Chiuri avvia consultazioni dopo le dimissioni. Ed è scontro con l’opposizione

Non è bastata la rimodulazione della giunta in estate a placare le fibrillazioni nella maggioranza di Tricase. Entro venti giorni la decisione del sindaco. Pd e minoranza all’attacco: “Deve chiarire ingerenze”

il sindaco Chiuri

TRICASE - Nonostante la rimodulazione della giunta comunale dell’estate scorsa, e il tentativo di calibrare le fibrillazioni interne alle liste della coalizione della maggioranza, il sindaco di Tricase, Carlo Chiuri ha continuato a perdere pezzi e ad avere difficoltà di concertazione con diversi consiglieri non ultimo il presidente del consiglio comunale Dario Martina. E due giorni addietro ha deciso di formalizzare le sue dimissioni. Entro venti giorni si attende il responso definitivo: la ricucitura con il ritiro della decisione e la ripartenza, magari con una nuova maggioranza, o il rompete le righe e l’avvio della fase di commissariamento prima delle nuove elezioni amministrative. Una pausa di riflessione necessaria e non più rinviabile, e già da questo fine settimana sono previste consultazioni e confronti con le forze politiche anche oltre gli steccati del raggruppamento delle liste che hanno portato Chiuri alla vittoria del giugno del 2017 (Cambiamenti per Tricase, Udc, Direzione Italia-Tricase, e le civiche Noi per Tricase e Tricase Punto e a Capo).  

Ma all’indomani della nota protocollata alla segreteria generale del Comune, le motivazioni politiche addotte dal primo cittadino fanno ancora discutere e alimentano lo scontro anche dal versante dell’opposizione che è tornata ad attaccare Chiuri. “Riteniamo gravissime per la città le dichiarazioni rilasciate dal sindaco nella sua lettera di dimissioni. Chiuri è tenuto a chiarire nomi e circostanze di quelle ingerenze esterne, interessi elettoralistici e poltrone da suddividere a destra e a manca che lo avrebbero costretto a dimettersi” accusano in una nota congiunta i consiglieri di minoranza Fernando Dell'Abate, Maria Assunta Panico, Alessandro Eremita, Nunzio Dell'Abate e Vito Zocco. 

“E’ senza dubbio l’ennesimo maldestro tentativo di scaricare su altri la propria incapacità politico amministrativa contraddistinta, fin dall’insediamento, da screzi e liti tutti interni alla maggioranza” denunciano i consiglieri, “un ampio consenso popolare supportato da un esercito di candidati, una congiuntura economica favorevole ed i numerosi progetti ereditati dalle amministrazioni precedenti sono stati vanificati dall’incompetenza e dall’inadeguatezza al ruolo di guida della comunità. Eppure da parte nostra non sono mai mancati entusiasmo, proposte ed esperienza amministrativa a beneficio del rilancio socio-economico del paese”. Per gli esponenti dell’opposizione di Pd, Articolo uno, Tricase al Centro e Tricase sei tu è giunto il tempo per il sindaco di fare piena chiarezza sui motivi di screzio che lo hanno portato alla decisione di presentare le sue dimissioni.

Il sindaco Chiuri ha annunciato la sua decisione di rimettere (per ora temporaneamente) il mandato motivandole in questo modo. “A causa delle continue fibrillazioni interne alle liste collegate alla mia candidatura e con le quali, nonostante tutto, si è riusciti a creare nella città un nuovo clima di fiducia e attivismo, ritengo attualmente necessaria una pausa di riflessione. È mia intenzione continuare solo con persone disponibili a fare il bene di Tricase e che non suddividono le poltrone a destra e a manca, anche ipotetiche futuribili. Non posso accettare” ha aggiunto il primo cittadino, “che interferenze esterne, alle quali il supremo interesse della città è assolutamente indifferente, blocchino l’attività operativa intrapresa e a fatica portata avanti in questo ultimo periodo. Queste persone non vogliono lo sviluppo di Tricase. Non è mia intenzione lasciare la città ostaggio di interessi elettoralistici che certamente minerebbero, anzi paralizzerebbero l’attività amministrativa. Di fronte ad un disfattismo di tal fatta non sono assolutamente tollerabili il silenzio e l’inerzia, pertanto sono costretto contrariamente ai miei intendimenti e per l’estremo amore che nutro verso la città i miei concittadini, a rassegnare le dimissioni. Non svendo assolutamente Tricase” ha concluso Chiuri, “per assecondare bramosie e ambizioni interne ed esterne che non hanno minimamente amore verso la nostra comunità: sarebbe la paralisi. In assenza di un rapido e sereno confronto, basato sulla chiarezza e la condivisione, sarebbe oltremodo dannoso continuare”.

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