Beni culturali, riqualificazione del litorale, edilizia sociale: proposte per 340 milioni di euro

Il Comune di Lecce ha presentato al ministero per il Sud le sue bozze per il Contratto Istituzionale di Sviluppo. Stessa cosa ha fatto l'amministrazione di Brindisi: conferenza congiunta per illustrare i progetti

Da sinistra Delli Noci, Salvemini, Rossi e Covolo.

LECCE - I Comuni di Lecce e Brindisi hanno presentato la bozza di Contratto Istituzionale di Sviluppo per un valore complessivo di quasi 700 milioni di euro, equamente suddivisi tra i due territori. L'eventuale intesa prevede un budget di massimo 250 milioni di euro per città. 

Lecce e Brindisi hanno dunque dato seguito alla sollecitazione ricevuta dalla ministra per il Sud, Barbara Lezzi, dopo il tavolo a Palazzo Chigi del 3 luglio e in circa due mesi hanno mobilitato i propri uffici per una ricorsa che, adesso deve fare i conti con l'incertezza del quadro politico nazionale. A fine settembre è prevista una seduta del Cipe, il comitato interministeriale di programmazione economica: le amministrazioni hanno dunque accelerato nella redazione delle proposte perché, qualunque cosa accada a Roma, ci sia per il governo che verrà un dossier già ufficialmente aperto e non solo un'idea rimasta nel vago. 

A conti fatti, e ovviamente con le dovute proporzioni, si tratta di un piano Marshall per gli enti locali che è stato già formalizzato per Taranto e per Foggia. La posta in gioco è alta come valore economico e strategica per il futuro delle due città tanto che Carlo Salvemini e Riccardo Rossi hanno programmato una doppia presentazione, in mattinata a Lecce e nel pomeriggio a Brindisi. Il messaggio caro ai primi cittadini è anche quello di un orizzonte comune a quella che era la vecchia Terra d'Otranto e che, con l'assegnazione a Taranto dei Giochi del Mediterraneo del 2026, acquisisce un significato ancora più forte. Insieme ai due sindaci c'erano Alessandro Delli Noci, vice di Salvemini con delega ai Lavori Pubblici, e Roberto Covolo, assessore alla Progammazione Economica e Politiche Giovanili.

Lecce: tre direttrici principali

Lecce ha sviluppato tre aree strategiche: Lecce Città di tutti per 136 milioni di euro, Lecce e il suo mare per 122 e Lecce Patrimonio di Storia per 79. La prima prevede proposte, tre i progetti principali, insediamenti abitativi di edilizia sociale e popolare (dalla riqualificazione dell'ex Galateo alla costruzione di circa 200 nuovi alloggi) e la realizzazione di un nuovo mercato ortofrutticolo e Settelacquare, del polo pediatrico e della "Città dell'arte e della musica" nel parco delle Cave di Marco Vito. 

Consulta e scarica qui tutto il dossier per Lecce

La parte che riguarda il litorale propone un lungomare per ogni località, dove le tante costruzioni abusive e la preponderanza del cemento negli stabilimenti balneari hanno di fatto limitato la fruizione del waterfront. Per favorire la trasformazione dei lidi che dovranno adeguarsi a standard più sostenibili è stato chiesto un fondo di riconversione. Nei progetti inviati a Roma è previsto il ripristino integrale delle banchine del bacino di Acquatina (la competenza sul quale sta per essere ceduta dall'Università al Comune) e il dragaggio del bacino Foca a San Cataldo per la realizzazione di una darsena più grande. Nelle località caratterizzate da maggiore abusivismo - Spiaggiabella, Torre Rinalda, Torre Chianca, si immagina una sperimentazione per il recupero urbanistico e paesaggistico degli insediamenti. Non solo: tra le proposte anche quella di una piscina olimpionica a San Cataldo (fruibile anche di inverno), l'Ecomuseo delle bonifiche a Frigole, la realizzazione di una rete di ostelli e il restauro conservativo di Masseria Rauccio. 

Per Lecce Patrimonio di Storia si punta a completare la valorizzazione dell'area dell'ingresso nord della città con il recupero dell'edificio che ospitava il comando dei vigili urbani, annesso alle Mura Urbiche, di Palazzo Giaconia (ora è fruibile il giardino), la sistemazione dell'area che ospita il Circolo Tennis, il completamento dell'ultimo lotto di Parco Belloluogo. Ancora: la riqualificazione delle aree contermini al Castello di Carlo V, il restauro della Casa del Mutilato (dopo il recupero di piazza d'Italia), il recupero dell'ex Istituto Garibaldi, dell'ex Caserma Cimarrusti e dell'ex Istituto Margherita, ma anche della chiesa di San Marco e della colonna in piazza Sant'Oronzo., del Teatro Paisiello, della villa comunale, della chiesa di Santa Maria del Tempio e del cimitero monumentale. Inserite la proposte per il completamento del Parco Archeologico di Rudiae e quella per la valorizzazione dell'Anfiteatro Romano su proposta del Polo Museale di Puglia. Un progetto, infine, riguarda la riqualificazione ambientale di zone degradate del centro storico con la creazione di percorsi artigianali e agevolazioni per esercizi di vicinato e attività tradizionale.

Le dichiarazioni

Il sindaco di Lecce ha invitato a considerare quanto illustrato non un elenco di cantieri possibili, ma il risultato di una visione di insieme che può caratterizzare, se il Cis andrà in porto, il futuro della città nel lungo periodo: “Gli obiettivi sono chiari: puntiamo alla rigenerazione e infrastrutturazione delle marine, all’ulteriore recupero e valorizzazione della Lecce monumentale e a dotare la città di infrastrutture sociali oggi necessarie per andare incontro ai bisogni primari della popolazione”. Per Salvemini qualunque sia l’esito della crisi di governo, la città dispone da oggi di un “parco progetti che sarà comunque utile in tutti i processi di sviluppo strategico del territorio”.

Il vice sindaco, Alessandro Delli Noci, ci ha tenuto a sottolineare che quanto presentato all’Open Space di Palazzo Carafa non “un libro di sogni, non è nemmeno esclusivamente un elenco di urgenze, ma un’opportunità straordinaria per il territorio e una sfida che abbiamo accolto con responsabilità. È questo il Cis, Contratto Istituzionale di Sviluppo che, su proposta del ministero del Sud, ha permesso alle città di Lecce e Brindisi di realizzare e presentare dei progetti strategici di sviluppo legati alla specificità dei territori mettendo assieme risorse nazionali, europee e del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Un’idea di futuro che abbiamo voluto definire con interventi di qualità in grado di determinare la crescita e lo sviluppo sociale ed economico del territorio”.

Per il primo cittadino di Brindisi, Riccardo Rossi, si parla di “un piano strategico destinato a incidere sulla struttura economica e sociale dei territori. Brindisi sta attraversando una fase complessa, quella del passaggio da un modello di industrializzazione tipico degli anni Cinquanta a uno più sostenibile. Qualunque governo ci sarà non potrà non tenere conto di questo lavoro”.

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