Barba-dissidenti, nuova crisi a Palazzo Balsamo

Coppola, Fedele, Errico, Padovano e Solidoro hanno disertato la riunione di maggioranza e scritto al sindaco: "O si cambia registro o siamo fuori". Già dimissionati due nuovi assessori

Non c'è pace in riva allo Ionio dove le ventilate decisioni del sindaco Vincenzo Barba di mettere mano alla pianta organica del Comune ed impiantare il suo nuovo staff tecnico con le nomine di alcuni dei vecchi assessori recentemente "sacrificati" dal rimpasto di Giunta, aprono un nuovo fronte di crisi. Come annunciato in questi giorni i cinque consiglieri dissidenti della maggioranza (Coppola, Fedele, Errico, Padovano e Solidoro) avevano già manifestato la loro contrarietà alle nuove manovre "tecniche" del primo cittadino. Tant'è che non hanno preso parte alla riunione della maggioranza di inizio settimana senza avere chiaro il quadro della situazione.

E mentre sul versante dell'opposizione sono giunte le prime corpose reazioni contro il paventato reintegro degli assessori "defenestrati" con nuovi ruoli dirigenziali (Alessandra Pizzi, Capo di Gabinetto, Franco Giannì dirigente dell'Ufficio Tecnico, e Walter Colazzo, ancora in carica come vicesindaco e assessore al Bilancio, promosso Direttore generale del Comune) gli stessi cinque "dissidenti" della maggioranza hanno già provveduto ad adottare le loro contromisure e a prendere le dovute distanze. Se il sindaco Barba deciderà di proseguire per la sua strada (e come le sue prerogative comunque gli consentono di fare in sede di scelta dello staff amministrativo), perderà cinque pezzi determinanti della sua maggioranza.

Senza contare che l'Udc dal recente rimpasto non ha ottenuto nessun rappresentante in seno al nuovo esecutivo e continua a chiedere, puntigliosamente, un'adeguata visibilità. I cinque consiglieri tra l'altro hanno già comunicato che sono da considerarsi "dimissionati" i due nuovi assessori nominati in giunta dopo il rimpasto e che fanno loro riferimento: vale a dire Fabrizio Ferilli e Alberto Cataldi. In poche parole è di nuovo crisi a Palazzo Balsamo come si evince anche dal testo integrale della missiva che gli stessi cinque consiglieri hanno fatto recapitare al primo cittadino e che riportiamo di seguito: "La decisione di disertare la riunione della maggioranza nasce dalla volontà di dare un segnale di chiarezza in una situazione che di chiaro, a livello politico e nella gestione dei rapporti all'interno della nostra maggioranza, ha davvero ben poco. Probabilmente la nostra posizione, più volte chiarita anche agli occhi dell'opinione pubblica, è stata distorta e fraintesa, forse perché si è pensato con troppa superficialità che l'unica aspettativa fosse quella di ottenere una rappresentanza in Giunta e che, raggiunto tale obiettivo, saremmo stati pronti ad accettare ogni imposizione dall'alto".

"Niente di più lontano dalla realtà: l'obiettivo per cui abbiamo criticato la gestione della cosa pubblica a Gallipoli, sempre con franchezza e senza giochi sottobanco, era di ridare dignità alle tante professionalità cittadine, che meritano di avere nel massimo organo amministrativo la giusta visibilità senza rincorrere inutilmente risorse forestiere che hanno dimostrato in un anno di governo grossi limiti e scarsa aderenza con Gallipoli ed i gallipolini. La proposta da Lei formulata nel corso dell'ultima riunione e resa pubblica anche dai mezzi d'informazione non può essere minimamente accettata: la riteniamo un'offesa alla nostra intelligenza, un'azione contraria al buon senso politico ed un tentativo maldestro di recuperare per vie traverse soggetti che, ad esempio, sono stati sonoramente bocciati dall'elettorato dei loro comuni di residenza".

"La nostra città che ha tante risorse interne, non può davvero essere mortificata nell'accettare "professionalità" già messe da parte ed accantonate in altri comuni. Forse, signor sindaco, se avesse capito che la nostra unica intenzione era quella di far guidare Gallipoli dai gallipolini e di far trionfare per davvero quella ‘gallipolinità' cui tutti guardano ma, che sembra un concetto così difficile da attuare, ci saremmo risparmiati quest'ennesimo momento di distacco e di forte critica da cui, sia chiaro, non intendiamo allontanarci, convinti della giustezza delle nostre tesi. Le sue sono proposte che, senza troppi giri di parole, da un lato giustificano ancora di più la nostra presa di posizione e dall'altro ci sconcertano per diversi ordini di motivi: perché si conferma, ancora una volta, che Lei privilegia un rapporto diretto e diremmo quasi esclusivo con persone diverse da coloro che, con impegno e lealtà, hanno contribuito in modo determinante alla sua elezione; perché si è dimostrato che tutti sono utili ma che necessari per la guida della nostra città - per motivi che a noi sfuggono - sono solo tre intoccabili; perché sarebbe uno schiaffo insopportabile per tutti quei settori, Cultura, Turismo, Sport, che non hanno ricevuto stanziamenti nell'ultimo Bilancio per un'asserita mancanza di fondi".
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"Ci chiediamo, allora, in base a quale gioco di prestigio si riuscirebbero a trovare i circa 250mila euro annui necessari per garantire le convenzioni oggetto delle sue ultime proposte. Da parte nostra, non avendo null'altro da aggiungere rispetto alle posizioni espresse nel corso dell'ultimo incontro, riteniamo inutile la presenza all'incontro della maggioranza: se Lei dovesse ritenere di andare avanti su questa strada, che riteniamo nociva per la città, per le casse comunali e per la ‘buona amministrazione' di cui tanto si sente parlare, consideri noi fuori dalla sua maggioranza e già dimissionati i due assessori che Le abbiamo indicato per la nuova composizione della giunta comunale".

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