Cesine, rifiuti sulla costa. L'indignazione di Casili: "Urgente una bonifica"

Un pugno nell’occhio in un’oasi che dovrebbe essere un paradiso. E’ una discarica che si sviluppa per qualche chilometro sul litorale dell'area protetta. Il consigliere regionale del Movimento 5 stelle che attacca anche Renzi e il Governo. E propone uno studio e lavori da affidare ai giovani

VERNOLE – Un pugno nell’occhio in un’oasi che dovrebbe essere un paradiso. E’ una discarica che si sviluppa per qualche chilometro sul litorale delle Cesine. La denuncia arriva da Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento 5 stelle e vicepresidente della Commissione ambiente. Una scoperta che il giovane agronomo neretino racconta con un senso di profonda inquietudine, avvenuta ieri, 9 agosto durante un sopralluogo sui litorali della rtiserva naturale dello Stato che sorge in agro di Vernole.

“Improvvisamente mi sono trovato di fronte ad una discarica costiera diffusa che si sviluppa per alcuni chilometri di litorale. Parliamo di quantità industriali di plastica depositata in spregio alle normative sui rifiuti e alla tutela e salvaguardia di queste aree. Plastica – aggiunge - che si trova anche in un pericoloso stato di polverizzazione che può entrare nelle catene trofiche dell’ecosistema marino e costiero”.

Le Cesine, vale la pena ricordarlo, sono riconosciute zona a protezione speciale e sito di interesse comunitario. Vi è una biodiversità animale e vegetale che rende quest’area un posto unico. “E’ paradossale - prosegue Casili - come al privato nelle situazioni di accumulo e deposito causato da terzi è richiesto l’immediato ripristino dei luoghi, mentre le istituzioni sono silenti e immobili di fronte a situazioni così drammatiche”.

Il consigliere attacca dunque quella “politica pronta a urlare la valorizzazione dei luoghi, le bellezze paesaggistiche e le potenzialità turistiche di un Salento trattato come territorio di conquista.” E al presidente del consiglio Matteo Renzi, dice: “Sarà felice il Governo di queste storture vista la volontà di industrializzare il Meridione e il Salento che è stato dato in mano a colonizzatori come Tap o ai faccendieri delle prospezioni petrolifere”.

foto2-24-14Intanto Casili intende proporre al più presto uno studio di caratterizzazione botanica, dato che tali rifiuti si trovano anche su fitocenosi costiere di pregio, e lavori per un monitoraggio puntuale del cantiere.

“In queste condizioni, infatti, - sottolinea - il lavoro deve essere esclusivamente manuale per salvaguardare le specie psammofile. Ecco come può crearsi pragmaticamente lavoro con un ritorno sociale e culturale oltre ai notevoli benefici eco-paesaggistici”. Il suo pensiero va in particolare ai tanti giovani senza occupazione.

“Non c’è bisogno di grandi finanziamenti che molto spesso aggiungono altri problemi, qui occorre semplicemente togliere rifiuti con una spesa i cui costi e benefici miglioreranno le condizioni di vita degli ecosistemi, degli abitanti e dei turisti. E che nessuno si sogni di strumentalizzare le Cesine con becere opere di compensazione che se da una parte tolgono dall’altra aggiungono e con gli interessi a danno delle comunità locali, le uniche a pagare irreversibilmente le modifiche di un territorio costruito con il sudore delle genti che lo ha abitato”.

Ma le iniziative non finiscono qui: “Procederemo immediatamente a un’interrogazione – coclude - al fine di ristabilire urgentemente lo stato dei luoghi di una delle zone più naturalistiche di Puglia”.

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