Bellanova col comitato "No Tap": "Il gasdotto non può approdare a San Foca"

La candidata alla Camera del Pd sottolinea le caratteristiche del territorio che non lo rendono idoneo ad ospitare l'infrastruttura: "Già in passato sottovalutato l'impatto della mano dell'uomo sui delicati equilibri della natura"

MELENDUGNO - "Assolutamente condivisibili". Definisce così le ragioni del comitato "No Tap" rispetto al progetto del gasdotto l'esponente del Pd salentino, Teresa Bellanova, dopo un confronto avuto con i rappresentanti, domenica scorsa a San Foca. La candidata alla Camera dei deputati ritiene che il gas, anche se esauribile, attualmente sia ancora indispensabile per svincolare il sistema energetico italiano dal petrolio.

"L'idea del gasdotto dall'Azerbaijan all'Italia - spiega - nasce da una duplice esigenza: evitare le sospensioni della fornitura che negli ultimi anni sono state causate dai contrasti tra Russia e Ucraina; sganciarsi, per quanto riguarda l'approvvigionamento del gas, dal 'monopolio' Gazprom per puntare invece sui giacimenti del Mar Caspio e in particolare quelli azeri. Fatta salva, quindi, l'utilità dell'opera, ritengo che la scelta dell'approdo a San Foca sia assolutamente da rivedere".

A rendere sconsigliabile questa localizzazione sarebbero la conformazione idrogeologica, il patrimonio artistico e naturale, la vocazione turistica del territorio, visto che sull'Adriatico esistono altre aree più idonee: "Già troppo spesso in passato - evidenzia - è stato sottovalutato l'impatto della mano dell'uomo sui delicati equilibri che la natura ha impiegato milioni di anni per costruire. Di quelle sottovalutazioni sono già stati pagati cari prezzi e ancor di più rischiamo di doverne pagare, noi e soprattutto chi verrà dopo di noi".

Bellanova ricorda, da ultimo, il crollo del costone di Sant'Andrea, "a promemoria sulla fragilità della costa": "Penso - aggiunge - che un indispensabile cambiamento di coscienza rispetto a queste tematiche richieda una valutazione più approfondita anche nel caso della Tap. Non è mai stato mio costume fare promesse, ancor meno in campagna elettorale, posso assolutamente garantire però il mio totale impegno affinché le istanze di modifica di questa scelta ricevano la dovuta attenzione da parte del prossimo Parlamento e del prossimo governo".

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