“Puglia Eternit free”, anche nel Salento sopralluoghi anti amianto

Nella giornata nazionale dedicata al tema, Legambiente ha messo a disposizione un numero verde gratuito, destinato a cittadini ed enti locali

Lastre di amianto abbandonate (Foto di archivio)

LECCE - Non solo Lecce, ma l’intera provincia parteciperà alla campagna “Puglia Eternit free” promossa da Legambiente in 70 comuni. Si celebra infatti oggi la Giornata mondiale vittime dell’amianto, e l’associazione ambientalista italiana ha messo a disposizione i propri esperti che, attraverso il numero verde 800 131 026, potranno eseguire sopralluoghi nei luoghi segnalati dai cittadini. Chiaramente non solo i residenti di zone da bonificare, ma gli stessi enti locali possono rivolgersi a quel numero per chiedere un’ispezione gratuita e consentire di censire  l’eventuale presenza di materiali e manufatti contenenti amianto, verificarne lo stato di conservazione.

In caso di esito positivo, quanti ne faranno richiesta saranno affiancati nella compilazione della scheda di “autonotifica” per poi procedere al censimento previsto per legge. In Italia, fa sapere muoiono 4mila persone ogni anno per tutte le malattie asbesto correlate, con oltre 21mila casi di mesotelioma maligno diagnosticato dal 1993 al 2012. A 24 anni dalla sua messa al bando, l’amianto è ancora diffusissimo in diverse forme, sul nostro territorio: le stime, per difetto, diffuse da Cnr e Inail parlano di ben 32 milioni di tonnellate.

Il programma nazionale di bonifica dei siti di interesse nazionale conta 75mila ettari di territorio in cui è accertata la presenza di materiale in cemento amianto. Il ministero dell’Ambiente riporta oltre 44mila siti contenenti amianto di cui duemila e 236 bonificati e 41mila e 350 ancora da bonificare. Resta poi il problema dello smaltimento: in Italia il 75per cento dei rifiuti contenenti amianto finisce nelle discariche oltre confine. Il dato della Puglia  non è molto più incoraggiante: sono oltre 5mila i tetti in eternit censiti e si stima l’esistenza di un milione e 750mila  metri cubi di materiale contenente la fibra killer. A questo dato si aggiunge la mancanza di impianti di smaltimento nella nostra regione che determina l’aumento dei costi per le bonifiche.

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