"Bilancio, spettro della sinistra amante delle tasse"

Paolo Perrone risponde alla diatriba sollevata da Antonio Rotundo sui documenti contabili: "Solo invenzioni per avere, in caso di elezione, le mani libere e metterle nelle tasche dei leccesi"

Il vicesindaco Paolo Perrone
Al vicesindaco Paolo Perrone le prese di posizione del centrosinistra sul Bilancio non scendono giù. E dice, a chiare lettere: "Sapete perché Antonio Rotundo agita lo spettro del buco nei conti? E' presto detto. Per avere poi in caso di elezione le mani libere e metterle nelle tasche dei leccesi alzando le tasse". Per Perrone ci sarebbe dunque massima affidabilità nei conti. Mentre a sinistra si starebbe effettuando una speculazione.

"Questo atteggiamento - dice Perrone - fa parte della cultura politica cui lui e i compagni Blasi e Salvemini appartengono. Quella delle tasse, appunto, dei comitati d'affari e delle gestioni pubbliche clientelari che favoriscono gli amici e gli amici degli amici, quasi sempre collocati all'ala estrema della coalizione, pronti a ricatti ed ultimatum. Rotundo dimostra di essere diligente allievo di Prodi e Padoa Schioppa o di Vendola e Saponaro. E' la stessa cosa. Anzi, la stessa scuola.

"Sia gli uni che gli altri, infatti - dice Perrone - si sono insediati ai rispettivi Governi agitando lo spettro delle voragini contabili. Che è falso, visto che a Bari il centrosinistra ha trovato un cospicuo avanzo e a Roma una quota di maggiori entrate per 37 miliardi di euro per il 2006 e 10 miliardi di euro per il primo trimestre 2007. Somme che non hanno restituito alle famiglie ed alle imprese italiane dopo un'inutile Finanziaria da cappio al collo per tutti".

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