Centrodestra, c'è posto per due. Salta il tavolo della pace e volano le accuse

La trattativa partita ieri sera e proseguita per diverse ore non ha portato ad alcun accordo e i candidati in campo restano due: Adriana Poli Bortone e Francesco Schittulli. Ma nessuno si attribuisce la paternità dello strappo in Forza Italia

LECCE - L'accordo tra i lealisti di Forza Italia e gli esponenti del partito che fanno capo a Raffaele Fitto è rimasto lì dov'era. in un cassetto che probabilmente nessuna delle due fazioni ha realmente voluto aprire. Il tavolo di concertazione convocato in extremis ieri sera è saltato oggi intorno all'ora di pranzo: nessuna mediazione possibile, i candidati in pista restano due: Adriana Poli Bortone, designata direttamente da Silvio Berlusconi, e Francesco Schittulli. E nelle ore successive al naufragio della trattativa in extremis si sono susseguite le prese di posizione che vedono i componenti di uno stesso partito - resta da vedere ancora per quanto - gli uni contro gli altri armati. 

La spaccatura in Fi diventa dunque la divisione definitiva del centrodestra, a un mese esatto dal voto del 31 maggio. L'ultimo sondaggio diffuso a poche ore dallo stop imposto dalla normativa vede Michele Emiliano saldamente avanti, ma la senatrice in seconda posizione con un discreto margine sull'ex presidente della Provincia di Bari. Quindi Antonella Laricchia del Movimento Cinque Stelle, oltre la soglia dell'8 per cento necessaria ai pentastellati per accedere in consiglio regionale. Gli altri candidati sono Riccardo Rossi per l'Altra Puglia, Michele Rizzi di Alternativa Comunista e Gregorio Mariggiò per i Verdi.

Le reazioni

Francesco Schittulli, candidato: "Finalmente abbiamo capito chi, per motivi relativamente incomprensibili, ha venduto la Puglia alla sinistra. E' vero che è il periodo delle vendite. Ma condannare, probabilmente, in questo modo la nostra Regione ad un malvagio disegno che vede protagonisti chi spacciandosi per persona di destra, reitera per la seconda volta, il proprio comportamento anti etico a viaggiare nel momento elettorale con questa sinistra. Stando così le cose, saremo ancora più determinati nel parlare il linguaggio della verità, pensando quello che si dice e parlando quello che si pensa.  Il 31 maggio i pugliesi sapranno giudicare in base all'affidabilità del candidato presidente alla Regione Puglia ed esprimeranno un voto utile e non un voto abbinato alla Lega Nord (da sempre contro noi meridionali). Sarà un voto di coscienza per garantire un futuro migliore e diverso quindi dal passato".

Lugi Vitali, segretario regionale di Forza Italia: "Francesco Schittulli finge d'essere la bella addormentata nel bosco. Finge perché sa bene di mentire per la gola quando accusa me e Forza Italia di aver consegnato la Puglia a Michele Emiliano. Lui spacca il centrodestra, impone a Forza Italia le liste a lui e Fitto più gradite, ci caccia fuori dalla coalizione quando mostriamo di non volerci piegare a questa ingerenza, e poi noi saremmo quelli che hanno spaccato il centrodestra? E' comprensibile commettere degli errori in politica, soprattutto quando non si ragiona con la propria testa. Ma è patetico voler addossare ad altri le responsabilità dei propri errori. Schittulli, e questa è la verità, ha semplicemente fatto male i suoi conti. Pensava che facendo la faccia feroce avrebbe chiuso in un angolo me, Forza Italia e il presidente Berlusconi costringendoci a cedere alle sue condizioni. Ma quando ha visto che non solo siamo usciti da quell'angolo seppur isolati, ma abbiamo risposto con la migliore candidata possibile - e infatti i sondaggi danno già Adriana Poli Bortone in vantaggio su Schittulli - il dottore e Fitto hanno cercato l'accordo in extremis. Noi a quel tavolo ci siamo seduti - basta FOTO FRANCESCO SCHITTULLI 2-2spulciarsi gli articoli degli ultimi giorni - con condizioni ben precise: fra queste la candidatura unitaria della senatrice Poli Bortone. Ora si meravigliano e si stracciano disperati le vesti perché io non ho voluto negoziare quelle condizioni. Io non so con che persone loro abbiano a che fare, ma chi mi conosce sa bene che la mia parola con la baratto con nulla. Se questo li meraviglia allora non posso che dirmi sempre più convinto delle scelte compiute".

Federica De Benedetto, vice coordinatrice regionale di Forza Italia: "Sembra di rivivere il clima di cinque anni fa, quando, pur di non candidare Adriana Poli Bortone alla presidenza della Regione Puglia, con una scelta miope da parte dei dirigenti del centrodestra locale, si regalò la vittoria elettorale a Nichi Vendola e alla sua coalizione. Adesso è iniziato il balletto dello scarica barile sulle responsabilità, ma gli elettori hanno già compreso di chi sono le colpe di questa rottura, così come hanno capito di chi furono quelle che portarono alla sconfitta alle passate elezioni, e siamo certi che alle urne sapranno premiare chi invece in tutti questi anni ha lavorato sempre e soltanto per il bene della Puglia: Adriana Poli Bortone".

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Roberto Marti,  deputato di Forza Italia: "Giornata di sondaggi e di altalene dove i candidati presidenti a secondo della società demoscopica oscillano dal secondo al quarto posto (è il caso della sen. Adriana Poli Bortone seconda per Swg e quarta per Scenaripolici.com). Sondaggi che arrivano in una delle giornate più amare per il centrodestra pugliese che sentenziano la volontà di Forza Italia e Silvio Berlusconi di consegnare la nostra regione nuovamente alla sinistra grazie alla complicità sempre della stessa persona recidiva che, per la seconda volta consecutiva, si presta a spaccare la coalizione e a tentare di farla perdere. Sono proprio questi sondaggi e i loro numeri a raccontarci che il centrodestra unito, nonostante le vicissitudini degli ultimi giorni, era perfettamente in grado di ribaltare un risultato che non è scontato sia a favore del centrosinistra. Quei soli quattro punti di distacco per il sondaggio Scenaripolitici.com fra la coalizione di Emiliano e quella della Poli e Schittulli (se avessero corso insieme) erano facilmente recuperabili in questo ultime mese di campagna elettorale. Forse qualcuno ha davvero temuto di poter vincere e questa mattina ha preferito far saltare il tavolo delle trattative perché a Roma la Puglia è stata già regalata a Renzi e al suo Pd".

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