Viale Marconi, il sindaco conferma l'inversione. Bocciata mozione della minoranza

Il centrodestra chiedeva il ripristino del senso originario di marcia, in attesa di un piano complessivo. A breve il doppio senso in via Cavallotti

Viale Marconi.

LECCE – Nessun ripensamento su viale Marconi, anzi. L’inversione del senso di marcia, decisa a ridosso del periodo natalizio e confermata successivamente, resta un tassello del mosaico predisposto dal sindaco Carlo Salvemini, che ha la delega a mobilità e trasporti. Una mozione del centrodestra, con la quale si chiedeva il ripristino dello status quo antes, è stata infatti bocciata nel consiglio comunale di questa mattina.

Con la realizzazione della rotatoria di via Garibaldi per come originariamente prevista già diversi anni addietro, scatterà il doppio senso di marcia in via Cavallotti. In questo modo, nel breve periodo, si potrà arrivare in viale Lo Re sia percorrendo via XXV luglio che la corsia interna di via San Francesco e via Cavallotti per poi girare a destra su viale Marconi. L’obiettivo di medio termine inoltre, secondo quanto affermato in aula dal sindaco, potrà essere l’utilizzo di viale Marconi per arrivare al varco elettronico di via Fazzi, una volta che via XXV luglio diventerà ztl. In virtù di questa idea all’incrocio con viale Lo Re saranno installate delle rastrelliere per bici e moto al posto della transenne: una volta completato il quadro, basterà rimuoverle per consentire ai veicoli di arrivare al varco.

Salvemini ha anche aggiunto per non destare prematuri allarmismi che di ampliamento di Ztl si parlerà solo quando saranno disponibili nuove aree parcheggio e in questo senso ha confermato che l’acquisto dell’ex Enel da parte di una società privata è vicino alla conclusione. La realizzazione della rotatoria di via Garibaldi, ha spiegato, serve anche ad agevolare quell’operazione tra privati e le “garanzie” chieste dall’acquirente: le auto potranno risalire su viale De Pietro fino all’ingresso della struttura, di fronte le Officine Cantelmo.

La minoranza

Nell’illustrazione della mozione, il consigliere Angelo Tondo ha definito l’inversione su viale Marconi “uno scivolone sia per gli esercizi commerciali sia per i flussi di traffico” e ha chiarito che il centrodestra non è contrario a prescindere alla misura, ma a patto di discuterla all’interno di un progetto complessivo di mobilità. Sul punto Salvemini ha assicurato che si sta lavorando sia per l’aggiornamento del piano del traffico, non rinunciando a dire che ci avrebbe dovuto pensare l’amministrazione precedente, mentre la redazione del piano urbano della mobilità sostenibile necessita di tempi più lunghi.

Un altro consigliere dell’opposizione, Bernardo Monticelli ha chiesto se con l’inversione di via Cavallotti saranno eliminati posti auto. “Il saldo è zero”, ha replicato Salvemini. Per Gaetano Messuti è stata sbagliata la tempistica. L’ex assessore ai Lavori Pubblici ha chiarito: “Non vogliamo fare un braccio di ferro e strumentalizzare gli animi ma il senso della mozione era dare un’occasione per una discussione complessiva e stare al vostro fianco nella successiva attuazione. Una mente sgombra da esercizi di ideologie potrebbe cogliere questa opportunità, quella di un provvedimento forte portato avanti da tutto il consiglio comunale”. Un concetto rafforzato dall’intervento di Federica De Benedetto di Forza Italia: “Le associazioni di categoria che abbiamo coinvolto nei lavori della commissione che ho presieduto per alcune settimane, hanno chiesto di interrompere le sperimentazioni e di essere coinvolti nella redazione del progetto generale. Il primo problema è la disponibilità di parcheggi”.

La maggioranza

Dai banchi della maggioranza Antonio Rotundo del Pd ha chiesto ai colleghi di guardare alla questione da un punto di vista generale e non legato a una sola categoria. Gabriele Molendini, di Lecce Città Pubblica, si è chiesto retoricamente come dopo tanti anni di immobilismo sul tema della mobilità il centrodestra possa chiedere di sospendere ancora una volta un provvedimento. Pierpaolo Patti, dello stesso gruppo, ha ironizzato sul clamore sollevato sulla questione “seconda solo a quella della Salerno-Reggio Calabria” e ha ricordato che il dovere di un’amministrazione è quello di “comporre le istanze dei diversi gruppi di interesse”.

La battuta di Patti ha provocato la reazione di Paolo Perrone: “Avevo deciso di non intervenire, ma sa perché se ne parla tanto? Perché è l’unica cosa significativa fatta da questa amministrazione. È vero che avevamo preparato noi un piano che prevedeva l’inversione su via Marconi, ma poi è stato lasciato in sospeso, perché alcune condizioni che ne erano alla base non si sono realizzate. Oggi si è caricata un’area di traffico, non si è alleggerito il flusso di via XXV luglio. Questa voglia di fare a prescindere rischia di far produrre danni maggiori di quelli cui si vuole porre rimedio. Sarà un flop colossale perché vogliamo fare le rivoluzioni ma non abbiamo il coraggio di farle fino in fondo. Il doppio senso di marcia avrà senso solo con l’apertura dell’ex Enel e la chiusura di via XXV luglio”.

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L’ex sindaco è stato poi redarguito dal primo cittadino quando, rientrando dalla zona riservata al pubblico al suo posto, è passato davanti a Salvemini interrompendolo mentre stava rispondendo alle sollecitazioni ricevute dai precedenti interventi. “Impara ad ascoltare gli altri in ossequioso silenzio come accade quando intervieni tu. So che essere stato seduto qui per dieci anni può aver alimentato in te la convinzione che tu sia un primus inter pares. Quando la smetterai di parlare addosso agli altri e al sindaco, sarà un grande giorno per questa città”.

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