Cartelli M5S durante il consiglio: “Abaterusso dimettiti”

Dopo la condanna in primo grado per l'esponente del Pd, i pentastellati chiedono al presidente Emiliano "onestà intellettuale"

LECCE  - Perché un cittadino condannato penalmente non può aprire un’attività commerciale, nonostante la sentenza non sia definitiva mentre un esponente politico può restare al suo posto? La domanda, apertamente polemica, viene dagli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle – tra i quali il salentino Antonio Trevisi – ed è rivolta al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

I pentastellati durante il consiglio odierno, hanno esposto dei cartelli per invitare il collega del Pd, Ernesto Abaterusso, alle dimissioni dopo aver subito la condanna in primo grado a un anno e sei mesi per truffa continuata ai danni dell’Inps, in concorso con il figlio Gabriele. Al termine della seduta il gruppo ha inviato una nota stampa per denunciare l’atteggiamento del presidente dell’assise, Mario Loizzo, accusato di aver censurato la protesta.

“Siamo rappresentanti regolarmente eletti del popolo pugliese – recita il comunicato stampa - e toglierci continuamente la parola significa censurare centinaia di migliaia di cittadini. Ma ormai sappiamo che nel Pd di democratico è rimasto soltanto il nome”.

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“Vorrei ricordare a tutti – ha dichiarato il consigliere Bozzetti il cui intervento è stato censurato dal presidente Loizzo - che il presidente Emiliano qualche tempo fa ha chiesto le dimissioni di un assessore del Pd del Comune di Brindisi perché il padre era legato alla criminalità organizzata locale, ora mi chiedo: perché oggi non usa lo stesso pugno di ferro con il consigliere Abaterusso che in prima persona è stato condannato per truffa? Auspichiamo un minimo di onestà intellettuale da parte dell’ex magistrato Michele Emiliano che pare utilizzi a suo piacimento due pesi e due misure a seconda delle convenienze politiche”.

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