di cui, pure, mi onora l'amicizia…) e si barcamenino nelle piccolezze di tante polemiche che hanno senso sul territorio nel quale si alimentano, ma diventano ridicole se coinvolgono persone e personaggi che in questa terra non vengono nemmeno a trascorrere le vacanze. Devo dire, inoltre, che non ero informato che Stefania Craxi avesse già sostituito - autonomamente e senza alcuna pubblica investitura - il nostro grande Coordinatore Regionale, On.le Raffaele Fitto, di cui solo ci è dato riconoscere la leadership, l'autorità e l'autorevolezza nel guidare il nostro partito in Puglia"

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"L'opinione di Stefania Craxi sulle vicende gallipoline, pugliesi e nazionali è, di conseguenza, una tanto rispettabile quanto soggettiva opinione personale e, come tale, va da noi presa in considerazione. Se poi la sua associazione sia una stella del firmamento del Partito delle Libertà o del semplice pulviscolo atmosferico, saranno i voti e il consenso popolare a stabilirlo. Tanto a Roma quanto a Gallipoli. Alla fine ciò che conta è sempre e soltanto la parola dei cittadini-elettori e non gli interventi sul giornale tesi ad inserirsi in polemiche in casa altrui, che è cosa poco cortese e poco elegante. Il consenso della città di Gallipoli e dei gallipolini per il sottoscritto potrà essere certificato dalla Signora Craxi se e quando deciderà di fermarsi dalle nostre parti per più di cinque minuti e per un tempo superiore a quello necessario a prendere un caffè. Conoscere le situazioni prima di parlare è assai importante. Se la Signora Stefania avesse seguito soltanto qualche insegnamento in più del padre (come l'essere prudente, dote di cui Bettino Craxi in politica faceva scuola) lo saprebbe bene. Pertanto, non si faccia tirare più per la giacchetta e cerchi di rimanere un po' più equilibrata nelle valutazioni su Gallipoli e le sue persone, auspicandoci che ciò possa servire per meglio e di più conoscerle".

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