Caos al Consiglio comunale di San Pietro in Lama. La minoranza abbandona

Quattro consiglieri lasciano l'aula e denunciano: "Ci è stata negata la discussione sui punti all'ordine del giorno. Il sindaco chieda scusa"

SAN PIETRO IN LAMA – Il Consiglio comunale si riunisce per discutere, tra le altre questioni, l’approvazione del bilancio di previsione ma una parte dell’opposizione abbandona la seduta. Accade a San Pietro in Lama, dove quattro consiglieri del gruppo “Siamo San Pietro in Lama” denunciano di “non aver potuto partecipare fattivamente dando il pieno contributo”.

Perché? Perché – a loro dire – sarebbe stata “negata la discussione dei punti all’ordine del giorno da parte del presidente del Consiglio e del sindaco Raffaele Quarta”. Non una seduta qualunque. In discussione c’erano anche l’aumento della Tari e l’approvazione del documento unico programmatico.

“Il sindaco ha negato ai consiglieri di minoranza il legittimo diritto di approfondire e discutere gli atti – denunciano gli interessati -. A seguito di tale comportamento siamo sono stati costretti ad abbandonare l’aula. Dovrebbe chiedere scusa, non a noi ma, ai tanti cittadini che hanno legittimamente scelto di essere rappresentati da noi . Mai si era verificata negli ultimi anni tale negazione nel nostro comune”.

“Comprendiamo che il primo cittadino debba ancora acquisire esperienza nel ruolo che occupa– scrivono in una nota Guido Remo, Gianluca D'Elia, Stefano Nicolini e Vincenzo D'Elia -, ma lui riveste un ruolo, quello di presidente del Consiglio, che deve essere il più neutrale possibile. A nostro avviso non è stata garantita assolutamente la regolarità della seduta”.

 “ Tale comportamento ha leso la democrazia e la partecipazione democratica – denunciano -. Non è stato possibile ricevere risposte a delle nostre richieste legittime, né dall’assessore al ramo che accendendo il microfono intendeva rispondere, né  dal neo dirigente che non è stato chiamato per chiarirci alcuni aspetti tecnici della deliberazione sulle alienazioni”.

“Il Sindaco chieda scusa, pubblicamente, non ai consiglieri di minoranza ma alla cittadinanza, per questa caduta di stile”, concludono gli esponenti di “Siamo San Pietro in Lama” che stigmatizzano “la gravità di quanto accaduto” e annunciano di voler informare gli organi preposti.

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